Sabato, 25 Maggio 2013
   
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Il Quotidiano delle Marche

Mister Baldarelli:”Salvezza e valorizzazione dei giovani con una Recanatese a tre punte”

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E’ combattivo e convinto di far bene come non mai. Mister Baldarelli, neo tecnico della Recanatese, proprio ieri ha ricevuto in dono dalla sua nuova società una vecchia conoscenza di Urbania:bomber Filippo Pagliardini. Sogni, speranze, certezze; a L’Indiscreto Baldarelli non si tira indietro e racconta un po’ la Recanatese del futuro

Salve mister. Da poco alla guida della Recanatese e già importanti novità. Le conferme di alcuni giovani e l’arrivo di bomber Pagliardini. Come sono stati questi primi giorni giallorossi? “I miei primi giorni da tecnico della Recanatese sono stati assolutamente positivi. Appena arrivato mi sono reso conto di quanto grande fosse questa società, fondata su una massima organizzazione logistica e con la quale mi sono subito sentito a mio agio. La riconferma di alcuni giovani è stata la base di partenza della nuova stagione, perché sono tutti calciatori di grande valore. Pagliardini invece, già con me lo scorso anno ad Urbania, è stata la mia prima scelta indicata alla società e sono stato subito accontentato. Lo conosco molto bene, è un ragazzo d’oro e un grande professionista; veloce e tecnica al servizio della squadra, oltre una naturale propensione a vedere la porta. Lo scorso campionato ha realizzato 19 reti tutte su azione, senza alcun rigore o calcio da fermo. Inoltre ha già fatto questa categoria e la sua esperienza sarà importante per i più giovani. Per quanto riguarda la dirigenza leopardiana tengo a sottolinearne serietà e precisione e, avendo lavorato con la Juniores tre anni fa, non è stato difficile accettare la proposta di allenare la prima squadra. Avevo anche altre richieste, ma davanti la Recanatese non ho esitato un secondo”.

Quale è l’idea di calcio di mister Baldarelli e come si approccerà tatticamente con la nuova Recanatese? “Non ho un modulo predefinito, mi piace un calcio giocato bene e dinamico. Ho sempre prediletto la qualità e le tre punte, per cui potremmo giocare con un 4-3-3 oppure un 4-2-3-1. Ma quello che conta è l’atteggiamento propositivo e offensivo, poi viene il resto e di conseguenza i numeri statistici. La società mi ha chiesto di lavorare con i giovani e farli crescere, questo ad Urbania ci è riuscito benissimo. Proprio nei giorni scorsi la federazione ha premiato la società come la miglior squadra più giovane del campionato e questo dimostra il nostro operato. Quello che mi sta a cuore è che tifosi e appassionati che vengono allo stadio, escano soddisfatti e convinti di aver visto un buon calcio. Si devono divertire e su questo lavorerò”.

Sarà una serie D altamente competitiva, con squadre di grande blasone. Dove può inserirsi la Recanatese? “Sarà una serie D estremamente difficile, con squadre di grande blasone e pronte a lottare per la vittoria del campionato. La società mi ha chiesto di salvarci prima possibile e di valorizzare i giovani, se poi ci renderemo conto di poter lottare per qualcosa di più, ben vengano ulteriori obiettivi. Sono molto fiducioso e convinto di poter fare bene, se si creerà un clima cordiale e positivo all’interno dello spogliatoio, potremo toglierci tante soddisfazioni. Se manterremo un livello alto, faremo una bella figura”.

Cosa le mancherà di Urbania e dell’Urbania? “A Urbania ho trovato un ambiente ideale per fare calcio, come sono convinto sia anche quello di Recanati. Una cittadina di poco più di sei mila abitanti, senza pressioni e con voglia di crescere calcisticamente. Mi mancheranno anche i giocatori, con cui ho avuto un ottimo rapporto; tranne Pagliardini ovviamente che mi ha seguito. L’affetto che mi hanno mostrato ad Urbania lo porterò sempre con me”.

Quale è stata la sua carriera prima di approdare alla Recanatese? “Da giocatore ho fatto le giovanili del Fano e giocato in diverse squadre dilettantistiche del pesarese, senza approdare mai nei professionisti. Poi, a 29 anni, a causa di un brutto infortunio ho smesso e intrapreso la mia carriera di allenatore. Ho guidato le giovanili di Fano, Vigor Senigallia e Fossombrone, dove ho allenato anche la prima squadra in D, solo fino a febbraio però. I problemi lì erano tantissimi, passando dal sogno Bikkembergs al crollo che tutti conosciamo. Poi lo scorso anno ad Urbania la mia rivincita, lavorando con tutti giovani e ottenendo risultati lusinghieri. A Recanati arrivo dopo esserci già stato tre anni fà a capo della Juniores, conoscendo molto bene l’ambiente e la dirigenza. Ringrazio di cuore la società per l’opportunità che mi sta dando, da parte mia prometto massimo impegno e professionalità. Sperando, a fine campionato, di festeggiare un’annata positiva e senza rimpianti”.

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