L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

martedì, 21 novembre 2017

Pescara del Tronto, ore 3:36: il Vescovo legge i nomi delle 48 vittime del terremoto

PESCARA DEL TRONTO - Un grande cuore di fiaccole illumina la notte a Pescara del Tronto. Sono le luci di centinaia di persone che sono scese in strada per ricordare le vittime del terremoto un anno dopo.

Alle 3:36,  il vescovo di Ascoli Piceno Giovanni D'Ercole  ha scandito i nomi delle 48 vittime. "Per desiderio di molti, a partire dalle famiglie delle vittime del terremoto, la notte anniversaria del sisma è all’impronta del silenzio, dell’intimità e della memoria impastata di meditazione e di preghiera. In un primo momento si desiderava addirittura che stampa e “curiosi” rimanessero fuori dalla rievocazione che si tiene nel punto - cuore di Pescara del Tronto, giardino d’infanzia diventato, il giorno del terremoto, obitorio provvisorio per accogliere, in quell’indimenticabile 24 agosto 2016, al fine di essere identificati, i corpi delle oltre 50 vittime estratte dalle macerie. Sì, stiamo parlando ancora una volta di Pescara del Tronto, per noi luogo ormai simbolo di quel drammatico sisma e delle scosse nei mesi successivi che l’hanno praticamente ridotto ad ammasso di macerie sbriciolate come se fossero state tritate da una macchina impastatrice di cemento".

Il vescovo parla di "energia divoratrice del sisma che hacolpito proprio Pescara del Tronto, dove non trovi un masso, un muro, una mezza casupola in piedi, ma tutto diventato poltiglia di ridottissimi rottami. Le case sprofondate di molti metri e tetti scivolati per la scarpata offrono del paesaggio una foto che dall’alto appare un campo arato dalla violenza della natura. Nulla, ma proprio nulla, resta in piedi di questo ridente paese, un tempo ameno e accogliente. Nulla è più visibile di quel che era prima e tutto travolto dalla reiterata attività sismica che tuttora prosegue. Il risultato, al momento, è che seppellendo le case sotto le macerie sono spariti per sempre i segreti di tante famiglie, le speranze di molti giovani e i sogni di una popolazione ormai rassegnata a vivere lottando per non perdere la voglia di futuro"

Una notte per riflettere e un giorno per ripensare e per pregare. Questo è l’intento che insieme a tutte le associazioni di volontariato coinvolte nella rinascita di Arquata vorremmo fosse condiviso da quanti ci stanno vicino e continuano a condividere la nostra avventura di post-terremotati. Un’opportunità per ringraziare la gente che silenziosamente ha vissuto con noi in questi mesi le fatiche della rinascita e con aiuti concreti ha reso possibile la ripresa di non poche piccole ma importanti attività commerciali. Ripercorrendo con la memoria questi dodici mesi vedo miracoli dell’amore e della generosità intrecciarsi con attese e progetti diventati realtà e realizzazioni in itinere. Se il terremoto ha distrutto paesi e borghi storici carichi di tradizioni, il post-sisma ha lavorato per ricostruire relazioni e tessere amicizie apportatrici di coraggio e di condivisione fraterna. Qualcuno mi chiede un bilancio di quest’anno e vuol sapere quali sono le prospettive che vorremmo sognare di realizzare. Un lungo elenco di gemellaggi fra comunità d’ogni regione d’Italia e le frazioni dei comuni terremotati ha favorito la ripresa di alcune attività in loco e la ripartenza d’una timida ma incipiente economia di sopravvivenza. Grazie a questi amici, che formano la grande famiglia della solidarietà! Molto resta da fare e il ritornello d’ogni incontro è “non abbandonateci”. Molto resta da fare; la lentezza degli interventi pubblici in molti l’hanno più volte sottolineata; la fatica che ci attende è chiara a tutti, ma il coraggio e l’impegno hanno ripreso a camminare sulle gambe della speranza. Se la chiesa è ricostruita, il resto attorno troverà spazio e consistenza. Mantenere accesa la fiaccola della fede era il nostro sogno; mantenerlo vivo sarà il nostro impegno e sono certo che il resto verrà perché, come canta Andrea Petrucci in una canzone che insieme a me ha composto per l’occasione, noi ripartiamo da qui. “Polvere e sassi nel cuore”, è il titolo di quest’inno alla fiducia, certi che “ricostruiremo speranze insieme, uniti senza distanze non molleremo mai, la forza tornerà

Oggi è lutto cittadino: alle 16:30 mons. D'Ercole celebrerà una messa in suffragio insieme ai sacerdoti delle zone terremotate. Saranno presenti la presidente della Camera Laura Boldrini e il ministro dell'Interno Marco Minniti.

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