Giovedì, Maggio 24, 2012
   

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Il Quotidiano delle Marche

Moresco. Folla e commozione per l'ultimo saluto a Roberto Straccia. "Addio piccolo angelo"

Funerale Roberto StracciaC’è una folla straordinaria, nella piccola Moresco. Una cittadina intera che si ferma, un groviglio di automobili ai bordi della strade, una massa di teste e braccia davanti al maxischermo, fuori dalla chiesa di San Lorenzo. Tutti per lui, tutti per Roberto Straccia, il ventiquattrenne scomparso il 14 dicembre a Pescara e ritrovato cadavere in mare, dopo 20 giorni, a Bari. Pochi i posti all’interno dell’istituto di culto per accogliere tutti, entrano familiari, in testa il padre Mario, la madre Rita, la sorella Lorena, una parte degli amici, rappresentanti delle istituzioni: il prefetto di Fermo Emilia Zarrilli, il sindaco di Moresco Amato Mercuri e quello di Pescara Luigi Albore Mascia, altri primi cittadini del fermano, il comandante della compagnia provinciale dei Carabinieri Pasquale Zacheo, il presidente della provincia Fabrizio Cesetti. Al centro la bara bianca, sommersa dai fiori, soprattutto rose candide e rosse. C’è anche un pallone, in basso, sotto al feretro.

Era la grande passione del giovane studente universitario, il calcio. C’è la maglia della sua squadra, la Spes Valdaso, che ha ritirato il suo numero 2, ci sono i gagliardetti di tante società. “Il pensiero è fisso a te, ciao Robè” si legge su uno striscione nel piazzale. Fuori tutti gli altri, gente che magari non ha nemmeno conosciuto Straccia di persona, ma ha voluto esserci, per tributare il proprio saluto ad un ragazzo ed una famiglia che in quest’ultimo mese sono diventati familiari a tutti. Tocca al vescovo mons. Luigi Conti officiare le esequie, affiancato dal parroco locale don Franz Cudini.

“Ci sono tante date significative – ricorda il porporato – quella del 14 dicembre in cui Roberto è scomparso, quella del 28 dicembre, il giorno del suo compleanno, quella del ritrovamento del corpo. Ma io ne voglio ricordare una più importante, il 6 marzo del 1988, quando voi genitori lo avete portato davanti al fonte battesimale, lo avete consegnato a Dio. Sono fortemente convinto che nel momento di massima difficoltà, prima di morire, Roberto abbia detto: io mi consegno a Dio. Sono stato lieto di assistere alla magnifica coralità espressa dai tanti amici di Roberto, che si sono stretti intorno alla famiglia e non hanno smesso di sperare e di cercarlo. Avete dimostrato tutti che la piccola Moresco è in realtà una grande città dal cuore enorme”.

E proprio al sindaco di Moresco, al termine delle esequie, tocca un saluto toccante, rotto dall’emozione. “Non ci sono parole per lenire il dolore di Mario, Rita, Lorena. Dico a Roberto: bentornato a casa, anche se avevamo sognato di riabbracciarlo da vivo, magari un po’ ammaccato, ma ancora tra noi. Voglio esprimere la mia stima per questa famiglia straordinaria, gli Straccia, spero un giorno di poterne costruire una come la vostra ed ora che i riflettori si spegneranno su questa tragedia, mantenete l’eccezionale dignità che avete dimostrato fino ad oggi. Come sono stati impareggiabili tutti gli amici, che hanno cercato Roberto fino all’ultimo. Un grazie alle istituzioni, al sindaco di Pescara e ai suoi concittadini che ci sono stati vicini. Un grazie ai magistrati, con una preghiera. Non smettete di cercare la verità. Fateci sapere cos’è successo, nessuno tra noi crede che Roberto si sia fatto del male da solo. Non vi accontentate di verità residuali o della soluzione più semplice. Diceva Leopardi che muore giovane chi al cielo è caro. Mi piace pensare che Roberto lassù abbia ricevuto la sua maglietta numero 2 e stia palleggiando per le vie del cielo”.

Seguono i ricordi di un’amica, poi tocca ai rappresentanti della Spes Valdaso, la sua squadra di sempre. Viene ricordata la semplicità, l’autoironia di Straccia: “Intelligente, serio, preciso, un rompiscatole che sapeva divertirsi. Sembravi timido, eri solo enormemente educato. Ci hai sempre insegnato a non arrenderci e in questo mese hai toccato il cuore di migliaia di persone. Attendiamo insieme alla tua famiglia di conoscere la verità”. E’ un saluto commovente, pieno di aneddoti e momenti di allegria, quello che traccia una studentessa universitaria come Roberto, a nome di tutti i compagni di Pescara. “Ricordiamo gli hamburger di mamma Rita e le serate a bere Ciobar, le interminabili notti insonni prima degli esami, le risate facendo karaoke o improvvisando un balletto. Sei cambiato tanto rispetto a quando ti abbiamo conosciuto. Sembravi timidissimo, invece eri maturo, educato, attento ai sentimenti degli altri. Abbiamo capito da dove veniva il tuo carattere conoscendo la tua stupenda famiglia, di cui ormai ci sentiamo tutti membri. Ti prometto che quella cena che dovevamo organizzare la faremo davvero, ci vedrai arrivare un mercoledì sera con le buste della spesa”.

Le ultime parole sono per una giovanissima amica di famiglia, per ricordare “il nostro angelo”. Tra lacrime ed applausi escono decine di corone di fiori dal portone di San Lorenzo, poi la bara bianca con il corpo di Straccia, accompagnato da un lunghissimo applauso. Un abbraccio carico di affetto verso un ragazzo sfortunato che ha conquistato il cuore di tanti, prima da vivo, poi per la sua drammatica fine. L’abbraccio di chi non dimenticherà Roberto e pretende una verità sulla sua fine. FOTO GERMANO PAOLONI

Funerali Roberto Straccia

Funerali Roberto Straccia

Funerali Roberto Straccia

Funerali Roberto Straccia

Funerale Roberto Straccia

Funerali Roberto Straccia

 

Commenti

 
#1 vincenzo 2012-01-20 16:28
ciao roby anche se ti ho conosciuto per pochi mesi ho capito che ragazzo eri anzi sei perchè la tua presenza sarà in eterno con noi .
vincenzo troiani
 

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