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Il Quotidiano delle Marche

Sant’Angelo in Pontano "travolto" dal maltempo. Parla il sindaco Mosconi

Eraldo Mosconi“Più che un resoconto di una calamità potrebbe sembrare un bollettino di guerra, ma ormai da qualche anno siamo sempre più abituati a dover far fronte a queste emergenze”. Così esordisce il Sindaco di Sant’Angelo in Pontano Eraldo Mosconi quando sollecitato a fare una disamina della situazione in seguito all’emergenza causata dalla neve e dal ghiaccio a partire dal 1 febbraio. Fin dai primi giorni di nevicate era evidente che questo non sarebbe stato un evento atmosferico ordinario, le allerta meteo che con molta insistenza arrivavano dalla Protezione Civile Regionale hanno lasciato poco spazio all’improvvisazione, eravamo pronti a fare fronte alle avverse condizioni: allertati tutti gli operatori, allestiti i mezzi, gli approvvigionamenti di sale e materiali vari effettuati, ma la portata di questa emergenza è andata oltre le peggiori aspettative. Interpellando alcuni miei concittadini, anche quelli più che ottuagenari, ho sentito dire che a loro memoria non ricordano una nevicata di questa portata, sia per quantità di neve precipitata, sia per la durata degli eventi atmosferici.

Dal primo giorno si è dovuto procedere alla sospensione delle lezioni in tutte le scuole di ogni ordine e grado, sia per evitare di sottoporre ad inopportuni rischi gli studenti, ma anche per dirottare tutto il personale in servizio sulla gestione dell’emergenza. Da subito siamo stati impegnati principalmente nel garantire la transitabilità della viabilità urbana e rurale con particolare attenzione a quelle situazioni critiche che interessavano alcuni cittadini anziani, malati o bisognosi di assistenza e trattamenti medicali. In seguito, alla situazione già critica si è aggiunta un’altra emergenza: quella idrica, infatti per più di due giorni più di metà del paese è rimasto senza erogazione di acqua a causa delle scarse riserve idriche disponibili sulla rete. Gli interventi più allarmanti si sono avuti nella giornata del 7 quando una intera frazione era completamente isolata per la chiusura della Strada Provinciale di Salti ostruita da più di due metri di neve, tanto da richiedere l’intervento di una turbina proveniente da Sassotetto. Dopo la prima ondata, allertati per le previsioni che non promettevano nulla di buono, si è cercato di riorganizzare i servizi consapevoli che da lì a poco sarebbe iniziata una seconda ondata, forse anche più intensa della prima. Blizzard e Buran sono nomi con i quali abbiamo nostro malgrado dovuto fare i conti.

È stata la combinazione di questi due venti gelidi che ha dato il colpo di grazia al nostro territorio. Nella notte tra il 12 ed il 13 il crollo di una stalla ha ucciso nove maiali e solo il solerte intervento dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri della stazione di Loro Piceno ed alcuni volontari ha potuto mettere in salvo circa 30 animali, strappandoli dalle macerie ad una morte certa tra freddo e stenti. Sono doverosi e non certo un semplice rituale di circostanza i ringraziamenti a quanti hanno profuso il proprio impegno al servizio della collettività: in primo luogo i dipendenti del Comune, troppo spesso vituperati ed accomunati ad una massa di “fannulloni” che in questo caso non li identifica, i Volontari della Protezione Civile che tanto fanno e nulla chiedono, i Vigili del fuoco, l’Arma dei Carabinieri, le Ditte che con i loro mezzi ed operatori ci hanno supportato nelle operazioni di sgombero e tutti i cittadini che malgrado i disagi hanno avuto la pazienza di attendere comprendendo le difficoltà. Con il ritorno alla normalità ci lasciamo alle spalle ogni paura, riacquistando quella serenità che per qualche giorno avevamo smarrito.

Ora ognuno di noi ha potuto acquisire una nuova consapevolezza: la Protezione Civile non è una struttura esterna al tessuto delle relazioni umane, non è un corpo estraneo che entra in azione al suono dell’allarme, ma la Protezione Civile siamo tutti noi, ogni istituzione, ogni associazione, ogni singolo cittadino con il proprio piccolo o grande contributo fa fronte all’emergenza diventando protagonista e non semplice spettatore. Appare evidente però, questo punto, la necessità di un intervento economico da parte di e Enti superiori, altrimenti sarà difficile, se non impossibile, gestire il bilancio comunale.

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