Giovedì, Maggio 24, 2012
   

Maracanà

lindiscreto
Il Quotidiano delle Marche

Siamo sicuri che la pop-filosofia è cultura?

La critica che il giornalista Edoardo Camurri ha mosso alla filosofia popolare ha suscitato numerose reazioni. “Il successo della filosofia pop è un bluff”, così titolava il suo articolo, apparso la scorsa domenica nell'inserto culturale del Corriere della sera “La lettura”, dove Camurri, in sostanza, esprime una semplice considerazione: la cosiddetta filosofia popolare non produce alcun sapere. Tutto ciò che ruota intorno al fenomeno della popsofia (all'interno della quale rientra praticamente di tutto: fiction televisive, reality, cartoni animati, fumetti e chi più ne ha più ne metta) secondo Camurri è aria fritta. Questa tesi può essere condivisibile o meno, discutibile o meno, si tratta, del resto, di un punto di vista, ma chiedersi cosa effettivamente produce cultura è lecito ed utile. Inevitabile, nell'articolo del Corsera, è stato il rimando a “ Popsophia”, evento di punta della scorsa estate civitanovese, che ha visto la partecipazione di molti nomi noti e di un pubblico sempre numeroso. Gli ideatori del festival con orgoglio ne rivendicano la paternità ( è il primo festival dedicato alla “ contemporaneità”) e non mancano mai di sottolineare quanto questi appuntamenti abbiano fatto bene al buon nome della città.

Ma prima ancora dei bilanci conclusivi e delle dissertazioni in merito, occorre circoscrivere il festival popsofico al campo cui appartiene, ovvero al settore culturale. Partendo dall'assunto che la cultura è un “ bene in sé” e che è dovere di ogni nazione civile e moderna il diffonderla, sostenerla e promuoverla per il suo ruolo formativo ed educativo rivolto alla collettività, una riflessione può essere fatta su come i servizi culturali vengono promossi e gestiti e su come le risorse economiche vengono investite. Produrre cultura vuol dire contribuire, attraverso le varie istituzioni culturali, all'incremento del senso civico e del giudizio critico, vuol dire offrire ai cittadini contribuenti (ovvero che pagano le tasse) uno strumento attraverso il quale migliorare la propria esistenza ed ottenere dei benefici personali e sociali. Nella nostra Costituzione la salvaguardia del patrimonio culturale è uno dei punti chiave della politica culturale italiana, in quanto esso è garante di democrazia e identità nazionale, insieme alla tutela della libertà di pensiero, di espressione artistica e alla promozione dello sviluppo culturale. È sulla base di questi nobili ed imprescindibili valori che una nazione o una città decidono di istituire un museo, di aprire un teatro, di restaurare un monumento o di finanziare un festival. Civitanova ha scelto di finanziare “ Popsophia”, che ha lo scopo di “ favorire la filosofia che indaga il ‘pop’ ed il ‘pop’ che racconta la filosofia e di valorizzare le forme del pensiero attraverso la libera circolazione delle idee e la diffusione della filosofia, e delle arti in genere”. E va bene. Probabilmente Civitanova è fiera di essere la capitale della popsofia, la grande partecipazione di pubblico del resto si può interpretare in questo senso. E probabilmente gli aspetti più scuri della macchina organizzativa popsofica ( la sorpresa del marchio registrato dal direttore artistico Hevio Hermas Ercoli e quindi non di proprietà del Comune; un bilancio conclusivo delle spese arrivato con mesi di ritardo) non interessano molto e la prossima estate accorreremo di nuovo felici e numerosi alla seconda edizione, senza domandarci quanti soldi costerà né tanto meno come si potrebbe spenderli diversamente.

Perché questo è il punto: siamo sicuri che investire nel festival della “popular culture”, che ci intrattiene per qualche sera a settimana- sempre e solo se decidiamo di andarvi- sia “ culturalmente” più produttivo di un museo che ci racconti la storia della nostra città? Siamo sicuri che a Civitanova si faccia cultura invitando personaggi noti a dissertare sul concetto di contemporaneità, piuttosto che creando nuovi spazi di aggregazione o preservando le tracce del nostro passato? Civitanova non ha luoghi di “ riconoscimento”: i suoi pochi quartieri caratteristici sono stati cancellati del tutto ( l'area ex Cecchetti, ad esempio) o sono lasciati al proprio abbandono ( il borgo marinaro del centro, che si sgretola pian piano col passare del tempo). Di fatto non si investe in cultura: non esiste un museo ( se si esclude la Galleria d'arte moderna “ Moretti”, unica rappresentante civitanovese all'interno del sistema museale della Regione Marche), non esiste un polo multiculturale, un teatro che sia solo teatro – e non anche cinema- non ci sono luoghi pensati ad hoc per fare e promuovere le arti. Civitanova, per storia, tradizione e grandezza, si merita di più di un “ frullatore di contenuti” che, più che festival del contemporaneo, sembra il festival dell'estemporaneo: della cultura usa e getta di una sera d'estate, senza troppo impegno e con l'animo leggero.

L 'impressione finale è sempre la stessa: che si voglia nascondere l' identità di questa città dietro le mode correnti, che non ci sia abbastanza rispetto del proprio passato, che non si voglia investire sul prossimo futuro. Che l'importante è fare vedere il “bello”, così filosoficamente popolare.

Non hai i permessi per aggiungere commenti. Devi prima registrarti nel sito.

Pubblicità



più di 200.000 case vacanza & appartamenti vacanza da 130 €/settimana

L'editoriale

Sull’orlo del suicidio collettivo...povera Italia nostra

Stop, non si può più morire così. L’ondata di suicidi che ha “invaso” la nostra penisola ha raggiunto livelli inaccettabili. E’ il momento di dire basta e ridare speranza di vita a tutti gli...

Collaborazione con

Sommario

NEWS PU24.IT

DITO IN UN OCCHIO
Civitanova. Il Sindaco Mobrini fa acqua...da tutte le parti

L'IN…THE MUSIC
Babilonia con i Billy Balla Reggae
SPETTACOLI MARCHE
Appuntamenti nei teatri delle Marche
FOTOGRAFANDO
Scatta con noi...Invia le tue foto a info@lindiscreto.it
VIDEO GALLERY
segnalaci il tuo video!
SCRIVI AL GIORNALE
Leggi e di la tua a info@lindiscreto.it
NEWSLETTER
Ogni giorno notizie marchigiane sulla tua casella di posta
RADIO
Leggi L'Indiscreto ascoltando la radio
METEO MARCHE
Guarda le previsioni della tua città
THE GAME
Scarica gratis il mensile sui videogiochi

Seguici

Online ora

 64 visitatori online