L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

sabato, 18 agosto 2018

Fondi europei per le Marche, in uscita bandi e avvisi per 43milioni di euro

CAMERINO - Per il 2018 sono in uscita nuovi bandi e avvisi per 43 milioni di euro.

Progetti Comuni per adulti disoccupati (10milioni); tirocini sociali (5 mil); voucher conciliazione (1 mil); servizio civile (1,5 mil); voucher formativi (4 mil); servizi al lavoro (convenzioni) (7 mil); formazione filiera agroalimentare (2,2, mil); IeFP (istruzione e formazione professionale nelle scuole) (2,4 mil); laboratori (strutture) (5 mil.); laboratori (assistenti) ( 5 mil). Sono i dati emersi questa mattina nel corso del Comitato di sorveglianza del POR MARCHE – FSE 2014-2020 che, riunito nella sala del Rettorato dell’Università di Camerino in segno di vicinanza ai territori colpiti dal sisma, ha promosso a pieni voti la Regione Marche nella gestione delle risorse del POR FSE a favore dell’occupazione, della formazione e dell’inclusione sociale.

“Siamo in un posto meraviglioso - ha commentato Franco Rinaudo, rapporteur della Commissione Europea che partecipa al CdS - E’ la prima volta che vengo dopo il sisma e sono stato toccato nel profondo nel vedere il centro storico di Camerino, ma è nostro compito andare avanti e sono convinto che le persone che vivono qui hanno la voglia e la capacità di ricostruire e crescere ancora: visitando le eccellenze del territorio abbiamo toccato con mano l’apporto che la ricerca e l’università possono dare alle imprese. Per quanto riguarda la gestione del fondo sociale in questi anni ho sempre visto una regione virtuosa, una di quelle che a Bruxelles consideriamo una delle migliori realtà del nostro Paese”.

“Investire sul capitale umano, o meglio sulla persona che ha perso l’avere ma non l’essere – ha sottolineato l’assessore al Lavoro alla Formazione e all’Istruzione Loretta Bravi –. E’ questa la lezione che ci viene da questo territorio e dal suo Ateneo che nonostante tutto non hanno perso la capacità di guardare avanti. L’assessorato e tutta la giunta della Regione Marche intendono la formazione sia superiore che post universitaria come una grande priorità e una nuova opportunità: siamo chiamati ad essere lungimiranti e umili da capire che è necessario migliorare la preparazione dei nostri ragazzi e riqualificare gli adulti al fine del reinserimento lavorativo (in particolar modo over 30 e over 45) se vogliamo rendere più competitive tutte le imprese marchigiane e ripopolare queste zone: l’impegno è quello di restituire i servizi e stiamo lavorando, ma anche quello di insegnare ai giovani a guardare la realtà nella sua complessità dando loro gli strumenti necessari. Questo è il terzo comitato di sorveglianza e in tre anni abbiamo impostato una nuova governance regionale. Stiamo investendo su un cambio di mentalità in funzione di tre obiettivi: tradizione nell’innovazione; massima attenzione ai fabbisogni del territorio; sinergie progettuali tra i fondi europei grazie alla collaborazione degli assessorati. L’ abbazia di Fiastra e l’azienda Nuova Simonelli che la delegazione del Cds hanno visitato ieri, sono due simboli forti di innovazione nella tradizione. Abbiamo un patrimonio di eccellenza culturale e umana che non possiamo perdere e sono convinta che i nostri ospiti abbiamo capito che è questo il dna marchigiano”.

Ad aprire i lavori è stato il prof. Andrea Spaterna prorettore dell’Unicam: “Svolgere qui il Comitato di sorveglianza è un ulteriore segno di vicinanza all’Università e al territorio e di questo ringrazio in particolare il presidente Ceriscioli e l’assessore Bravi che dal primo giorno dopo il sisma non hanno mai fatto mancare la loro attenzione e il loro sostegno. Oggi si parla di fondi sociali e supporto all’occupazione e alla formazione, tematiche che riguardano fortemente tutte le Università marchigiane. Non sono sufficienti didattica e ricerca avulse dal contesto: è necessaria una attenzione alla realtà territoriale per percorsi di laurea attenti alle esigenze del territorio e delle sue imprese. E’ quello che facciamo attraverso i tanti corsi di formazione posti in essere dalla Regione in modo oculato e lungimirante sia prima che dopo la laurea e attraverso una ricerca che risponde alle richieste del territorio”.

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