Mercoledì, 22 Maggio 2013
   
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Il Quotidiano delle Marche

Lo Swaziland a Macerata per progetti di cooperazione internazionale

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SwazilandL’acqua risorsa e bene prezioso che potrebbe unire Macerata allo Swaziland, un piccolo paese dell’Africa del sud i cui rappresentanti sono stati ricevuti oggi in Comune dal sindaco Romano Carancini e dall’assessore all’ambiente Enzo Valentini. La signora Nompumelelo Dudu, Ntshalintshali del Dipartimento del Ministero delle risorse Naturali ed Energia dello Swaziland e Mangaliso Musa, Dludlu,coordinatore degli interventi Water&Sanitation, accompagnati da Gabriella Oliani, Arianna Blasi e Chiara Aliverti del COSPE hanno illustrato l’azione che stanno svolgendo nella Lubombo Region per garantire l’accesso all’acqua alla popolazione, grazie alla partnership del COSPE, l’o.n.g. nazionale per la Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti che ha sede anche a Pesaro. Nello Swaziland - racchiuso tra il Sudafrica ed il Monzambico con una popolazione di circa 1.1 milioni di persone, di cui il 76% vive in zone rurali e il 43% sotto la soglia di povertà - l’acqua potabile è disponibile solo per il 33% delle popolazioni delle aree rurali, per le quali fiumi e sorgenti non protette rappresentano la principale fonte di approvvigionamento idrico. Anche la copertura sanitaria è bassa e nelle zone rurali raggiunge solo il 59% della popolazione causando malattie soprattutto nei bambini e forte è qui l’impatto dell’AIDS. La prevalenza di molte malattie nel paese è causata dalla scarsa qualità dell’acqua, dalla contaminazione dell’ambiente e da scarse pratiche igieniche, problemi che sono al centro dell’intervento di cooperazione del COSPE presentato oggi all’Amministrazione comunale, “allo scopo - ha detto la signora Ntshalintshali – di poter gettare le basi per nuove collaborazioni su questo fronte, ma anche in altri settori. Tra questi uno che costituisce la sfida dello sviluppo di questo Paese per il 2020: i trasporti.” Il sindaco nel dare il benvenuto agli ospiti si è detto felice di questo incontro che va nella direzione di aprire relazioni di conoscenza e collaborazione con nuovi Paesi, sottolineando come il diritto per tutti i popoli di disporre dell’acqua, comporti anche la responsabilità per i cittadini dei paesi più ricchi di avere cura e salvaguardare questo bene prezioso. Il Paese - ha spiegato la rappresentante del Ministero dello Swaziland - mira a garantire al 100% della popolazione l’accesso all’acqua attraverso un intervento integrato di fornitura di acqua potabile, servizi igienici e miglioramento della consapevolezza e delle capacità gestionali delle comunità. Il progetto COSPE prevede la protezione delle sorgenti anche attraverso la formazione sulla importanza di corrette pratiche igieniche e su come modificare le proprie abitudini per mantenerle pulite, nonché l’installazione di pompe manuali per la raccolta delle acque piovane e da sorgente.

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