L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

martedì, 21 novembre 2017

Le avventure dell’Amministrazione Civitanovese. Puntata 'Vieni avanti cretino…'

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Chissà perché le improvvise e continue defezioni nella maggioranza di centrodestra che ha vinto le elezioni, mi hanno fatto venire in mente questo tormentone di “vieni avanti cretino..”.

Che fu inventato dai fratelli De Rege ed ebbe un grande successo nel “Varietà” e nel cosiddetto “Avanspettacolo”, tanto da essere ripreso dal duo Walter Chiari e Carlo Campanini anche in televisione in anni ormai lontani, nonché dal regista Luciano Salce, con Lino Banfi nel film omonimo.

Dei due personaggi l’uno è quello che sa il fatto suo ed è sempre infuriato e l’altro è, appunto, il cretino e vittima designata. Il richiamo alle attuali vicende politiche è forse non proprio puntuale, ma lo scenario è senz’altro da spettacolo buffo, perché descrive sapidamente quale fosse il collante dei sostenitori di Ciarapica; il quale assume, nel caso, la veste del fratello De Rege spietato che, dopo aver detto al supporter “vieni avanti”, dopo l’elezione gli ha urlato “ Vai indietro cretino”.

Ora, a parte la vicenda folcloristica del Centioni dimissionario dalla Presidenza dei Teatri, la storia delle nomine ( che è in realtà la sola azione amministrativa messa in atto fino ad ora ) ha avuto non solo un impatto politico con la creazione del gruppo consiliare dei trombati, ma pure contraccolpi di carattere personale che, anche in gente coriacea come i politici di centrodestra, deve aver avuto pesanti ripercussioni.

Valga per tutte la rottura traumatica di un sodalizio storico e consolidato come quello tra Marzetti e Carassai; un duo della peggiore tradizione democristiana doc, una coppia di fatto perfetta che ha marciato per decenni all’unisono sotto la guida del Generale Ottavino Brini, detto “Panzer” e dei colonnelli Marinelli e Mobili detti “Mobrinelli”. Marzetti, il più votato, ha dovuto cedere il passo al cognato del Generale. Richiamandosi al Presidente Scalfaro, ha detto “Non ci sto” ed ha sbattuto la porta, defenestrato dallo scherzo da prete che, tra democristiani “de la chiaetta”, fa ancora più male.

Non vorrei personalizzare la vicenda, ma quella coppia di fatto è stata, per questa rubrica, linfa vitale e fonte di ispirazioni per i tanti anni di Amministrazione di centrodestra. Sarà capace Carassai, da solo, di rinverdire l’epoca delle inaugurazioni delle grandi opere, dalle fontanelle ai marciapiedi, dalle aiuole alle panchine, dai tombini ai cestini. E, ad ogni inaugurazione, le mitiche sagre che hanno segnato il punto più alto del consenso cittadino. Come farà da solo a ripetere i successi delle sagre de “ la frittura de vuatti ‘gò li sgummeri in guazzetto”, “ li granci ‘mpanati ‘gò le panocchie scolate”, “ le secce in salmì ‘gò le congole strascinate”, li muscioli all’acquapazza ‘gò le varacole a scottadeto”. Purtroppo Carassai, detto “il credenziere” era il braccio che ordinava la merce a www.crucittiecucciole.it, ma la mente era Marzetti, detto “Lucullo” senza il quale, se va bene, si mangerà pane e mortadella.

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