L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

venerdì, 22 giugno 2018

Elezioni, la metamorfosi dei 'pistacoppi'

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Sono stato a Macerata dopo il ribaltone elettorale ed ho fatto un giro per la città, con l’obiettivo preciso di vedere sui volti dei maceratesi maggiorenni segni evidenti di mutazione genetica. Infatti nella “Civitas Mariae”, culla del “cattocomunismo” dove, fino a ieri, eccheggiavano le melodie immortali dei grandi del bel canto, insieme a brocardi latini, pandette e codicilli, è arrivato il vento gelato del nord. Una gran massa di pistacoppi ha indossato pesanti felpe lumbard, ha fatto crescere baffi alla “Fu Manchu” ed ha preso ad urlare   “ Pria é maceratès”.

    Certo i “fatti di Macerata”, che hanno occupato le aperture dei quotidiani e dei Telegiornali per giorni e giorni, non sono estranei al fatto che la lega ( già Nord ) è passata da circa niente ad oltre il 20%, a Macerata, nelle consultazioni del 4 marzo. Cioè, migliaia di persone hanno messo l’elmetto, gli anfibi ed il coltello tra i denti lanciandosi, con sprezzo del pericolo, sulle schede elettorali e facendoci croci a fuoco. Grazie a tutti i guerrieri che hanno fatto una cosa simile in tutta Italia, con grande spargimento di sangue degli scrutatori, il problema dell’immigrazione è ormai sostanzialmente risolto.

    Infatti gli eventi di Macerata hanno fatto da detonatore alla indefessa volontà patriottica di liberare la Nazione dallo straniero. La gratitudine degli Italiani per questa città ( già sconosciuta, riservata e schiva ) sarà imperitura ed i posteri leggeranno nei libri di storia che un maceratese ha sparato a sei persone di colore, prese a caso, da un’auto in corsa per la città. Sapranno che quella è stata la scintilla che si è estesa a tutto il Paese per cacciare gli invasori; per primi i feriti nel raid automobilistico più famoso della storia, per punirli della loro presenza colpevole proprio dove sono arrivate le pistolettate.

    I civitanovesi – ve lo dico con cognizione di causa – sono molto invidiosi dell’exploit maceratese e, per colmo di sfortuna, nello scontro civitanovese diretto tra il leghista Cognigni e la grillina Emiliozzi, ha prevalso quest’ultima. Dicono che, per dispetto, Cognigni abbia raccontato di una disavventura parlamentare della sua rivale. Pare che sia stata diffidata a tagliarsi i capelli perché la sua chioma impedirebbe, ai tre parlamentari che siederanno dietro di lei, la visione del tavolo della Presidenza. Cognigni, molto divertito per aver trovato il modo di deridere chi l’ha sconfitto, è poi passato a parlare di cose serie, dichiarando che i fatti di Macerata sono l’esempio di come il problema dei migranti si possa risolvere anche a beneficio degli stessi. Infatti, dice, se se ne vanno, volenti o nolenti, eviteranno di essere sparati da quelli come Traini. Tutto sommato, aggiunge, meglio essere sparati a casa loro. Attenti Ciarapica e Troiani, costui vi insidia di brutto!!

 

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