L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

sabato, 21 aprile 2018

Renzi il Magnifico…ago della bilancia

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Finalmente si è capito perché Renzi ha voluto fortemente quella legge elettorale tanto chiacchierata, anche se tutti gli avevano detto che sembrava fatta apposta per far vincere qualcuno degli altri e far perdere clamorosamente il PD.

E la fonte, dicono, è proprio lui che, ormai disoccupato, passa il suo tempo nella Cantina di Rignano sull’Arno “Il riposo del guerriero”. Dopo qualche bicchiere di rosatellum ripete sempre, ai pensionati del luogo, la storia della sottile strategia elaborata per le elezioni del 4 marzo, magnificando la sua legge elettorale e confermando che solo i bischeri l’hanno presa come uno strumento per far vincere gli altri. In realtà, dice, alzando la voce per richiamare chi ogni tanto si assopisce, è stato un mezzo ideato sottilmente per far perdere al Pd quel tanto che gli consentisse di essere il futuro “ago della bilancia”, la forza parlamentare senza la quale non è possibile governare. Prima della conclusione fa sempre sfoggio della sua conoscenza della storia passata e aggiunge che, nella prima Repubblica, hanno fatto da ago della bilancia i partitelli, oggi praticamente spariti che, insieme alla DC, dettero vita ai Governi penta e quadripartito. Il PSI, poi, ci ha campato a lungo pur avendo sempre avuto una cifra elettorale tra il 10 ed il 14%, che non impedì a Craxi di fare il Premier. E su questa parola scatta sempre il solito liberatorio applauso degli astanti. Bravo Matteo gli dicono, adesso dovranno venire a cercarti qui, in questa cantina dove stai affinando la strategia vincente.

Il sottile disegno, infatti, ha previsto altre mosse come, innanzi tutto, le dimissioni di Renzi. Il capo che si carica di tutte le responsabilità, lasciando a dirigere il partito i suoi strenui seguaci che, ripuliti dal suo passo indietro, cambieranno qualche cosa per far restare tutto come prima. Non a caso Comi, giovane cariatide messa a capo del PD marchigiano, ha capito subito e si è dimesso, lasciando i suoi a rilanciare un partito da loro stessi ridotto in mutande. Si è riunita anche l’assise provinciale maceratese del partito, dove non si è dimesso alcuno ed i maggiorenti hanno elencato con grinta le ricette per il rilancio del partito: le stesse inanellate ad ogni sconfitta precedente. Ed il PD civitanovese? Non si registrano reazioni, anche perché il giovane segretario ha chiesto a Silenzi senza ottenere risposta. Lui tace. L’ex bersaniano di ferro, ormai anche ex orlandiano, è senza parole. Non solo gli manca la terra del partito sotto i piedi, ma è costretto a chiamare “onorevole” il “nemico” Morgoni, insieme al quale ha distrutto il PD.

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