L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

domenica, 23 settembre 2018

Citanò, le case popolari e li luminari de lo cavillo

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - “Prima gli italiani” è l’imperativo categorico. Il fatto è che Salvini lo dice ed il Sindaco Ciarapica lo fa.

Martedì 12 giugno la stampa locale titolava con grande rilievo su una delibera della Giunta: “ Niente abitazione popolare a chi ha una casa nel suo Paese di origine”. I titoloni facevano bella mostra sui tavoli di bar e ristoranti e al caffè “ moschetto e cornetto”, di Italo Benito Cagnarò, gli avventori avevano iniziato una serrata discussione. Il più acceso era Marià la grangeola, che dichiarava la sua approvazione incondizionata:” Ambò cossora che c’è addè su la Cummune comme li sòna a ssì neri. Ha ditto che ha troato lo cavillo vòno. Se c’è lo congolese che c’ha la casa, vaca a dormì in Congo, senza leà la casa a chi a dè italiano”. “Ma scì” gli fa eco Iduccio la zanchetta “ Che ce potrà avé lo nigeriano? Nà cappanna sopra ‘na pianta in Nigeria! La smonta e la rmonta su ‘na pianta de la pineta de Villa Pini.”.”Purassà” rincara Marino la seccia “ A dè ora de finilla ‘ngo quello del Burundi che pija la casa popolare, la ffitta e isso dorme sull’arberi.

“Eppò parlemoce chiaro” interviene Pasquà mazzò “ quessi a dè bbituati a lo stato broda. Se li ‘rchiudi drendo cucina, cesso e cammera, pe’ lora a dè proprio ‘u spreco; perché magna le vanane, fa li visogni ‘ndò sse troa e dorme su dù rami.” E poi, rivolgendosi a Francè lo spiummato, gli fà “perché spiummato snazzichi la testa? Non te sta vè quello che ssò ditto?”. “No no Mazzò. Io la penso come vuaddri, solo che no lo saccio se sso cavillo cà ttroato a dè vòno. Fijema fa le pulizie a lo spedale e ha sindito lo vicesindeco Troiani che dicia all’infermiera “semo ttroato l’òo de lo tenente Colombo. Lo cavillo ha dè…che non c’è lo cavillo e che li sfughemo ‘ngo le frottole che, se sta su lo jornale, a dè vere.”. E qui la discussione finisce perché interviene Peppe lo sgrisciato, uno di poche parole ma che, quando parla, ogni parola è una sentenza “ lo fine giustifica li mezzucci, come dicìa nonno vonanema.”.

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