Giovedì, Maggio 24, 2012
   

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Il Quotidiano delle Marche

Ancona. Escamotage Gramillano per "liberarsi" dall'Idv "Dimissioni tecniche"

Fiorello Gramillano, classe 1946, ex preside di scuole medie e superiori, da due anni sindaco di Ancona, area PD, ha accettato di rilasciare un’intervista L'Indiscreto su alcune questioni delicate ed  importanti legate alla città. Recentemente, in riferimento ad un’affermazione un pò sibillina fatta nel corso dell’ultima riunione del Consiglio comunale, Berardinelli (Pdl) ha dichiarato che chiedendo proprio ora le dimissioni di Giaccaglia da presidente di AnconAmbiente, non per demeriti gestionali né per gravi perdite economiche, lei avvalora l’ipotesi che Giaccaglia sia stato nominato al tempo non per il suo curriculum ma per dare un contentino all’IdV. Pare, inoltre, che il bilancio di AnconAmbiente di quest’anno si chiuderà in positivo. Da cosa nasce, allora, la richiesta di dimissioni nei confronti di Giaccaglia? “C’è da dire che il bilancio del 2010 di AnconAmbiente dovrebbe essere in leggerissimo avanzo, cioè in positivo di 20-30.000 euro. Naturalmente su ciò il lavoro di Giaccaglia insiste relativamente. Lui è stato nominato, se non sbaglio, verso la metà di ottobre, e quindi sostanzialmente, se un bilancio è l’esito di un anno, lui incide sull’anno per circa tre dodicesimi. Quindi evidentemente il merito non va ascritto solo a lui, proprio per una questione temporale. Altra questione, quando avevo fatto i conti, prima che arrivasse Giaccaglia, il bilancio era in rosso di circa 700.000 euro, su cui hanno poi inciso positivamente, per fortuna nostra, più di mezzo milione di euro legato alla vicenda Montanari. In più, ci sono state altre contingenze positive. Quindi ciò, come dice Berardinelli, significa o potrebbe significare che Giaccaglia ha agito positivamente. Io non nego questo, non nego che ci sia stata una positività, però questa va in qualche modo suddivisa con altri, con il presidente precedente, con il direttore, quindi non è che Giaccaglia rifulga di luce intensissima e propria. Per quanto riguarda la questione per cui si tratterebbe di un contentino per l’IdV, non è questione di contentino, ma è una questione evidentemente legata a una maggioranza, e nel momento in cui essa cambia i vari uomini ad essa legati dovrebbero cedere il passo. Non è un modo per vendicarsi o altro, è semplicemente un modo per rispettare una certa linea complessiva”.

Quindi la richiesta di dimissioni fatta a Giaccaglia deriverebbe da questo cambio di maggioranza... “Certo”.

Ma in che modo le situazioni politiche incidono su una questione di tipo amministrativo come può essere la presidenza di AnconAmbiente? “E’ necessario che ci sia una condivisione della linea politica. Nel momento in cui facciamo una scelta, per quanto riguarda AnconAmbiente, nei confronti della modalità del porta a porta oppure della raccolta di prossimità oppure sulla filosofia del trattamento dei rifiuti, anche su questo ci deve essere una condivisione. La filosofia non è che sia uguale per tutti, perché noi ad esempio, per una questione di scelta ambientale, non siamo a favore dei termovalorizzatori, che sono alla base del trattamento dei rifiuti in Campania. Questo esempio è legato al fatto che anche dietro a una questione di tipo amministrativo c’è una filosofia, una scelta.”

Parliamo ora delle sue possibili dimissioni da sindaco. C’è stata già un’avvisaglia il mese scorso, in occasione dell’approvazione del bilancio. Allora il bilancio fu approvato con 21 voti favorevoli, e perciò lei è rimasto al suo posto. In questi giorni l’argomento è tornato fuori. E’ chiaro che ciò dipende dalla spaccatura esistente fra il Pd e l’IdV di Ancona, tuttavia essa non c’è da ieri, ma da molto più tempo. Qual è quindi la motivazione che potrebbe spingerla proprio ora alle dimissioni? Cos’è cambiato nel frattempo? “La spaccatura fra Pd e IdV, o fra sindaco e IdV a seconda di come uno vede la situazione, è una spaccatura che io non ho voluto, perché, malgrado ci siano stati dei problemi innegabili, io ho cercato sempre non solo di ricucire, ma di riportare nell’alveo della razionalità i rapporti con l’IdV. Però a metà aprile l’IdV ha ritirato l’assessore ai servizi sociali e l’assessore ai lavori pubblici, che tra l’altro era anche vicesindaco, cioè ha operato un’azione molto forte, a cui è seguita poi una serie di affermazioni nei confronti del sindaco, della giunta intera e della sua azione che sicuramente significavano rottura. A quel punto io ho cercato non più di ricucire, perché mi è sembrato che le accuse fossero piuttosto pesanti, ma ho cercato di fare in modo tale che un atto indispensabile come il consuntivo fosse approvato. Su quello c’è stata una presa d’atto anche dell’IdV, che si è astenuto, il che è estremamente contraddittorio visto che l’IdV ha partecipato al governo della città fino al 31 dicembre 2010, esattamente come il sindaco e come tutti gli altri assessori, e addirittura con il vicesindaco, che prima era Brasili e poi è stato Pesaresi, per cui condividendo del tutto l’azione del governo. Malgrado questo, si è astenuto”.

Però in effetti c’erano dei punti di scollamento, ad esempio la questione del degrado urbano. In altre parole, ci sarebbe stato dell’attrito sul tema, che poi ha contribuito in maniera abbastanza forte alla rottura successiva... “La questione del degrado urbano è una questione legata intimamente all’assessorato ai lavori pubblici, retto da Marcello Pesaresi, che è stato assessore, se non sbaglio, da settembre fino ad aprile, e che quindi ha avuto la possibilità di mettere in atto tutta quella serie di scelte che erano state fatte congiuntamente. Quindi nel momento in cui si dice che l’IdV è contro il degrado della città, a parte il fatto che non sia solo l’IdV a dirlo, sostanzialmente condanna l’operato del proprio assessore, il quale tiene le redini proprio dei lavori pubblici. Si tratta quindi di una questione del tutto strumentale. Che ci siano diverse zone della città nelle quali intervenire è vero. E’ altrettanto vero però che ci sono problemi di carattere economico che ci impediscono di agire in maniera più incisiva e ciò non è che dipenda dal sindaco o dalla giunta: ci sono dei fattori oggettivi. In ogni caso, per quanto riguarda le questioni di cui si parla in questi giorni, sostanzialmente io affermo che avendo l’esperienza dell’IdV segnato il passo fino alla sua interruzione, è evidente che se andremo a costituire una maggioranza diversa, che, come dicono le indicazioni del Pd può essere una maggioranza che va da Sel all’Udc, essendo questa una maggioranza un pochino diversa ci dovrà essere un atto di discontinuità da parte mia, il che rappresenta il momento in cui io presento alla città un documento programmatico un pochino diverso e una nuova giunta”.

Quindi le dimissioni rappresenterebbero un modo per fornire questo atto di discontinuità? “Sì. Non sono dimissioni effettive. Diciamo che sono dimissioni di carattere tecnico”.

Torniamo al tema del degrado urbano parlando dell’ex cinema Metropolitan. Con una recente ordinanza sindacale, la n. 33, lei ha intimato alla società proprietaria dell’edificio di redigere una relazione tecnica e di provvedere alla messa a norma di sue alcune parti che metterebbero a rischio l’incolumità pubblica. Ci sono state delle novità in merito a questo provvedimento? E, cosa ancora più importante, esistono attualmente progetti per una futura rivalorizzazione dell’ex Metropolitan, che da tempo ormai immemore apre una ferita all’interno del centro storico anconetano, e quali sono i problemi legati a tale rivalorizzazione? “E’ una domanda molto impegnativa. Per quanto riguarda la prima parte, era scontato che io facessi quell’ordinanza, proprio in virtù della pericolosità del cantiere. I tecnici della Metropolitan Building srl, accompagnati dai nostri tecnici, hanno fatto tutti i rilievi del caso. Hanno visto quelli che erano i lavori da fare e alcuni lavori li stanno facendo. Altri non riescono a farli nell’arco di 30 giorni, ma sono stati messi in cantiere. Quindi, dal punto di vista della sicurezza, chiaramente i lavori saranno eseguiti, però è evidente che avrei preferito che non fossero fatti i lavori ma che invece fosse portato avanti il progetto di rivitalizzazione della zona. Sostanzialmente, rispetto a un anno fa, quando avevo annunciato che di lì a poco avremmo risolto il problema, non ci sono state evoluzioni. Era gennaio o febbraio 2010, e in quell’occasione ero riuscito a far sì che delle ditte interessate riprendessero i contatti con la Metropolitan Building srl. E sostanzialmente stavano per arrivare a un’intesa, che però poi, al momento in cui doveva essere sottoscritta, non c’è più stata”.

Come mai? “Credo che la ragione sia il costo, che ad un certo punto è lievitato. Il fatto che il costo sia cresciuto ha significato che gli acquirenti non accettassero più questa possibilità. E’ evidente però che noi continueremo a insistere, perché il ‘vulnus’ possa essere sanato. Anche in questi giorni siamo in contatto con dei possibili acquirenti, che stanno verificando se le condizioni poste possano essere accettate. E’ ovvio che quanto più le condizioni economiche poste sono elevate tanto meno gli acquirenti saranno disposti ad accettare, quindi dobbiamo fare un’operazione in più direzioni perché le condizioni possano venir accettate”.

Cambiamo ancora argomento, e parliamo di Cultura. Almeno negli ultimi tempi, parlare della Cultura nel capoluogo ha significato parlare soprattutto del concerto di Vasco Rossi e degli eventi del 2 giugno, tutti all’insegna della pallavolo, ma nel frattempo l’Istituto Pergolesi, il conservatorio pareggiato di Ancona, rischia la chiusura per mancanza di fondi. Non c’è un controsenso? “Bisogna cercare di distinguere quali sono le azioni del Comune e quali invece sono le azioni di promotori di altro tipo. Per quanto riguarda Vasco Rossi, i promotori siamo noi. Ci è stato chiesto lo stadio per la partenza del tour, visto che lo stadio, fino al 30 giugno, non è più in concessione, ma è gestito direttamente dal Comune. Lo abbiamo dato e credo che la città e il territorio circostante abbiano risposto positivamente. Per quanto riguarda il 2 giugno, non è stata una scelta del Comune di Ancona. La Federazione Volley ci ha chiesto di ospitare nel Palazzetto dello Sport, che è stato messo a disposizione, la partita Italia vs Cuba, che è sicuramente importante per quanto riguarda la pallavolo mondiale. La città ‘sportiva’ ha risposto alla grande perché il palazzetto era pieno”. Abbiamo inoltre concesso, e questo in qualche modo è dipeso da noi, il Teatro delle Muse per un evento collegato alla partita, il concerto di Shel Shapiro, e l’abbiamo concesso perché ci è sembrato che potesse trattarsi di un avvenimento importante e interessante, almeno per gli anconetani di una certa età. Io comunque credo che ci siano ben altri eventi culturali che dovranno verificarsi e che diano un segnale ben diverso dai suddetti eventi, come l’Adriatico Mediterraneo, e un’altra serie di eventi che si sono verificati sia al Teatro delle Muse che allo Sperimentale, inseriti nella stagione di prosa e nella stagione lirica. Si potrebbe fare l’elenco di tutti gli spettacoli fatti e credo che la misura che ne verrebbe fuori sia un’altra. Per quanto riguarda il conservatorio, è vero che il Pergolesi si trova sull’orlo del precipizio, perché il milione di euro che serve per il sostentamento dell’istituto è in gran parte sostenuto dal Comune di Ancona, con 550-600.000 euro, in parte dalla Provincia di Ancona e in parte dalla Regione Marche. Questa triade ha sottoscritto una convenzione, che è in scadenza, secondo la quale, in attesa che il Pergolesi diventi statale, essa supporti economicamente il conservatorio. In questo momento abbiamo una situazione problematica perché mentre Provincia e Comune hanno sostanzialmente deliberato a sostegno del Pergolesi una cifra analoga a quella dell’anno precedente, la Regione sostiene invece che non essendoci segnali di statalizzazione non intende più sostenerlo. Allora, l’impegno di questa amministrazione è quello di ottenere dal Ministero dei segnali che vadano verso la statalizzazione. Proprio in questi giorni stiamo lavorando con il Miur affinché l’Afam (Alta Formazione Artistica e Musicale) possa decidere finalmente sugli istituti pareggiati”.

Il Comune di Ancona ha esercitato delle pressioni nei confronti della Regione Marche? “Ci sono state pressioni nei confronti della Regione e ci sono state pressioni soprattutto nei confronti del Ministero, perché capiamo molto bene che stiamo parlando di un istituto con quasi 100 anni di storia, che non può permettersi di tramontare per la mancanza di 2-300.000 euro. Ci rendiamo conto che la Regione sostiene le sue ragioni, ma noi sosteniamo le nostre e mi auguro che la Regione possa rivedere la sua posizione nel caso in cui il Pergolesi non dovesse ricevere da subito i segnali di statalizzazione richiesti”.

L.I.

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