Lunedì, 20 Maggio 2013
   
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Il Quotidiano delle Marche

Ancona. Berardinelli (Pdl): "Da Igenio a Portonovo, serve un grande cambiamento"

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Lunga intervista a Daniele Berardinelli, anconetano per nascita dal 1962, “storico” consigliere comunale di Forza Italia prima e Pdl poi, con all’attivo un passato da consigliere di circoscrizione e, secondo i dati del Comune di Ancona, il record numerico di interrogazioni urgenti presentate in Consiglio. AnconAmbiente. Nell’ultimo Consiglio, lei ha sostenuto che il progetto Igenio è stato un “fallimento”. Per quale motivo? "Il discorso è semplice. I nostri amministratori, ormai da anni, ci dicono che Igenio sarà una risorsa importantissima per AnconAmbiente e perciò, indirettamente, per il Comune di Ancona, perchè è una tecnologia inventata da noi. Ci dicono che sarà possibile vendere Igenio ad altri comuni e ad altre ex municipalizzate. Non solo, ma, ultimamente, l’assessore ha detto che erano state fatte delle prenotazioni, e, addirittura, che degli Igenio erano stati venduti ad altre amministrazioni. In realtà, come risulta anche dalla sua risposta all’ultima interrogazione urgente da me fatta, sono state fatte delle pseudo-prenotazioni che non si sono concretizzate in nessun maniera. Può esserci stata una dichiarazione di intenti o di interesse, ma non è stato mai venduto nulla di questo strumento. Secondo me, Igenio è un prodotto che, anche se in assoluto potrebbe essere interessante, in realtà si scontra soprattutto con le difficoltà che abbiamo visto ad Ancona. Due esempi pratici. Innanzitutto, non una raccolta porta a porta né una raccolta di prossimità: è una via di mezzo, e ha gli svantaggi di entrambi. Non è un porta a porta, per cui non c’è il contatto quasi diretto dell’operatore con le famiglie; non è una raccolta di prossimità perché c’è solo in alcune ore. Perciò hai lo svantaggio di non poter andare lì quando ti pare, e hai lo svantaggio che non ti vengono a prendere il sacchetto a casa. Io non vedo vantaggi grossi. E’ carina l’idea, “mettiamo una cosa lì, voi la riempite, ogni tanto noi la portiamo via e la scarichiamo”, però sinceramente..."

Anche la scelta di utilizzare uno strumento basato su sistemi elettronici può portare incontro a guasti e disservizi... "Questo è possibile e si deve considerare che gran parte della popolazione di Ancona è una popolazione anziana, che si trova un po’ in difficoltà con Igenio, senza poi contare che non è studiato per i disabili. I disabili non possono conferire in Igenio l’immondizia. Anche questa è una nota estremamente negativa: non si è pensato a loro quando si è studiato questo prodotto. L’altro esempio, concretissimo. AnconAmbiente è stata esclusa dalla raccolta di Camerano perché nella risposta al bando, dove si parlava di porta a porta, loro hanno presentato Igenio, ma Igenio non è un porta a porta. Questa esclusione - allargo il discorso da Igenio ad AnconAmbiente in generale - ha fatto emergere un altro aspetto molto interessante. L’assessore ha detto “voglio vedere i conti alla fine”. Ma intanto vediamo quelli all’inizio. In tutti i bilanci, c’è il bilancio preventivo a cui fa seguito il bilancio consuntivo. Camerano non adotta la tassa, ma adotta la tariffa, come noi speriamo faccia Ancona. La tariffa prevede che tutti i conti siano pubblicizzati, anche il progetto ed anche il preventivo, e questo ci ha dato la possibilità di confrontare i costi di AnconAmbiente coi costi di Camerano, che sono tutti inferiori. Ora, l’assessore dice che sono inferiori perché “non si sa, ma alla fine vedrai che non lo saranno”, però al momento le cose stanno così: i costi di AnconAmbiente sono mediamente superiori del 30%. E aggiungo un’altra cosa. A Camerano si introdurrà il porta a porta, che aumenterà i costi, come, in maniera vergognosa, è successo da noi, ma in realtà i costi totali diminuiranno del 2,6%, mentre ad Ancona sono aumentati a dismisura. Dico questa cosa, vergognosa, del porta a porta anconetano. Noi abbiamo assistito a tantissime assunzioni a chiamata fatte attraverso i Presidenti di Circoscrizione, in maniera partitocratica, con la scusa che questi sanno chi è che conosce meglio il quartiere, come se un Presidente di Circoscrizione possa conoscere tutti i cittadini del proprio quartiere. Chi conosce? Gli amici, i parenti e quelli che gli sono più vicini. E’ una cosa vergognosa in un momento in cui c’è crisi e si è in cerca del posto di lavoro. Qui ci doveva essere la massima trasparenza, doveva esser fatto un minibando".

Ma alla fine questo progetto quanto ha inciso sui costi a carico della collettività? "Ancora di Igenio non abbiamo i costi totali. Col fatto di esser sempre stato definito come un progetto sperimentale, ci è sempre stato detto “adesso i costi sono alti perché stiamo facendo i prototipi, poi quando si farà in serie i costi saranno molto più bassi, poi li venderemo”... tutte promesse di cui non se n’è mantenuta una".

Tuttavia, a meno che questo prodotto non sia stato interamente progettato ed assemblato da AnconAmbiente, ci sarà stata una ripartizione di guadagni fra altre aziende e altre persone, magari esterne. Se ne sa qualcosa? "Credo che si tratti di una cosa interna ad AnconAmbiente. All’inizio, AnconAmbiente diceva “è nostro”, invece l’azienda che probabilmente assemblava fisicamente il prodotto diceva “c’entriamo anche noi”. Noi non abbiamo mai avuto una risposta chiara su questo. Anche la mia interrogazione in Consiglio comunale era mirata proprio ad avere notizie precise. L’assessore è stato molto fumoso, non è entrato nello specifico. La mia domanda era mirata a sapere i costi di progettazione e messa in opera, voleva entrare proprio nel dettaglio. Purtroppo ciò non è stato. Io ci ritornerò, e chiederò una risposta scritta. Però, devo dire la verità, tutta la raccolta differenziata ad Ancona è stata studiata male. Secondo me, un’amministrazione normale avrebbe dovuto fin dall’inizio capire che al Q2 o al Q3, dove ci sono più villette a schiera e grandi condomini isolati, o nella zona di via Maestri del Lavoro, tu metti dei “buzzichi” più grandi sotto ai condomini isolati e più piccoli sotto le villette a schiera, e così risolvi. Ma nella zona centrale di Ancona, dove hai un palazzo attaccato all’altro, avresti dovuto capire fin dall’inizio che non c’era il posto... noi l’avevamo segnalato. Via Piave, via Trieste, corso Amendola... come fai? Era normale che non funzionasse. Igenio è stato un piano B. Si sono resi conto che non sarebbe stato possibile fare il porta a porta come era stato previsto, e per di più al danno s’è unita la beffa, perché tutti i vecchi cassonetti che il Comune possedeva sono stati dismessi, ne sono stati comprati di nuovi e abbiamo speso un sacco di soldi anche per questo. In realtà si è tornati alla raccolta di prossimità, come ad esempio in piazza Don Minzoni. Fra l’altro, ho saputo che ci sono anche fortissime lamentele da parte del personale. Noi abbiamo toccato due aspetti quel giorno in Consiglio comunale. Uno è il fatto che siano stati tagliati i premi a tutto il personale. Questo è servito a sanare il bilancio insieme alla cifra di 500.000 euro che è stata restituita da Montanari per la causa che c’è con il Comune, somma che secondo noi non doveva essere messa a bilancio, ma andava invece accantonata. Oltre a questa lamentela di tipo economico, ci si lamenta anche perché quelli che fanno la raccolta porta a porta sono in numero insufficiente e sono costretti a fare avanti e dietro, saltando su e giù dal camioncino, e dicono che gli infortuni sono all’ordine del giorno, in quanto il carico di lavoro è enorme".

Riguardo la richiesta di dimissioni a Giaccaglia? "Il sindaco di Ancona, come tutti i sindaci d’Italia, ha delle competenze che gli sono proprie, e che sono la nomina degli assessori e la scelta degli incarichi nelle aziende. Lui ha fatto innanzitutto una grandissima campagna prima di diventare sindaco, dicendo che avrebbe fatto una giunta rosa, ma in giunta ci ha messo solo due assessori donna, di cui una è stata tolta e non è stata rimpiazzata. Già questa è un’accusa gravissima nei confronti del sindaco: nessuno gli avrebbe potuto impedire di nominare più donne all’interno della giunta. Mi stupisce fortemente che la responsabile regionale alle Pari Opportunità accetti di fare l’assessore donna da sola. Io al suo posto mi sarei opposto e avrei chiesto la presenza più forte delle donne. Stessa cosa per quello che riguarda gli incarichi. La legge prevede che il sindaco debba valutare i curriculum delle persone e scegliere i responsabili nei Consigli di Amministrazione, i Presidenti. Allora Giaccaglia è stato scelto in base a quello che dice la legge, in base a un curriculum, alla preparazione? E’ stato scelto perché si pensava che poteva risollevare le sorti di AnconAmbiente, riportare il bilancio in pareggio, rilanciare l’azienda, far partire finalmente bene la raccolta differenziata e il porta a porta? O è stato scelto in base alla lottizzazione partitica, per far contenta l’IdV? Ma questo io non lo voglio chiedere a Favia, questa è solo responsabilità del sindaco, e se adesso lui dice “voglio la testa di Giaccaglia e di Roscioni” è peggio, perché è un’ammissione palese di aver svolto una spartizione partitocratica e politica delle cariche, senza badare al sodo, senza badare al curriculum ed alle esperienze professionali di queste persone. Questo è gravissimo, è un autogol clamoroso per il sindaco. Lui che li ha nominati non avrebbe mai dovuto chiedere la testa di queste persone. Semmai poteva essere il Consiglio comunale che si diceva non d’accordo, non contento dei risultati, che potevatrovare - tra virgolette - una scusa concreta".

Si è molto parlato anche di Portonovo e della questione ripascimento. Lei lamentava che nel 2009 questo è stato fatto a novembre, quando era ormai inutile, e che quest’anno si è fatto e si sta facendo a giugno. La giustificazione è stata quella per cui la Regione non avrebbe sbloccato i fondi necessari fino a metà maggio, ma anche qui la domanda, più che di carattere organizzativo, è di carattere economico. Tra l’amianto ed i ripascimenti, Portonovo ha tanti problemi, e - uno si domanda - il ripascimento costa alla Regione, la quale magari spende annualmente cifre considerevoli per poi essere costretta a tagliare su altre questioni, si pensi al conservatorio di Ancona. Insomma, è mai possibile che non esistano delle alternative alla pratica del ripascimento? "Il conservatorio Pergolesi è un caso a parte, e parto da quest’ultimo aspetto. L’errore del Pergolesi, secondo me, è stato quello di non puntare fin dall’inizio all’accorpamento con un conservatorio esistente. Anche qui anni, anni e anni di nulla, di non programmazione, col risultato che i problemi poi arrivano tutti in una volta e non si riescono a risolvere. Per quel che riguarda il ripascimento, noi siamo sicuri al 100% che, così com’è stato fatto, esso equivale veramente a buttare a mare i soldi. In questo caso, nella zona di Portonovo, non tutte le spiagge avevano bisogno di ripascimento. Addirittura alcuni operatori dei luoghi dove non c’era bisogno di fare ripascimento si erano offerti di dare una parte dei sassi in eccedenza a quelli che ne avevano bisogno. Per cui, secondo noi, non c’era assolutamente bisogno di andare a scomodare una cava sicuramente non compatibile con la roccia del Conero. Inoltre, i sassi sono tutti appuntiti. C’era stato fra l’altro assicurato che erano stati lavati, mentre su internet è stata pubblicata una foto presa dal deltaplano in cui si vede una scia bianca impressionante. L’ultima volta, nel 2009, addirittura i sassi erano inquinati. Queste sono cose che danneggiano soltanto l’ecosistema, l’ambiente, e anche l’economia di chi ci lavora, perché se si continua così chiaramente la gente cambia atteggiamento nei confronti di Portonovo. E’ una perla che va preservata, assolutamente. Su Portonovo bisognava fare la massima attenzione, puntare su altre cose. Non c’è un punto di primo soccorso, la puzza della fogna che non funziona lungo la strada che scende a Portonovo è allucinante. E’ un biglietto da visita che Portonovo non si merita. Sull’amianto sono intervenuti solo perché la Guardia di Finanza prima e la Procura poi hanno bloccato tutto, altrimenti non avrebbe fatto niente nessuno. Lo spostamento del campeggio è una cosa su cui la magistratura sta indagando".

C’è qualcuno in particolare che trae guadagno da questo modo di fare le cose? "Ancona è una città molto piccola. Purtroppo, è difficile trovare le prove concrete di certe cose. Le voci si accavallano, questo sicuramente. Però finché non ho prove concrete non ho nessuna intenzione di dire cose a casaccio. Spero che non ci sia niente di questo tipo. Per assurdo, sarebbe meglio che si trattasse incapacità. Tu parlavi dei soldi spesi per il ripascimento... alcune cose magari andavano fatte. C’è una legge, per esempio, che prevede che ci siano delle scogliere a protezione dei monumenti e degli edifici storici. Perciò la Torre oppure la chiesetta è giusto che abbiano appunto le scogliere rimesse a posto, questo sì, però con tutti i costi che abbiamo sostenuto in questi anni per lo studio su come difendere le coste... lo studio cos’ha prodotto? Anche lì, quanti soldi si sono spesi per questo studio e che risultati abbiamo ottenuto?"

Si faccia una domanda e si dia una risposta. "Mi domando, ormai da un po’ di tempo e soprattutto a partire dalle vicende che hanno colpito il sindaco Sturani: cosa deve succedere ad Ancona perché la cittadinanza e i cittadini capiscano che è giunto il momento di cambiare strada? C’è stata una condanna in primo grado, nel cui merito non entro assolutamente - aspettiamo il terzo grado - ma comunque un’altra condanna c’è stata sicuramente dal punto di vista politico, tant’è vero che il sindaco non aveva più la sua maggioranza in Consiglio comunale e s’è dovuto dimettere. Il sindaco attuale ci governa da più di due anni, e non ha fatto niente. Non perché lo diciamo noi, ma perché lo dice la stessa maggioranza, lo dice l’IdV, che è la maggioranza, lo dicono all’interno del Pd gli esponenti del partito, le critiche fatte a questo sindaco non sono cose nascoste. Le stesse affermazioni del segretario comunale, che gli chiede di dimettersi e di ripartire da zero. E’ questo ciò che mi stupisce. Che capacità di sopportazione ha ancora il cittadino di Ancona? Perché non riesce a fare questo cambio di passo, che, secondo me, servirebbe anche al centrosinistra? Faccio l’esempio di Bologna. Ha governato cinque anni il centrodestra, non è morto nessuno, non è stata stravolta Bologna. E’ ritornato a governare il centrosinistra, e purtroppo in quel caso hanno messo come sindaco uno che andava in gita con l’amante e si faceva pagare dal Comune, però adesso c’è un nuovo sindaco. Cofferati mi sembra che abbia amministrato bene, aveva rilanciato. Adesso c’è un nuovo sindaco, che speriamo che a Bologna governi bene. Ma io dico, non capiscono che l’alternanza è la salvezza della democrazia e della città? Perché dà uno stimolo in più agli altri a governare bene, perché se sanno che possono perdere, perché hanno perso una volta, sta’ tranquillo ché governano bene la volta dopo, visto che non hanno nessuna intenzione di perdere un’altra volta. Secondo me, l’alternanza è il sale della democrazia, e mi dispiace che ad Ancona questo non avvenga. Io non ho visto grandi demeriti da parte di amministratori del centrodestra nella nostra città. Non si può dire “Bugaro ha fatto male questo o ha fatto male quest’altro”, non è mai stato messo in grado di governare, perciò non abbiamo nessuna prova. Metteteci alla prova. A Falconara, il sindaco Brandoni, del centrodestra, dopo anni di governo del centrosinistra, mi sembra che stia facendo bene, tranne qualche accusa strumentale che viene ribattuta punto su punto. Non mi sembra che ci sia uno sconvolgimento e credo che la popolazione di Falconara sia contenta del governo del sindaco Brandoni. Io spero che ad Ancona, prima o poi, ci possa essere un ricambio, per poi magari ricambiare ancora 5 anni dopo, non è un problema. Però occorrerebbe dare a tutti la possibilità di sperimentare le proprie teorie".  L.I.

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