L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

sabato, 18 novembre 2017

Leucemia: tipologie e diagnosi

SALUTE E BENESSERE -  Tra le patologie la cui diagnosi spaventa di più vi è la leucemia. Che cos'è e come si manifesta?

La leucemia
La leucemia può essere più genericamente identificata come un tumore che colpisce le cellule del sangue. Nel sangue si trovano globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, componenti del sangue che si formano da cellule staminali immature, o indifferenziate, che si trovano nel midollo osseo. Quando la produzione di queste cellule è eccessiva, va ad interferire con la produzione normale di cellule del sangue e quindi si manifesta la leucemia.  Questa patologia colpisce soprattutto in giovane età, infatti, nei bambini fino a 14 anni di età le leucemie acute rappresentano il 25% dei tumori, di queste l'80% si manifesta nella forma di leucemia linfoblastica acuta e il 13% nella forma di leucemia mieloide acuta. Negli adulti, invece, la forma più frequente è la leucemia cronica. Per quanto riguarda il sesso, deve essere sottolineato che la leucemia colpisce in misura leggermente superiore gli uomini, infatti, ogni anno vi sono circa 4700 nuove diagnosi nei maschi e 3400 nelle donne. Tralasciando la distinzione per età, in Italia la forma di leucemia più diffusa è la linfatica cronica che rappresenta il 33,5% del totale dei casi, segue la mieloide acuta al 26,4%, la leucemia mieloide cronica al 14,1% e infine, la linfatica acuta al 4,5%.

Tipologie
Come si può notare le leucemie vengono classificate in due forme principali: acute e croniche. Le prime si manifestano in modo precoce in quanto le cellule tumorali si moltiplicano molto velocemente. Le forme croniche si manifestano solitamente tardi in quanto le cellule proliferano in modo lento. In particolare la Leucemia Linfatica Cronica, o LLC, la più frequente, è caratterizzata da un accumulo di linfociti nel sangue, nel midollo osseo e negli organi linfatici, cioè milza e linfonodi.

Nella LLC i linfociti subiscono una trasformazione che porta ad una produzione esponenziale di cellule uguali tra loro che non rispondono agli stimoli e diventano inarrestabili. Gli studi hanno dimostrato che questa forma di leucemia è spesso dovuta ad una predisposizione genetica e familiare. Questa forma di leucemia spesso viene diagnosticata per caso, in quanto la sintomatologia è tale da far pensare a comuni disturbi. Si manifesta con pallore, stanchezza, palpitazioni. Spesso a mettere in allarme di medici sono i linfonodi ingrossati. 

La Leucemia Linfatica Acuta o LLA si differenzia dalla precedente soprattutto per la progressione della malattia che è molto veloce. Anche in questo caso si ha un accumulo di linfociti. La forma acuta si caratterizza in primo luogo per la sua prevalenza nei bambini e in secondo luogo perché può essere causata anche da fattori esterni ed in particolare in caso di esposizione a radiazioni o a sostanze chimiche come il benzene usato nelle raffinerie, ma presente anche nel fumo di sigarette. In questo caso la diagnosi è più facile perché a mettere in allarme, oltre alla stanchezza e al pallore, vi sono i sanguinamenti, dal naso o dalle gengive, con difficoltà a fermare il sangue, dolori articolari, muscolari, ingrossamento di milza, fegato e linfonodi.

Per saperne di più sull'importante ruolo e aumento dei deilinfociti, consigliamo la lettura dell'articolo presente su Salutarmente.it e precedentemente citato.

Diagnosi
Il primo passo per diagnosticare la leucemia è l'esame del sangue, che ovviamente deve essere poi accompagnato da esami più specifici. L'esame specifico è l'emocromo, da cui è possibile valutare il numero di piastrine, globuli rossi e linfociti o globuli bianchi. Una percentuale elevata di linfociti indica che l'organismo sta attuando un sistema di difesa da una patologia. Una volta prelevato il sangue oltre ad analizzare la composizione, viene analizzata anche la forma dei globuli. In seguito sarà possibile procedere alla biopsia ossea: si tratta di un prelievo di midollo osseo che sarà poi sottoposto ad analisi microscopica per valutare la presenza di cellule leucemiche. Si analizza inoltre il liquido cefalorachidiano prelevato con rachicentesi: un prelievo eseguito con l'inserimento di un ago sottile tra due vertebre del tratto lombare. In questo modo è possibile valutare se la leucemia abbia già colpito il sistema nervoso. Infine, per valutare l'estensione della patologia si esegue un esame radiografico e/o TAC.

 

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