Sabato, 25 Maggio 2013
   
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Il Quotidiano delle Marche

Fermana all'ultimo respiro. Sotto di due reti ci pensa Mariani al 93esimo

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Un punto che non serve proprio a nessuno. Per carità, mille giustificazioni alle scene di giubilo dei giocatori canarini a fine gara: una stagione cosi tribolata non l’avrebbero mai lontanamente immaginata 9 mesi orsono (ovvero, a inizio preparazione) ; ogni pallone toccato oggi scottava come il fuoco, ogni fraseggio sbagliato scatenava il solito mormorio scomposto dalle tribune (c’è ancora chi, nonostante la lodevole iniziativa dei ragazzi della curva duomo, non ha ancora capito, o forse ignorato volutamente, le difficili condizioni in cui versano questi encomiabili ragazzi) e soprattutto, ogni pallone scagliato verso la porta dagli avversari finiva in rete.

 

Quindi giusta l’esultanza con tanto di gesti di liberazione dopo la partita. A guardare la classifica però t’accorgi che questo pareggio, non solo non cambia niente ai ragazzi di Scarafoni (un altro mezzo passo falso potrebbe significare il meno 10 dal Tolentino, sempre che ovviamente i cremisi vincano le altre due gare rimaste, sia chiaro), ma addirittura si rivela dannoso per la squadra di Clementi, che fino al rigore di Mariani poteva ancora cullare flebili speranze di play off.

Ma soprattutto questo punto non serve a scacciare il fantasma del Grottammare, che accorcia le distanze dalla Fermana, evitando quindi il meno 10 dai canarini. Bel rompicapo!

La squadra di Scarafoni, se vorrà davvero la D, dovrà sudarsi ogni gara, dovrà superarli tutti gli ostacoli a partire dalla semifinale play off, cosa che non avverrà a chi è davanti. La quinta infatti è lontana anni luce dal secondo posto.

Eppure il prologo sembrava dei migliori: Paris a tu per tu con Moscatelli, non inquadrava lo specchio di un amen; la risposta ospite al 6’ di Simoncelli veniva osservata col binocolo da Cionini. Il 3-5-2 con cui Scarafoni ha ridisegnato l’assetto tattico ultimamente, si rivelava però confusionario.

Piccirillo sulla destra faticava a mantenere gli equilibri al centrocampo (l’under Lazzerini, ieri assente per squalifica, ha decisamente un altro passo), orfano di Parlato rientrato in Toscana per un grave lutto familiare. In mezzo Brizzi e Mangiola, seppure mobili, mostravano evidenti limiti fisici contro il centrocampo robusto dei rossoblù.

Rossoblù che dal canto loro registravano numerose assenze in organico, ma che riuscivano a essere ordinati col solito 4-3-3, ben orchestrato in cambina di regia da Pandolfi.

Il gol del bomber Simoncelli al 25’ era però un fulmine a ciel sereno: la difesa fermana tardava a scalare sul numero 10 vigorino e quest’ultimo dalla distanza lasciava partire un fendente di chirurgica precisione che si insaccava inesorabilmente sul primo palo.

La reazione della squadra di casa comunque c’era, anche se partoriva una sola, ma grossa occasione al 32’: D’Angelo “filtrava” per Mariani, il quale, saltato il portiere, calciava di precisione in porta da posizione defilata. Sulla linea Savelli ben appostato rimediava in corner, sugli sviluppi del quale arrivava al tiro Paris che ancora non trovava lo specchio.

Urgono cambi: dentro il Cobra Bettini a inizio ripresa. La Fermana, che in tutto l’anno ha fatto un pò di confusione di moduli non trovando ma l’assetto giusto, passava al 4-2-3-1.

Mossa che dava i suoi frutti, ma che portava al tiro pericolosamente due volte il più giovane di tutti Mangiola. Il ragazzino (classe 95’) prima ciabattava da buona posizione al 7’, poi non si faceva trovare pronto al tap in dopo una presa difettosa del numero uno avversario. Peccato, con un po’ più di malizia si poteva far meglio, ma come si può prendersela con un ragazzino?

E nel mezzo dello sforzo, arrivava il raddoppio ospite: stavolta il siluro di Morganti al 14’ era un vero e proprio jolly pescato nel mazzo: nulla da fare per Cionini.

Stavolta la reazione canarina è di quelle veementi: De Reggi mette dentro per Bettini un minuto dopo; il cobra di testa gira fuori. Al 20’ invece la zuccata del neo entrato è vincente: bella però l’azione di Paris con cross preciso. Meno 25’ al termine, tutto può ancora succedere. Brizzi arriva tre volte al tiro: miracolo di Moscatelli al 23’; ancora Moscatelli a neutralizzare il fendente del “6” canarino al 26’, poi incredibile errore sottoporta al 35’ con palla calciata in curva da pochi passi.

Sembra finita; anche l’arbitro non ce la fa più: il signor Gualtieri di Asti accusa problemi a una gamba e passeggia a notevole distanza dall’azione arrivando anche a ostacolare un paio di volte i giocatori. Probabilmente gli sfugge anche un probabile rigore su Bettini al 41’; non gli sfugge invece il tocco galeotto e inutile di Moscatelli su Bettini che scattava verso l’esterno. Clementi dalla panchina sbraitava assai; dal dischetto Mariani è glaciale, ma il tempo per riportare palla a centrocampo non c’è più…

CLEMENTI: “Sono sincero: ai play off prima della gara non pensavo più. Volevamo più che altro riscattare la pessima gara con la Cagliese e vincere qui a Fermo sarebbe stato magnifico. Nel finale eravamo in difficoltà fisicamente; la reazione della Fermana è stata degna di nota. Eravamo rimaneggiati, poi nel corso del primo tempo s’è infortunato il nostro regista Pandolfi che a inizio ripresa ho dovuto togliere e dopo l’ottimo primo tempo disputato è stato davvero un peccato. Forse c’era un rigore per noi. Ovvio che nel finale la rabbia era tanta, avrei firmato all’inizio per un pari qui, ma subire un rigore al 93’ brucia; poi non so se c’era, ma cercate di capirmi, in quei momenti ti lasci travolgere dalla rabbia. Probabilmente ha sbagliato il nostro portiere, che ha disputato un ottima gara, ma è un 92, quindi bisogna capire anche lui. Nella gara d’andata forse era un’altra Fermana; noi a Senigallia non eravamo messi bene in campo come oggi. Qui a Fermo però si fa calcio vero, c’è un campo bellissimo, anche se noi patiamo un po’ l’erba visto che in casa giochiamo sul sintetico”.

DE REGGI (arrivato in sala stampa in accappatoio rilascia solo una breve dichiarazione): “Ringraziamo di cuore i tifosi per il bellissimo gesto nei nostri confronti (i tifosi hanno fatto una colletta fuori dallo stadio con incasso consegnato al capitano canarino, per aiutare i giocatori in non facili condizioni economiche, ndr.)”.

SCARAFONI: “Paradossalmente oggi ero più tranquillo che in altre giornate, sia prima che durante la gara. Sono sensazioni. Abbiamo giocato bene, nel primo tempo col 3-5-2 abbiamo creato 5-6 occasioni da gol, poi abbiamo subito rete sull’unico tiro avversario, complice una nostra distrazione. La reazione c’è stata, caparbia, e finalmente è arrivato anche un rigore per noi. Le avversarie è normale che contro di noi mettano qualcosa in più; noi dobbiamo pensare a giocare in maniera intensa le ultime due gare, ma ora è inutile fare previsioni. Per me abbiamo giocato bene tutta la gara, poi quando la rabbia ti entra dentro è normale sbagliare, ma non abbiamo mai perso la testa. I ragazzi hanno dimostrato di esserci. La dirigenza? Non c’era”.

FERMANA – VIGOR SENIGALLIA 2-2

FERMANA: Cionini 6, Gagliardi 6 (40’st Facciaroni sv), De Reggi 6, Del Tongo 6, Cudini 6, Brizzi 6, Piccirillo 5 (5’st Bettini 7), D’Angelo 6, Mangiola 6.5, Mariani 6.5, Paris 6.5. A disp. Poli, Eboua, Veroli, Ruffo, Fabiani. All. Scarafoni.

VIGOR SENIGALLIA: Moscatelli 6.5, Zandri 6, Guerra 6, Carboni 6.5, Savelli 6.5, Tombari 6, Pandolfi 6.5 (10’st Coppa 5.5), Morganti 6.5, Pesaresi 5.5 (35’st Mattioli sv), Simoncelli 6.5 (44’st Siena), Antonioni 6.5. A disp. Schippa, Gregorini, Di Leonardo, Mucaj. All. Clementi.

ARBITRO: Gualtieri di Asti 5.5 (Sclavi e Grisei di Macerata).

MARCATORI: 25’pt Simoncelli, 14’st Morganti, 20’st Bettini, 48’st Mariani (rig.).

NOTE: Giornata calda, terreno di gioco in ottime condizioni, spettatori 250 circa. Ammoniti Guerra, Simoncelli, Gagliardi e Mariani. Corner 6-1 per la Fermana, recuperi 1’ e 3’.

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