Ascenzi, tutto per il paese e il calcio. “Sogno tanti piccoli Zanetti per Sant’Elpidio a Mare”

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PROMOZIONE – Marco Ascenzi è uno di quei giocatori nostrani che, per il calcio, hanno dato sempre il massimo. 

 

La spende da sempre sui campi come portiere, allenatore dei giovani e preparatore per i futuri numeri uno. Il tutto con amore e passione fuori dal comune. E niente può scalfire il suo entusiasmo, neanche una stagione disgraziata che vede l’Elpidiense Cascinare penultimo in classifica, in attesa della sfida della vita contro il Montottone, crocevia fondamentale per l’accesso ai play out di Promozione.

“E’ stata una stagione particolare – esordisce Ascenzi – il difficile momento economico ha fatto sì che la società facesse di necessità virtù e puntasse quasi esclusivamente sui giovani, il 90 per cento dei quali del posto. Questo ci ha portato a peccare spesso d’inesperienza e perdere partite che non avremmo meritato di chiudere senza punti. Nel complesso non siamo stati messi nelle condizioni ideali per fare bene, mancavano spesso dei punti di riferimenti in mezzo al campo e gli stessi giovani ne soffrivano in primis. Certo che, se avessimo avuto i vari Croceri e Mercanti dall’inizio, staremmo parlando di altro. Con mister Renzi avevamo un buon rapporto e, l’unica cosa che gli si può rimproverare è il fatto di aver voluto puntare solo sulla gioventù, perché per il resto non gli si può dire nulla. Ma la mancanza di vittorie hanno portato problemi e il continuo scemare dell’entusiasmo; ora speriamo di fare bene in queste due partite e centrare la qualificazione ai play out, giocandoci poi le nostre possibilità in chiave salvezza. Certo, il morale non è alle stelle e, noi stessi giocatori, probabilmente ci siamo accollati colpe che non erano nostre. Ma ora siamo concentrati su quest’obiettivo”.

Marco Ascenzi ha una storia personale tutta da raccontare…”Sono cresciuto vedendo in tribuna le partite dell’Elpidiense Cascinare e ho realizzato il mio piccolo sogno da piccolo di indossare la fascia di capitano. Oggi, oltre a giocare in Prima Squadra, alleno i portieri degli Allievi e della Juniores oltre che la nostra formazione Pulcini. Fuori dal campo organizzo attività per anziani della mia città e lavoro in un circolo locale: per me è importante e mi rende orgoglioso il fatto di poter essere d’aiuto ai miei compaesani”.

Marco, inoltre, è diventato portiere per proseguire una tradizione di famiglia…”Da piccolo vedevo giocare mi padre che, per via di un brutto infortunio, ha dovuto smettere prematuramente. Da lì il mio sogno è sempre stato quello di immedesimarmi in lui e di ripagarlo proseguendo la sua tradizione. Lui è il mio primo tifoso e il mio punto di riferimento, lo ringrazio sempre per la passione e gli ideali di sport e di vita che mi ha trasmesso”.

Quali sono i sogni di Marco Ascenzi? “Il mio sogno ricorrente è quello di vedere un giorno ragazzi di Sant’Elpidio a Mare potersi affermare a buoni livelli calcistici, spero che la città sforni nei prossimi anni giovani talenti che possano portare in alto il nome della città e dare seguito al lavoro intrapreso in questi anni. E per chi non dovesse farcela ad affermarsi ad alti livello, spero che diventino tanti piccoli Zanetti o Lucarelli di questa città. Inoltre, un altro mio sogno, è quello di poter essere un giorno un punto di riferimento per i ragazzi del nostro settore giovanile”.

Qual'è il messaggio che vorresti lanciare all’attuale mondo del calcio…”La speranza è quella di tornare ad un calcio dove amore e passione la facciano da padroni, mettendo in secondo piano i soldi. Nel calcio, come nella vita, sono queste due componenti a farti ottenere dei risultati e spero davvero che qualcosa cambi”.

Come si sente oggi Marco Ascenzi? “Felice e spero che altri ragazzi del mio paese, Sant’Elpidio a Mare, un giorno lo saranno come me”.