L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

giovedì, 13 dicembre 2018

Un orto sociale nel carcere di Marino del Tronto

MARINO DEL TRONTO - È stato inaugurato, presso la Casa circondariale di Marino del Tronto (Ascoli Piceno), l’orto sociale finanziato dalla Regione Marche.

Mariano, tra gli animatori dell’orto, ha detto di ritenerla “una buona iniziativa, almeno faccio qualcosa di utile”. Il progetto “Orto sociale in carcere” nella Casa circondariale di Ascoli Piceno rappresenta una innovativa esperienza, nella quale il valore ricreativo ed educativo dell’orto, viene affiancato da una esperienza teorico-pratica nella gestione del verde e giardinaggio, per creare specifiche professionalità di settore. 

La struttura si sviluppa su una superficie di circa 100 metri quadrati destinata a orto e di diversi altri appezzamenti dove si stanno mettendo a dimora piante da frutto, ornamentali e aromatiche. Il progetto ha richiesto la realizzazione di una linea idrica per garantire la disponibilità di acqua per l'irrigazione. È stata approntata dal CiiP Spa - Servizio Idrico Integrato e valorizza le acque che escono dall'impianto di depurazione della struttura penitenziaria. L’Amministrazione del carcere ha installato due cisterne di stoccaggio dell’acqua, una da 2.000 litri presso l’impianti di depurazione e una da 10.000 nei pressi dell'orto. L'acqua utilizzata per l’orto verrà sanificata attraverso un sistema a ultravioletti per eliminare eventuali contaminanti. Questo innovativo progetto di riutilizzo delle acque che escono dall'impianto di depurazione va nella direzione di una maggiore attenzione alla gestione delle risorse ambientali, anche attraverso processi virtuosi di riciclo.

Il servizio Politiche Agroalimentari della Regione Marche ha fornito le risorse finanziarie all'Assam per dotare il progetto di piccoli macchinari, attrezzature, piantine invernali da orto, varietà autoctone di olivo del Piceno (come Ascolana Tenera, Lea, Carboncella, Sargano di Fermo), piante di mela rosa (Gentile e Pietra) e alcune piante aromatiche provenienti dal proprio vivaio di Pollenza, oltre a concimi organici per favorire la messa a dimora. Le piante di olivo e mela rosa fanno parte del repertorio regionale della biodiversità agraria delle Marche che tutela le varietà a rischio di erosione genetica. “Ortoincontro” è un progetto promosso dalla Regione nell’ambito delle attività di agricoltura sociale sperimentate da diversi anni.

Alla cerimonia sono intervenuti la vicepresidente Anna Casini (assessore all’Agricoltura), Lucia Di Feliciantonio (dirigente dell’istituto di pena), Cesare Orsini (coordinatore amministrativo Consorzio Ciip) e Uriano Meconi (dirigente Assam). “Il progetto nasce da un giovane detenuto che si chiama Andrea che un giorno mi ha fatto capire che forse non facevamo abbastanza per il carcere – ha ricordato Casini – È un progetto che sgorga dal cuore per aiutare i detenuti ad aver spazi e opportunità per utilizzare il tempo in maniera efficace”. La dirigente Di Feliciantonio ha sottolineato l’ottima collaborazione in corso con la Regione: “Tra tutte le iniziative avviate, questa è particolarmente preziosa per noi. Il detenuto ha la possibilità di prendersi cura dell’orto e si impegna a raggiungere risultati importanti, come accade sempre nella vita”.

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