Civitanova Speakers’ Ciurluater

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di Angelo Gattafoni
Non mi risulta che ci sia un “gruppo” Speakers’ Corner da qualche altra parte nelle vicinanze e non è un caso che ci sia a Civitanova; che è porto di mare, aperto alle più varie contaminazioni ma, anche, fucina di sperimentazioni e progetti innovativi

anche se, in qualche caso, si può fare ricorso al titolo di un famoso film:”Sotto il vestito niente”.

Ed oggi si può confezionare un bel vestito abbastanza facilmente, perché c’è la piattaforma telematica che diventa anche rete sociale; una sorta di agorà virtuale, una piazza immateriale che consente accessi e visioni, resa possibile da una evoluzione scientifica inimmaginabile solo qualche anno fa. La piattaforma sociale, però, non è il fine, ma solo uno degli strumenti per dialogare, confrontarsi e dibattere temi cittadini, nazionali ed internazionali. Io non so a quale civitanovese sia venuto in mente di far nascere una pagina che evocasse un’area dell’angolo nord orientale di Hyde Park a Londra; luogo tradizionale di discorsi e dibattiti, nel quale chiunque può presentarsi, senza essere stato annunciato, parlando di qualsiasi argomento con grande libertà di opinione. A parte il fatto che hanno usato quel posto oratori del calibro Marx, Lenin e Orwell, l’ideatore della pagina ha trascurato di considerare che i civitanovesi non sono i londinesi. Questi ultimi e, comunque, gli inglesi in genere, hanno fama di sobrietà, calma e compostezza; qualità che si ritrovano in quantità minima in alcuni tuttologi civitanovesi che, se acciuffano un microfono, è difficile che te lo restituiscano prima di aver detto una serie di spropositi, invettive e catilinarie. E questo fatalmente avviene nello speakers’ corner civitanovese, che fa mostra di avere migliaia di iscritti ( un …..centinaio per la Questura) dove la gran parte rimane inespressa, mentre danno sfogo alla logorrea circa venti “oratori” che, proponendo temi alti quali la fame nel mondo e la riforma dell’Onu, in realtà hanno l’unico scopo di insultarsi tra di loro o insultare terze persone. Non credo che siano cattivi; in realtà sono così sprovveduti che scambiano la libertà di opinione per licenza di turpiloquio e confermano il detto che fa più danni la stupidità che la cattiveria. Tra l’altro danni anche per loro perché, solo negli ultimi giorni Costamagna, che ritiene di essere stato “bannato” ha minacciato di portarli in Tribunale ed un “oratore” sgangherato, che consigliava l’uso della pistola pubblicandone una fotografia, è stato indagato dalle forze dell’ordine. Sarebbe meglio, quindi, se sotto il vestito ci fosse niente perché, invece, c’è molto ciarpame, la cui utilità per le idee vere ed il loro confronto è inesistente. Tanto più appare stridente quel richiamo all’angolo del Parco londinese con il nome scritto in inglese. D’altra parte prima di passare ad una lingua straniera sarebbe opportuno imparare l’italiano, per il quale gli “oratori” civitanovesi avrebbero bisogno di lezioni complete ed intensive. Anche se costoro, consapevoli delle loro carenze, scrivono spesso in dialetto, che è anche più adatto per gli improperi e….fa molto chic.