L’uovo del tenente Colombo: prima gli italiani

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di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO – Non c’erano molti maceratesi alla marcia antirazzista ed antifascista di Macerata. “ Si…si…” ha detto una buona parte dei residenti “l’Italia manifestante si è sfogata nella nostra città, ma poi se n’è andata lasciandoci con i nostri problemi di droga e malavita”.

Concetto analogo a quello espresso dal loro sindaco che, contraddicendo la propria autonomia dal PD più volte emersa in passato e la scelta di buona parte del proprio elettorato che ha marciato, questa volta ha accettato la “linea”. Posizioni comprensibili, ma incompatibili con la realtà dei fatti e con il messaggio democratico, laico, antirazzista ed antiautoritario che l’Italia antifascista avrebbe voluto sentire.

In realtà ha prevalso la narrazione salviniana, che ha interpretato subito le cose atroci avvenute come risultato dell’accoglienza ai rifugiati e sta girando l’Italia con lo slogan “Prima gli Italiani”. Uno slogan buono per tutte le ruote, che sta avendo un grande successo e non potrebbe che essere così. Infatti non si ritiene più accettabile che gli africani monopolizzino il malaffare. I malavitosi italiani sono alla bocca del gas e, da tempo, non arrivano alla fine del mese. Il loro sindacato “ A NOI” ( Alleanza neocriminale organizzata italiana ) si sta battendo da tempo per il riscatto dei criminali italiani ed, almeno, per la pari opportunità con gli immigrati.

“A Noi” ha già prenotato lo Sferisterio per celebrare a Macerata un Congresso straordinario del sindacato con il titolo “Prima gli italiani”. Anche la mafia italiana è in allarme e si dice che Cosa nostra, Ndrangheta e Camorra abbiano deciso di fare fronte comune contro la mafia nigeriana, fondando “Forza mafia per l’Italia”, con l’obiettivo principale di mettere in Costituzione una norma che privilegi i prodotti tipici italiani come le mafie. Quindi, come dice Salvini, mandiamoli a casa loro questi invasori, venuti qui chiamati dai buonisti che, sacrificando gli italiani bisognosi, li tengono in Hotel a 4 stelle mangiati, bevuti e pronti a delinquere. Se li mandiamo a casa loro, peraltro, risolviamo non solo il problema della sicurezza, ma anche tutti gli altri problemi. Una volta cacciati non ci sarebbe più lo spaccio fatto da neri brutti e cattivi, che sarà sostituito da quello degli italiani in giacca e cravatta, perché anche l’occhio vuole la sua parte.

Risolviamo anche il problema del lavoro, rubato agli italiani che non vedono l’ora di fare – al posto degli immigrati – i badanti e domestici, i raccoglitori di frutta, i pastori, i pescatori, i braccianti, i manovali, i facchini, gli sguatteri ecc.. Risolviamo il problema della casa, perché gli italiani senza abitazione saranno alloggiati negli Hotel a 4 stelle liberati dagli stranieri. Risolviamo il problema delle tasse, perché senza l’onere di mantenere gli immigrati, si potranno abbassare senza fare persecuzioni agli evasori “ di necessità” che, come i poveretti che fanno abusi edilizi “di necessità”, sono pur sempre italiani che le cose le fanno a casa loro.

Voglio, infine, infilare il dito nella piaga, ricordando una notizia – già uscita qualche mese fa – poi dimenticata di fronte ai tragici avvenimenti. A Macerata anche le giovani nigeriane si sono date da fare, insidiando i vecchietti nella zona Viale della Stazione, Via Alighieri e via Carducci. Il traffico si è fermato per le vivaci proteste dei residenti; ma non si sa come l’abbiano presa i vecchietti.