L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

domenica, 12 luglio 2020

Cerimonia in ricordo di Livio Cicalè “eroe maceratese della Resistenza”

MACERATA -  Cerimonia, questa mattina, presso la caserma sede della Guardia di Finanza di Macerata, per il settantesimo anniversario del martirio dell’Allievo Finanziere Livio Cicalè, medaglia d’Argento al Valor Militare della Resistenza.

La caserma, nota a Macerata con il nome “Le casermette”, è proprio intitolata alla memoria dell’Allievo Finanziere. Una storia, la sua, che si intreccia con quella di un altro martire della Resistenza, Giuseppe Biagiotti. I due ragazzi si conoscevano dall'infanzia: entrambi nati in famiglie disagiate, avevano coltivato il loro rapporto all'interno dell'orfanotrofio maschile di Macerata, retto da Don Primo Fratini. Nel settembre del 1943, Livio era un allievo finanziere della Guardia di Finanza mentre Giuseppe doveva presentarsi per il servizio militare. Entrambi decisero di non rispondere alla chiamata alle armi della neonata Repubblica di Salò e confluirono dapprima nel gruppo partigiano della zona di Montenero di Cingoli, poi nel gruppo “201 Volante” del Tenente Emanuele LENA, detto “Acciaio” La strategia di lotta partigiana del gruppo consisteva in colpi di mano, basati sul fattore sorpresa, con azioni mirate e fulminee. Il 15 aprile del 1944, i due giovani, Livio e Giuseppe, parteciparono ad un’azione che aveva l’obiettivo di catturare un noto gerarca fascista maceratese, tendendogli un’imboscata sulla strada di ritorno a Macerata. L’attacco era stato studiato nei minimi particolari, ma qualcosa andò storto. Alcuni fascisti riuscirono a sfuggire ad un posto di blocco e diedero l'allarme. Ben presto, i partigiani furono attaccati da un folto numero di fascisti, con una potenza di fuoco schiacciante. Nell’intensa sparatoria che ne seguì, Giuseppe fu raggiunto da una raffica di mitragliatrice alla gamba, che lo fece cadere a terra. Il suo amico, Livio, resosi conto dell’accaduto, anziché ripiegare, accorse in suo aiuto, mentre era esanime a terra in una pozza di sangue. Si rifiutò di lasciarlo lì, se lo caricò sulle spalle per riprendere il cammino e cercar riparo al di là del fiume Chienti, ma i due non riuscirono mai a guadarlo, furono catturati e condotti alla caserma Corridoni di Macerata. Dalla sera del 15 aprile al successivo 17 aprile, per i due giovani partigiani furono ore di sevizie e di martirio, ma nulla rivelarono dei loro compagni. La mattina di lunedì 17, persistendo nel loro ostinato mutismo, i due vennero tradotti al campo di concentramento di Sforzacosta, dove vennero fucilati. Avevano da poco compiuto 19 anni.

Oggi il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Macerata Colonnello Paolo Papetti ed i componenti dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia – Sezione di Macerata hanno ricordato il gesto eroico dell’Allievo Finanziere.

Durante la commemorazione, è stata deposta una corona d’alloro ai piedi della lapide intitolata a Livio Cicalèed è stata scoperta una targa celebrativa, realizzata a mano dall’artista Enzo Orlando Ciccotti. Per l’occasione, è stata allestita nei locali della caserma anche una piccola mostra fotografica, testimoniante la partecipazione della Guardia di Finanza agli eventi bellici che hanno caratterizzato il nostro Paese. Alla cerimonia, cui hanno preso parte le massime Autorità religiose, civili e militari nonché le Associazioni Combattentistiche e d’Armi, sono intervenuti anche S.E. il Prefetto di Macerata Pietro Gi<ardina ed il Comandante Regionale Marche della Guardia di Finanza Generale di Brigata Umberto Sirico.

Cerimonia in onore di Livio Cicalè

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