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Marche, è ancora recessione. Attese positive per l’estate

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michael

MARCHE – Secondo l’indagine di Unioncamere, il 22 per cento delle imprese marchigiane si aspetta per l’estate un aumento del fatturato mentre il 10 per cento teme un ulteriore calo e per il 67 per cento non cambierà niente. Insieme al fatturato, per 19 imprese su 100 aumenterà anche la produzione contro un 11 per cento che la prevede in ulteriore diminuzione. Attese positive anche per gli ordinativi per il 21 per cento delle imprese contro il 15 per cento di pessimisti. Intanto salgono a 7,1 le settimane di produzione assicurata per le imprese manifatturiere marchigiane (dalle 4,6 del trimestre precedente) ma si fermano a 3,3 per le imprese artigiane che pagano la precarietà delle commesse nella subfornitura e la crisi delle filiere produttive.

La coda della crisi, secondo il Centro Studi di Unioncamere Marche, si è fatta sentire anche nel primo trimestre del 2014, con la produzione del comparto manifatturiero regionale che è diminuita dell’1,7 per cento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente mentre il fatturato ha perso lo 0,8 per cento e gli ordinativi sono scesi dell’1,1 per cento. In calo anche il fatturato estero (-0,2 per cento). Il grado di utilizzo degli impianti, tra gennaio e marzo, da parte delle imprese marchigiane, è stato del 75,1 per cento rispetto al 77,1 degli ultimi tre mesi del 2013.

“Le potenzialità per aumentare la produzione, da parte del sistema produttivo regionale, ci sono tutte ma” afferma il presidente Unioncamere Marche Adriano Federici “occorre che aumentino i consumi, altrimenti si continuerà a navigare a vista, e solo quel 23 per cento di imprese marchigiane vocate all’export, potrà trarre benefici dalla ripresa della domanda internazionale, a patto che sappiano presentare prodotti innovativi e canali di promozione al passo con i tempi. Ma il nostro sistema produttivo non può vivere di solo export. Per questo deve ripartire il mercato interno ed occorre puntare con forza sui giovani imprenditori. Se sapranno cambiare la cultura e la tecnologia delle nostre imprese, potremo davvero tornare a crescere ma serviranno anche aiuti agli investimenti in ricerca e innovazione”.

Anche nel primo trimestre del 2014, a pagare di più la crisi sono state le imprese artigiane (produzione e fatturato in calo del 2,2 per cento) e quelle fino a 9 dipendenti (produzione -1,9 e fatturato -1,8). Tra i diversi settori manifatturieri ad andare peggio sono stati il comparto energetico (produzione in calo del 4,7) e l’abbigliamento (-3,3). Negativi anche i dati del mobile (-1,9), dell’alimentare (-1,4), del calzaturiero (-1,0) e dell’elettronica (-0,3). Stabile il dato della meccanica. Per quanto riguarda il fatturato estero, è il sistema moda a trainare le esportazioni, con una crescita del 3,7 per cento del calzaturiero e del 2,8 dell’abbigliamento. In lieve crescita le macchine elettriche (+0,4) e stabile l’alimentare (0,0). Perdono quote di mercato l’energia (-2,6) e la meccanica (-0,9) ma soprattutto il mobile (-3,1 per cento). In ambito territoriale i risultati più negativi sono quelli delle province di Macerata e Pesaro Urbino (produzione in calo del 2,1 per cento) seguite da Ancona e Ascoli Piceno (-1,6) e da Fermo (-0,9). Ancora pesanti, secondo il Centro Studi Unioncamere Marche, i dati sulla cassa integrazione. Tra il primo gennaio ed il trentuno marzo del 2014, le ore di cassa integrazione sono state 13,8 milioni. Un dato in netta crescita rispetto ai 9,2 milioni dell’ultimo trimestre dell’anno precedente e pari ad un terzo dei 37,1 milioni di ore di cassa integrazione di tutto il 2013. Quasi la metà riguarda la cassa integrazione in deroga (6,1 milioni di ore) mentre le ore di cassa integrazione straordinaria sono state 4,9 milioni e 2,8 milioni quelle della gestione ordinaria.

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