L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

domenica, 16 giugno 2019

Fiera di Civitanova, gli stipendi dei dipendenti erano d'oro

di Angelo Gattafoni
CIVITANOVA - Quasi quasi mi metto a raccontare i circa sessant’anni della Fiera di Civitanova.

Ormai quelli che scrivono sono ampiamente superiori a quelli che leggono. Le pubblicazioni si sprecano su tutto, perché c’e chi scrive per diventare famoso e chi, essendo famoso, scrive per guadagnarci. Per cui uno in più o uno in meno cambia poco; anche perché la storia della Fiera non può avere certo un respiro che vada oltre il territorio che l’ha ospitata. D’altra parte il percorso dell’Ente, in un periodo molto lungo, è rimasto abbastanza nebuloso, salvo la fase della nascita e del periodo iniziale, che suscitò ottimismo e grandi aspettative. Il periodo successivo è presto passato nel dimenticatoio e si è capito molto poco della lunga agonia ed, infine, della morte ingloriosa. Se Civitanova continuerà ad avere una Fiera dovrebbe essere una storia diversa e, si spera, migliore di quella che si è chiusa quando sono state sbarrate le porte del decantato “Palazzo delle Esposizioni”, ormai vuoto testimone di una lunga vicenda oscura.

All’epoca, in verità, quello che sentivo dire era che si trattava di un vero e proprio “carrozzone” democristiano, la cui gestione era saldamente in mano a esponenti che ne sfruttavano le capacità clientelari. Ed è anche questo che mi interesserebbe andare a verificare; perché la fine che ha fatto la Fiera merita almeno un impegno di chiarezza sulle persone che ne sono state protagoniste nel corso degli anni e sulle cause che ne hanno determinato il declino e, alla fine, lo sfascio.

Devo dire che, mettendomi a cercare sui pochi libri e articoli che sono riuscito a trovare fino ad ora, qualche cosa è venuto fuori, soprattutto relativo ai costi assolutamente esagerati per i quali - in tempi più recenti, ma con indagini sul passato - anche la Corte dei Conti ha avuto da ridire. Un record nazionale la Fiera di Civitanova l’ha probabilmente raggiunto: quello sugli stipendi dei propri dipendenti. Ho letto che c’era chi prendeva la “diciannovesima”!! Non vorrei che non si capisse che cos’è. Avete presente la “tredicesima”? Quella che tutti i dipendenti prendono, salvo qualcuno che prende anche la “quattordicesima”. Ma lì si proseguiva con la “quindicesima” e, numero dopo numero, si arrivava alla “diciannovesima”. Questo mi fa pensare che di sorprese ce ne dovrebbero essere tante nei ricordi di chi ha visto e sentito e nelle carte giuste. Non so se riuscirò nell’impresa di mettere insieme uno scritto decente; ma non vorrei arrivare in ritardo rispetto ai tanti altri che, nel frattempo, un libro lo pubblicheranno di sicuro. In particolare Gennaro ‘a carogna.

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