L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

martedì, 25 giugno 2019

Primarie regionali...diecimila please

di Angelo Gattafoni
Stendiamo un velo pietoso sull’ultimo mese del COMIntern regionale, con contorsioni, convulsioni, tripli salti mortali non riusciti e salvataggi della rete di protezione

, da tempo installata per perpetuare una classe dirigente esausta, che non vuole rinunciare ad un altro salto dal trapezio del pd per agganciare un postarello in Regione. Ma qualche giorno fa si è passato il segno oltre il quale c’è un misto tra arroganza e ridicolo. Il regolamento per le partecipazione alle primarie prevede, non solo che si debba raccogliere un numero di firme così esagerato che solo gli apparati sono in grado di assicurare, ma anche che si debbano versare diecimila euro. Cioè: ma come ti permetti di pensare a candidarti a Presidente della Regione se non hai da parte un gruzzolo così consistente che ti consenta di puntare una posta di soli miseri diecimila euro! Adesso capisco perché il pd di Porto Recanati ha potuto incaricare e pagare tre illustri luminari del diritto per avere il responso contro il Sindaco. Abbiamo un partito di ricconi, che dispone di migliaia di euro da devolvere ai professoroni e da utilizzare per fiere, lotterie e primarie. Un partito che fa della strenua difesa delle classi deboli e diseredate la ragione primaria della sua esistenza, ma al quale non è stato detto ancora che potrebbe tutelare meglio e più efficacemente i poveri donando loro quelle consistenti risorse economiche che devolve a destra ed a manca.

Allo stato, ovviamente, i candidati sono solo due ( considerato che la candidatura Donini appare di “bandiera”) Marcolini e Ceriscioli che, a ben vedere, appartengono alla generazione dei cinquanta/sessantenni post comunisti, il cui gruppo dirigente nazionale è impersonato dai D’Alema, Veltroni, Fassino, Bersani ecc.,occupati da decenni a farsi la guerra tra di loro e responsabili della decadenza della sinistra e del promettente progetto del pd. Persino Cuperlo, intervistato in televisione durante la votazione del quarto scrutinio, dal quale è risultato eletto il nuovo Presidente della Repubblica, ha confessato che quella generazione della sinistra italiana ( che è anche la sua ) ha fallito per mancanza di generosità, preferendo in ogni occasione il successo di un “Papa straniero” pur di non subire quello del proprio avversario interno. Ed infatti oggi il pd è diventato un grande partito che vede ai vertici dello Stato esponenti di altre culture, rispetto al socialismo riformista ed, ultimamente, di quella cattolico democratica, con Renzi segretario e Presidente del Consiglio ed, ora, Mattarella Presidente della Repubblica.

Quindi nelle Marche quella classe dirigente post comunista in via di estinzione reciproca, prima di esalare l’ultimo respiro, vuol fare un estremo giro di giostra ma, siccome i posti non sono sufficienti per tutti, deve scannarsi nelle primarie. In realtà si tratta di un film già visto tra gruppi di potere contrapposti, che badano soprattutto ad accaparrarsi postazioni favorevoli; ma, come in ogni remake, con alcune variabili singolari. Tanto per fare un esempio eclatante Giulio Silenzi, con il suo circolettino magico i via di consunzione, si è schierato contro Pietro…il Grande amico di sempre. Sarà forse perché il senatore Morgoni, l’acerrimo nemico del condominio maceratese, l’ha invece sponsorizzato? Ma i compagni Marcolini e Ceriscioli, che in questa occasione hanno cambiato qualche cavallo, non hanno cambiato l’obiettivo di sempre: di riffa o di raffa ci deve stare il “guadambio”. Ed infatti dice la stampa che avrebbero fatto un patto da “Nazarè”, un noto ristoratore anconitano, secondo il quale chi perde diventa assessore di chi vince. Come disse il Marchese del Grillo “ Quanno se scherza bisogna esse seri.”

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