L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 22 luglio 2019

Il Pd civitanovese...non è un partito per giovani

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Nell’ambiente politico civitanovese del PD c’è una specie di quiete prima della tempesta, facilmente prevedibile se si tiene conto di manovre all’apparenza neutre

che, al contrario, sono la premessa di fenomeni tellurici forieri di crolli e rovine. A Silenzi, già Papa Giulio I, è rimasta la maggioranza assoluta della rimanenza di iscritti, ridotti al lumicino e, cioè, più fumo che arrosto. Ma nessuno gli è secondo nel fiuto per le alleanze all’interno del partito, dal p.c.i. fino al p.d. ed, infatti, da circa quarant’anni si è incapsulato nelle Istituzioni, superato in questo solo dal pesarese Palmiro Ucchielli che, però, ha ormai meno possibilità anagrafiche. Li chiamavano “trinità” lui, Pasqualetti e Marcolini, da Civitanova ad Ancona, via Macerata, andata e ritorno. Un sodalizio collaudato in anni ed anni di pendolarismo con rimborsi chilometrici ed indennità pure chilometriche. Per carità Marcolini è uno dei pochi che non è indagato per i rimborsi. Quindi “santo”, ma non subito, perché dovrebbe prima spiegare come mai, essendo assessore rgionale al “bilancio”, non si è accorto di niente. Per carità cervelli pregevoli, politici navigati astutamente pronti ad ogni evenienza, con una stella polare che li ha guidati negli ultimi quaranta anni: il perseguimento dell’interesse dei cittadini i quali, appunto, si domandano perché dovrebbero essere ancora perseguiti.

Sembrava, quindi, scontata la scelta di campo regionale per Marcolini da parte di Silenzi che, invece, concede il suo appoggio incondizionato al pesarese Ceriscioli. In realtà la contraddizione è solo apparente se si guarda al contesto della politica civitanovese di quella sinistra che, da tempo immemorabile, ha mostrato il massimo di espressione in un dualismo becero e rissoso che, poi, si concretizza nelle due facce della stessa medaglia: il potere nel partito. Che, infatti, ha sempre perso fino a due anni fa quando, tra i due litiganti, Corvatta ha goduto…..si fa per dire. Insomma se il mio concorrente alla leadership si schiera da una parte io, automaticamente, mi schiero dall’altra. Se Morgoni appoggia Marcolini, Silenzi sostiene Ceriscioli. E la cosa non finisce lì perché, una volta rotto un equilibrio precedente, lo spostamento di una casella cambia molte caselle del puzzle, alcune delle quali erano in sonno e sentono il richiamo della foresta. Così riappare Giorgio Berdini che si schiera, per riesumare lo scontro con Silenzi, a favore di Marcolini, impegnando nell’impresa tutto il suo circolo del bridge.

A volte ritornano, ma qui si sta esagerando se ritorna anche Enrico Lattanzi; uno al quale bisogna riconoscere il ruolo di innovatore, per aver proprio inventato, fin dai tempi di Corvatta padre, il dualismo rissoso per il potere nel partito e, quindi, il metodo sicuro per perdere nella città. Per chi si è schierato Lattanzi? Elementare Watson: per Marcolini, contro Silenzi. Berdini e Lattanzi insieme? Purtroppo i candidati PD sono solo due e la regola del salto dall’altra parte fa ingoiare qualche rospo.

Pellegrinaggio

I più letti

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più clicca qui Per saperne di piu'

ACCETTA
© Quotidiano online L'Indiscreto - P.I. 01737070431 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 595 - Iscrizione al Roc (Registro Operatori della Comunicazione) Direttore Responsabile: Paola Verolini Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale é coperto da Licenza Creative Commons.