L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

domenica, 16 giugno 2019

Le Tartassate di Civitanova

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Pochi giorni fa l’Agenzia delle Entrate ha comunicato, con grande enfasi, che sono stati recuperati svariati miliardi di euro con la lotta all’evasione.

Ed io ci credo perché ho potuto appurare concretamente gli effetti della strenua azione dell’Agenzia.

Una signora di mia conoscenza, sessantasettenne civitanovese, trova nella cassetta delle lettere un avviso per il ritiro, all’ufficio postate, di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Si allarma al massimo perché le missive di quel genere, ricevute negli ultimi anni, erano o del Fisco o di Equitalia e l’angoscia la prende alla gola perché è sabato e deve aspettare il lunedì. Dopo una notte insonne, con urla isteriche appena vede il marito assopirsi, la domenica mattina rimane distesa a letto, senza un briciolo di forza per alzarsi, tanto che il marito chiama al capezzale i parenti ai quali la poveretta, tra i singhiozzi, chiede aiuto per fronteggiare l’imminente disgrazia. Dopo la domenica bestiale ed una seconda notte insonne, la mattina del lunedì il marito della malcapitata, appena dopo il sorgere del sole, con l’aiuto di due condomini tira su dal letto la povera signora, la custodisce, la veste e la trasporta all’Ufficio postale ancora chiuso e deserto, parcheggiando proprio davanti all’ingresso e pagando dieci euro di ticket per sicurezza. Dopo tre ore apre l’Ufficio ed il marito trasporta a fatica davanti allo sportello la moglie, ormai in preda ad un tremore incontenibile tanto che, per la firma della ricevuta, l’impiegata deve bloccarle il braccio non riuscendo ad impedire, però, la rottura netta della penna biro. Ma ormai il marito, che sbirciando ha visto la carta intestata dell’Agenzia delle Entrate, urlando “ a d’è de le tasseeee”, ha già agguantato la busta cadendo all’indietro per lo slancio e la moglie, inciampando sul suo corpo, gli cade rovinosamente sopra, carpendo al volo la lettera ed aprendola con i denti. Con gli occhi offuscati dal terrore trova la cifra pretesa, grida: a vòle 12.910 euro ‘sti morammazzati e sviene di schianto. Viene chiamata l’ambulanza e, di lì a poco, i coniugi vengono trasportati al pronto soccorso dell’Ospedale civitanovese dove, durante l’attesa di cinque ore, raccontano la loro avventura alle altre persone in attesa, tra le quali c’è il noto avvocato Cagnaroni Sgarbozza, che risolve il caso con la sola lettura della raccomandata, nella quale la cifra richiesta è in realtà di euro 12,91. I due coniugi svengono di nuovo e vengono ricoverati d’urgenza. Per gli increduli cito gli estremi della raccomandata dell’Agenzia delle Entrate: Comunicazione N. 0024853214001 elaborata il 05.03.2015 – Codice atto N. 02835321411 ed avviso postale del 17.03.2015 inserito in cassetta.

Non è andata meglio ad un’altra civitanovese novantaquattrenne, alla quale Enel energia ha notificato, a febbraio scorso, una bolletta del gas di euro 3.760,37. La medesima aveva ricevuto nel gennaio precedente altra bolletta di euro 174,43, che aveva pagato e nella quale era scritto: “i suoi precedenti pagamenti al momento risultano regolari”. La stessa dicitura figura nella bolletta di febbraio, nella quale è, altresì, scritto: “N. fattura 2609902093 del 19.02.2015. Periodo ultimo consumo.” Quindi la simpatica vegliarda avrebbe consumato in circa un mese una quantità di gas tale da incendiare l’abitazione. Ma Enel Energià non demorde e minaccia sfracelli se non dovesse essere pagata la cartella pazza.

Anche da questi episodi ricavo la conferma che negli Uffici fiscali ed equiparati ci sono 4 categorie: quella di chi si fa corrompere; quella di chi non lavora; quella dei fessi che lavorano e quella di chi sarebbe meglio che non lavorasse.

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