L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 24 aprile 2019

Banca Marche, 'I Miserabili'

di Angelo Gattafoni
MARCHE - Chi ha avuto, ha avuto ha avuto, chi ha dato, ha dato ha dato. Scurdammoce o passato, simmo ‘e Napule paisà. Così è se vi pare. Fatta la legge trovato l’inganno. Franza o Spagna purché se magna.

Il nostro è un Paese nel quale i “furbi” vengono spesso considerati un modello da seguire per la vita. Mentre i “fessi” – anche quelli istruiti, intelligenti e meritevoli – nell’immaginario collettivo finiscono sempre per essere fregati dai furbi, magari stupidi, rozzi e volgari.

Nella piccola realtà civitanovese di una volta si contano alcuni furbetti di paese che si fecero il gruzzolo con metodi primordiali. “Mazzò lo tedesco” ( così chiamato per la notevole circonferenza della testa e perché non si capiva quello che diceva ) prestava soldi a strozzo. “ Titì lo latro ” ( così chiamato per ovvi motivi ) “segnava” la spesa giornaliera dei clienti su di un quaderno, dove le cifre aumentavano quel tanto da non dare nell’occhio. Poco per ciascuno, secondo Titì, non faceva male a nessuno. “Marì la varacola” ( così chiamata per la debordante stazza ) faceva la ruffiana agevolando, a pagamento, le tresche amorose. Quasi tutti sapevano, ma non c’era scandalo nell’opinione generale, che tollerava pazientemente l’arrangiarsi dei furbetti del paesotto; forse perché li riteneva diseredati che riuscivano, fregando i gonzi, ad arricchirsi.

Così sembra essere per lo scandalo di Banca Marche, sul quale si sono spenti quasi tutti i riflettori della stampa, dei partiti e dell’opinione pubblica. Al contrario c’è da sapere che i vertici incriminati per aver messo in atto la pesante malversazione della Banca hanno fatto scadere il termine, fissato da Bankitalia, per il versamento delle sanzioni per quasi quattro milioni di euro. Poveretti!!!! Non ce l’hanno fatta a pagare quelle ingenti somme, il cui versamento li avrebbe obbligati a rinunciare all’indispensabile per vivere; come le vacanze estive di due mesi ai Caraibi e le dieci settimane bianche a San Martino di Castrozza; le tre spyder annuali da acquistare per motivi di lavoro ed il restauro delle ville di famiglia.

E poiché non si può umanamente ammettere che quelle persone vengano ridotte al rango di miserabili, giustamente la Banca, dai medesimi messa sul lastrico, è amorevolmente intervenuta per pagare a Bankitalia le sanzioni al posto loro. Niente di strano. Infatti, per esempio, è normale che se un cittadino non paga la contravvenzione stradale, interviene il Comune che la versa, in sua vece, ai vigili urbani!?!? Sembra pertanto irriverente e provocatorio il tentativo – messo in atto con una lettera, addirittura raccomandata, agli ex vertici incriminati – da parte di Banca Marche, di pretendere il rimborso delle somme da parte di coloro che, per non ridursi a miserabili, hanno rifiutato il pagamento. Né appare accettabile la disponibilità, manifestata dalla Banca, di concedere una rateizzazione come fa con qualsiasi debitore che non riesce a versare la rata del mutuo. Perché i disgraziati, comunque costretti a versare le rate, sempre miserabili finirebbero.

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