L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

giovedì, 18 aprile 2019

Esplode una nuova moda tra i 'vip' locali...il Burchia burchia

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - L’Italia è il Paese nel quale, se c’è una strada dissestata, si mette un bel cartello con su scritto: “Strada dissestata. Guidare con cautela.” Con ciò l’organo competente, se succede la disgrazia, non è responsabile avendo messo il cartello. Di conseguenza che motivo c’è di riparare la strada?

Può rimanere dissestata per anni !?!? Se provate a ribellarvi a questa “logica” – della quale la strada dissestata è solo un piccolo esempio – vi diranno che siete degli ingenui, che non avete ancora capito come funzionano le cose e che, comunque, così fan tutti. E, se l’andazzo è questo, facilmente dalla droga leggera del cartello per la strada, non è escluso che si possa passare alle droghe pesanti del malgoverno legittimo e, perfino, della corruzione a norma di legge. Per cui, a forza di veder predicare bene e razzolare male, si è ingrossata a dismisura la quota di astenuti dal voto. Questa volta i marchigiani hanno raggiunto il top, superati di poco solo dai toscani.

E l’astensione ha colpito pesantemente il PD, che in cinque regioni su sette ha vinto perdendo… circa due milioni di consensi. Alle europee era andata molto meglio perché gli italiani avevano visto la novità rottamatrice in Renzi che, però, aveva rottamato solo alcuni leaders nazionali pd a scopo pubblicitario. Nei territori, invece, si è servito dei potentati locali del partito appartenenti prevalentemente alla vecchia guardia, attenti soprattutto alla propria carriera politica che, in gran parte, sono saliti velocemente sul carro del vincitore. I potenziali elettori del pd, visto che si sarebbero ritrovati ad eleggere molte cariatidi o i loro deferenti polli di batteria, hanno scelto la via dell’astensione.

Il rinnovamento ed il ricambio sono ancora di là da venire, come hanno dimostrato le recenti elezioni ed episodi in cui l’impulso a rinnovare la politica è stato vanificato dai vecchi vizi. Come a Porto Recanati dove la minoranza, diventata maggioranza, dimettendosi ha fatto decadere il Consiglio Comunale e, con esso, il Sindaco Montali. Grande è stata la soddisfazione dei “Peppe vento” sicari locali che, dopo questo successo, sono stati scritturati in ogni dove, anche all’estero e, soprattutto, in Russia.

Da informazioni riservate ho saputo che, prima delle elezioni ( per fortuna non dopo perché il pd locale, i cui consensi sono più che dimezzati, ha ben poco da festeggiare ) per loro, è stata organizzata una grande, festosa cena con ricchi premi e cotillons, in località “fiumagnarella”, nella dacia di Borja Ubaldova sul cui ingresso, in lingua francese, è impressa la frase: “ A chi me dà da magnà je dico vabbò” . Una vera e propria cena elegante che non ha avuto niente da invidiare a quelle di Arcore, sia per la raffinatezza degli invitati, che per le ricercate pietanze preparate dalla chef internazionale Galina Sbattilova, servite nella sala azzurra per l’occasione, in onore dei festeggiati, ribattezzata “ Il salto della quaglia.”. Durante la cena brani di SpacCaikovski, proiezioni della sfilata dell’armata rossa e, dal vivo, la danza vibrante dell’etoile Deboreva Pantanovna. Dopo il siparietto dedicato al coro dei consiglieri dimissionari, che hanno eseguito con inaspettata perizia l’aria “ Cortigiani vil razza dannata”, tutti si sono apprestati a vivere il pezzo forte della serata. Infatti, malgrado sulla cosa sia stato mantenuto il più stretto riserbo, la voce era corsa di tavolo in tavolo. La serata si concludeva in gloria con l’organizzazione del gioco più in voga nelle ville dei vip locali: il Burchia burchia.

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