L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

sabato, 20 aprile 2019

I referendum e Pippo Corvatta

di Angelo Gattafoni
DITO IN IN OCCHIO - All’inizio fu “San Tommaso” Corvatta estratto, incredibilmente, dal cilindro di due cariatidi della politica civitanovese

: il craxiano Ivo Costamagna ed il doroteo della d.c. Carlo Centioni; avversato, invece, dal doroteo del p.c.i. Giulio Silenzi, che lo ha poi digerito dolorosamente con riserva di subornazione. E San Tommaso fece il miracolo di vincere le elezioni, oltre tre anni fa, abbattendo una egemonia ventennale del centrodestra; della quale il trio di cui sopra è tra i massimi responsabili perché, mentre la sinistra perdeva ripetutamente a Civitanova, loro frequentavano altre stanze del potere politico.

Ma il Sindaco, ultimamente morde il freno, fa di testa sua e, qualche giorno fa, ha messo i piedi nel piatto schierandosi a favore dei referendum di Pippo Civati e del suo partito “Possibile”. L’ha detto la stampa, ma lui non ha smentito e, quindi, non solo il trio è avvertito, ma anche quelli della sinistra dura e pura. Avuta la ferale notizia Centioni e Costamagna sono corsi dal Sindaco non tanto per parlarci, quanto per farsi prescrivere potenti antidiarroici ed analgesici extraplus. Silenzi, provenendo dalla tradizione trinariciuta, non risponde ai normali trattamenti sanitari e si è dovuto rivolgere al mago Otelma, che gli ha consigliato la visione ripetuta del film: “ Il viale del tramonto”.

Avversati da tutti i brontosauri presenti in Parlamento e nelle grotte antidiluviane dei sindacati i volontari civatiani, da soli, hanno raccolto oltre trecentomila firme. Nel frattempo Landini, Sel, lista Tsipras e tutti i pezzi e pezzettini del minestrone rancido della sinistra stavano e stanno discutendo su chi fa il capo della Coalizione Sociale, i sottocapi ed i sotto capetti, oltre al numero dei parlamentari da dividere per ciascuno Se il buongiorno si vede dal mattino la Coalizione Sociale è morta prima di nascere, mentre Landini e compagnia i seggi parlamentari li vedranno in televisione. Se, invece di dividere il bottino prima di averlo procurato, avessero lavorato per i referendum, il dibattito politico si sarebbe spostato sulle cose concrete. Ma mi pare che sia proprio questo che costoro temono.

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