L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

martedì, 25 giugno 2019

CivitaPark. Bancarottieri convertiti da San Tommaso

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Gli aspiranti amministratori pubblici sono avvertiti. Ormai si applica nella Pubblica Amministrazione il principio dell’”eredità”, come già aveva intuito il mitico politologo italo-americano Peppe La Palombara.

Le colpe dei padri ricadono sui figli e, per esempio, le malefatte del Sindaco Alemanno sono giustamente ricadute sull’erede Marino. Il centrodestra civitanovese è maestro nell’applicazione di quel principio, che ha inaugurato oltre venti anni fa, quando spodestò l’odiata sinistra da Palazzo Sforza al grido di “autobotti, autobotti”; poi ribadito per anni da Erminio sbotta Marinelli a significare che, dal suo avvento, le autobotti dell’acqua potabile non ci furono più. Con il passare degli anni l’abilità diabolica del centrodestra, di attribuire al centrosinistra tutti i mali della città, si è così affinata e perfezionata che riesce ad applicare il principio anche alla rovescia: i meriti dei figli ricadono sui padri.

Questo mi pare affermino – senza pudore – quando attribuiscono al Sindaco ed all’attuale amministrazione un riprovevole rapporto con un indagato come Mattucci. Ora, è vero che il trio “Mobrinelli” è ormai in là con l’età e che la memoria fa cilecca, ma chi non ce l’ha corta ricorda sicuramente come andò la vicenda CivitaPark. Il trio, sempre con il cappello in mano di fronte a lor signori ricchi investitori, fece finta di dover fare un accordo con la Faber, impegnatasi a fare la Fiera chiavi in mano e nuova viabilità in cambio del permesso a costruire il nuovo grande ipermercato (oggi “Cuore adriatico”); sapendo, però, di essere sull’orlo del fallimento, che intervenne di lì a poco con l’Amministrazione ignara di tutto. Poi, perseverando diabolicamente, il trio trovò una cordata, che assunse su di sé le obbligazioni della Faber, capitanata da Mattucci; che, non solo ha fatto fallire una serie di sue imprese fasulle, ma è anche incriminato per bancarotta. Come dire “…l’ha troati ngo la zeppetta”.

Ma, appena in tempo, S. Tommaso Corvatta aveva già fatto il secondo miracolo, dopo quello della vittoria elettorale riuscendo, prima, a far finire i lavori di Fiera e viabilità e aggiungendo,poi, anche il Palasport, chiamato PalaEurosuole per rimanere nell’ambito dei carichi pendenti. Ma solo pochi sanno come c’è riuscito. Non ci crederete, ma ha risolto il problema con le “mollette” turanaso della ditta Montanelli. Infatti aveva capito che si trovava in una cloaca e che la puzza degli interlocutori era insopportabile, ma munito dell’idoneo strumento interdittivo ha potuto concludere l’affare. E senza grandi disagi, perché ha usato quelle mollette di piccole dimensioni, con la scritta”i care”, fatte fare a suo tempo da Veltroni, che giacciono in gran quantità nei circoli pd. Silenzi non ha potuto fare altro che metterle anche lui per attribuirsi tutti i meriti. Ma tutti e due hanno avuto un piccolo problema. Siccome la loro origine ideologica è comunista e, quindi, sono trinariciuti, hanno dovuto munirsi di un gran numero di mollette che, dopo un po’, non riuscendo a contenere le tre narici, cedevano di schianto.

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