L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 24 aprile 2019

Consiglieri comunali di Civitanova 'non ci faremo intimidire'

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Il vicesindaco della Giunta di Civitanova, Giulio Silenzi, nel corso del Consiglio Comunale di venerdì 20 novembre era intento a scrivere una mozione, da presentare all’Assise, sui luttuosi attentati di Parigi.

Esecrazione per i vili attentati, richiesta agli organismi internazionali di marciare uniti contro gli assassini e sfida totale della Società occidentale, che non si fa intimidire né impaurire dai terroristi che continuano a minacciare stragi anche in Italia. Aveva messo anche il titolo: “Non ci faremo intimidire!!”. Era già l’una di sabato e lo sforzo della scrittura di questioni a lui del tutto sconosciute l’aveva estenuato ma non immaginava che, di li a poco, sarebbe successo il finimondo.

Alla seduta, infatti, era presente la marineria civitanovese che, come tutti sanno, proviene dalla scuola delle Orsoline ed ha notoriamente un comportamento raffinato, fatto di frasi gentili, inchini, pardon e silvuplé. Malgrado la compostezza estrema di questi operatori della pescagione marina, l’allungamento dei tempi dell’approvazione del nuovo regolamento del mercato ittico aveva creato forti malumori, che si sono trasformati in rabbia manifesta quando il Consiglio ha respinto la proposta di anticipazione del punto relativo al regolamento. Una trentina di esagitati taglia XXXL ha invaso l’emiciclo mostrando i pugni ai consiglieri a distanza ravvicinata.

Tra di essi si distinguevano alcuni di taglia ultraforte detti mucchio selvaggio, quali Maro torcivudelle, Marià cagnara, Marino battilardo, Maretto chiaveca,  Mariò sbrasciò e Mariello feccia. Le loro voci, senza microfono, si sono sentite fino al bar Spreca di Trodica ancora aperto e gli avventori hanno gustato i dolci epiteti lanciati ai consiglieri: smitriati, rempupiti, sciapotti; ve sconocchiemo, ve sderinemo, ve sdoghemo, ve facemo venì la pantafeca. Il terrore aveva preso alla gola i consiglieri e, fino all’arrivo delle forze dell’ordine, San Tommaso Corvatta distribuiva valium anche ai consiglieri di opposizione, dato che Marinelli era sparito sotto gli scranni e non è voluto uscire neanche quando lo ha invitato un carabiniere. Dopo di che coraggiosamente il Consiglio ha approvato in men che non si dica il regolamento. Brutta pagina ma, almeno, la marineria de Citanò è tornata alle gloriose origini, quando era temuta in tutta la regione e dava il meglio di sé nelle mitiche partite di calcio con la maceratese. Sugli spalti “li marinà” crocchiavano senza pietà i poveri “pistacuppi” al grido dell’indimenticato slogan “Citanò culi e tanga, Macerata zappa e vanga”.

Il vicesindaco Silenzi, riaffacciatosi da sotto il suo scranno a fine seduta, con la morte nel cuore ha stracciato il sudato comunicato intitolato “Non ci faremo intimidire”. Certo non ci faremo intimidire dai terroristi islamici ma li marinà, che stavano lì a due passi, erano terribili e la paura ha fatto novanta. E se mandassimo loro a scovare e crocchiare sti jihadisti del ca@@o!?!?!?

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