L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

giovedì, 20 giugno 2019

Regione. Spese pazze. Assolti. Santi subito

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHOO - Tutto è bene quel che finisce bene!!!Diceva al bar “Da Nuà” a Citanò, un avventore che aveva finito di leggere un articolo sull’esito dell’udienza nella quale il Giudice ha assolto 60 consiglieri, su 66 indagati, per le cosidette spese pazze in Regione.

Non mi pare, però, che la vicenda si sia conclusa bene, come se i magnifici 60 fossero scampati ad un nubifragio, ad un incidente aereo o ad un terremoto. Al contrario l’ufficio della Procura della Repubblica, ben quattro anni fa, li ha qualificati “imputati” per un reato che punisce l’uso privato di denaro pubblico. Ovviamente, per tutto questo tempo la Stampa, pur esercitando il legittimo mestiere di informare i lettori, li ha esposti oggettivamente al pubblico ludibrio.

La pubblica accusa ha, quindi, lavorato indefessamente su migliaia di scontrini ed ha portato, come si suol dire, alla sbarra i malcapitati oggi, quasi tutti, assolti per non aver commesso il fatto. Una specie di tempesta perfetta nella quale il magistrato giudicante, dopo aver indossato i guantoni da boxe, ha mollato alla Procura una gragnuola di diretti, ganci ed uppercuts, con il classico k.o. finale. Roba da appendere i guantoni al chiodo.

Eppure, prima del fuori combattimento, il magistrato della Procura dava l’immagine di quello a cui non era sembrato vero di aver trovato lavoro e clienti a volontà con gli scontrini dei ristoranti. Sembrava che la Procura presso il Tribunale non si fosse minimamente accorta di quello che, di recente, ha pubblicamente proclamato il Procuratore generale presso la Corte di Appello Macrì, secondo il quale Ancona e Regione sono in mano a Massoni e Mafia.

Forse l’Amministrazione giudiziaria ha rifiutato il rimborso spese richiesto dalla Procura per percorrere le decine di metri che separano i due palazzi. Peccato. Perché la Pubblica accusa, probabilmente, ha voluto fare opera “educativa” mutuata da parecchie altre Regioni dove, però, quando è stata tirata la rete, qualche pesce grosso è rimasto intrappolato.

Qui c’è stata una inutile lenzuolata di delegittimazione di fronte all’opinione pubblica che, però, è già inferocita di suo contro la politica. Anzi, a ben vedere, la vicenda ha avuto un effetto collaterale contrario; perché parecchi dei magnifici 60 assolti sono politici di professione, mestieranti, capibastone e beneficiati per fedeltà e non per capacità, lontani le mille miglia dalla politica come difesa dell’interesse dei cittadini. Ma con “l’assoluzione”, dopo il martirio, il Giudice ha finito per mondare anche i loro peccati politici. “Santi subito”.

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