L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

sabato, 20 aprile 2019

Marche, la verità non esiste e neanche la mafia e la massoneria

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - A Macerata, forse, è terminata la telenovela del ParKsi e Parkno.

Qualche maceratese leggendo, l’indomani, i giornali ha capito che aveva vinto il SI al referendum costituzionale che, secondo i sondaggi, è un oggetto misterioso per la gran parte degli italiani. “L’apparenza inganna”, come dicevano Nosferatu, Barbablù, la donna cannone e Lamberto Dini, detto “il rospo”. E lo affermano anche gli indagati di Banca marche, quelli che sono sotto processo per le malefatte più varie e quelli che sono in odore di mafia e massoneria annidati - secondo le esternazioni del Procuratore Generale della Corte di Appello di Ancona, Macrì – in ogni dove e negli anfratti del potere politico del territorio marchigiano i cui esponenti, a distanza di circa due mesi dalla denuncia sulla stampa, nulla hanno detto, accreditando l’ipotesi che la connivenza con il malaffare sia reale e diffusa.

D’altra parte “la verità non esiste”, come affermano fior di studiosi e filosofi, nel senso che anche quella accertata e sottoscritta nelle sentenze dei Giudici è, non la verità in assoluto ma la verità processuale. E, sicuramente, la verità non esiste nel mondo politico e gli stessi politici diffidano di chi dice la propria verità, considerandolo un ingenuo velleitario da isolare ed espellere dal mondo in cui i veri politici dicono sempre il contrario di quello che hanno intenzione di fare. E’ la famosa ipocrisia cattolica di una Chiesa che, in questo modo, resiste da duemila anni e che la politica politicante cerca invano di imitare. Ne abbiamo un esempio nell’attuale contesto politico civitanovese, che dà segni di risveglio con le prime iniziative referendarie e le prime schermaglie per le elezioni comunali della prossima primavera.

Bene. Pare che nessuno si voglia candidare a Sindaco. San Tommaso Corvatta, detto ormai San Sebastiano per via delle numerose frecce che lo hanno trafitto da ogni dove, non ha ancora sciolto la riserva, né pare intenzionato a scioglierla prossimamente. Ghio, detto “Fantaghiò”, tace mentre, al momento, c’è chi parla per lui per stanare eventuali contendenti. Al pari di Silenzi, detto “Lo curdo”, che dice  ai suoi: vai avanti tu che a me viene da ridere; mentre nel centrodestra è un fiorire di dichiarazioni da parte di protagonisti nuovi come Silenzi:  Mobili, Brini e Marinelli, detti “Mobrinelli” o “i tre dell’apocalisse”. Nessuno di loro prova a dire che si candida, anche per evitare un coro di pernacchie pronte a partire dagli elettori di centrodestra; per cui dicono che vogliono fare gli  “allenatori” per il kamikaze che si voterà al martirio. Ma i veri arditi sono quelli della lista “Vincere”, che candidano quel figlioccio di Troiani detto “eja eja alalà” e cioè Ciarapica detto “Capijò”. Vuoi veder che , come a Roma, anche a Citanò c’è un complotto per far vincere i grillini!?!?!?

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