L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 21 novembre 2018

Mostra del Lotto, la 'crema' maceratese e i barbari in arrivo

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Una volta, per indicare le personalità di rilievo non si usava l’acronimo inglese di “Vip”, ma un termine culinario riferito ad un dolce raffinato e sopraffino: “la crema”. Ed io l’ho vista, nel pieno del suo splendore, all’inaugurazione della mostra di Lorenzo Lotto nell’impareggiabile cornice del Teatro Lauro Rossi di Macerata.

C’era una crema multiforme, con ovvia prevalenza di politici, imprenditori, militari, presidenti di enti utili ed inutili e del club di Topolino. La gran parte ha scoperto l’esistenza del prestigioso pittore quando ha avuto l’invito, ma ne è diventata grande appassionata nel breve lasso di tempo fino al giorno inaugurale. Peccato che non ci fosse il Presidente della Giunta Regionale Ceriscioli! Credetemi, quello che è stato presentato in tale veste – incravattato e costretto in un completo scuro – non era lui; che non lascia mai i suoi amati jeans ed utilizza uno che gli somiglia vestito da messa cantata. Ma c’era il Presidente della Provincia Pettinari, appeso al cordone di un alto prelato al quale continuava spiegare il “miracolo” di cui è protagonista: E’ Presidente di un Ente soppresso dal quale riceve un appannaggio e per conto del quale partecipa alle inaugurazioni. Mi sono rincuorato solo quando ho visto il Rettore Adornato che, pur scuro in volto, sembrava l’uomo giusto al posto giusto.

Poi c’erano i Sindaci Carancini e Fiordomo; due brave persone intruppate, però ormai, nel sistema perverso di una politica politicante dove tutti i gatti finiscono per essere grigi. Il teatro era stracolmo da evento di “Macerata granne” che, probabilmente, ha fugacemente illuso i big di un permanente apprezzamento dei presenti. Ma, se non fossero gravemente dissociati dalla realtà, capirebbero che, presto, ci ritroveremo dalla padella di un ceto politico incapace ed arraffone alla brace dei nuovi barbari in arrivo. Non si tratta di un destino cinico e baro, ma di responsabili che hanno nomi e cognomi, a Macerata come nel resto d’Italia. Sono loro che ci stanno regalando un futuro sgangherato e truce, anche se la speranza di riscatto è l’ultima a morire. Infatti un noto imprenditore civitanovese, che fa “le sòle”, vista la notizia della kermesse ha esclamato: “Io non ce jòco a lo lotto, ma mojema a dè ppassionata e, allora, je so ditto vacce tu”.

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