L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

sabato, 17 agosto 2019

Civitanova, tutti pazzi per Pillon

di Angelo Gattafoni
DITO IN UN OCCHIO - Dal 29 AL 31 marzo si è svolto a Verona “il Congresso mondiale delle famiglie Addams” che, in Italia, ha monopolizzato l’attenzione di politica, informazione ed opinione pubblica.

Né c’è da meravigliarsi, perché sarebbe come se qualcuno avesse proposto di abolire l’energia elettrica e di tornare a quello che c’era prima per la vita quotidiana e per la produzione. Sotto attacco sono i diritti delle persone, la loro autodeterminazione ed il rispetto degli esseri umani, soprattutto in quanto donne, o in quanto comunità che rivendicano la scelta omosessuale. Vogliono tornare all’antico, non si capisce ancora quanto..antico. C’è infatti l’ala dei “falchi” fautori dello jius primae noctis e della cintura di castità e c’è l’ala delle colombe ungulate, alle quali basterebbe tornare alla società maschilista del ‘7/’800, prodiga di favori per i ricchi, spietata con la povera gente e che relegava la donna privilegiata al ruolo di “angelo del focolare”. Peggio ancora nelle campagne, dove doveva soggiacere alla supremazia del vergaro e, addirittura, chi si voleva sposare doveva avere il suo permesso che, prima, doveva essere concesso dal padrone.

Ma l’Amministrazione fascistella civitanovese ha precorso i tempi ed ha messo in atto un piano segreto per svolgere un ruolo eclatante nella Kermesse. Sono partite, alla volta di Verona, l’assessora competente Capponi, detta “pelle d’oca” e l’assessora incompetente Gabellieri, detta “ scatoletta nera”. Hanno in mano un documento dell’avv. Sgarbozza, noto picchiatore, in cui figura una legge il cui centenario cade in questo 2019. La legge 17 luglio 1919 n. 1176 titolata: “Norme circa la capacità giuridica della donna”.

E’ l’origine di tutti i mali – si legge - che, poi, ha consentito alla donna di usurpare tutti i diritti che ha acquisito contro natura. Quella malefica legge aboliva la sacrosanta “autorizzazione maritale” per tutto ciò che riguardava gli atti delle donne e consentiva loro di esercitare liberamente professioni ed attività commerciali. Le due neoavanguardiste hanno avuto il compito di tentare il colpo gobbo. Contattare il sen. Pillon e consegnargli il documento, per dare l’annuncio a Civitanova, nel programmato incontro del 5 aprile, di un disegno di legge per abolire la riforma di cento anni fa, ripristinare l’autorizzazione maritale e proibire alle donne tutte le facoltà, tranne quella di fare figli a volontà.

L’avv. Sgarbozza consiglia questo titolo: “gnì bbòtta ‘na tacchia”. E, d’altra parte, c’è da dire che bisognerebbe ringraziarlo per aver ricordato, involontariamente, il centenario di quella legge che, a differenza dell’8 marzo - che celebra la donna a livello internazionale - è un importante evento italiano tutto nostro. Un anniversario, però, ignorato colpevolmente da Istituzioni, politici, informazione ed opinione pubblica in genere. Di fronte ad un attacco virulento ai diritti delle donne, il ricordo della partenza del lungo cammino delle donne per la parità di cittadinanza appare doveroso e necessario. “Auguri e figli maschi” il saluto dell’avv. Sgarbozza alle due “Matta Hari”.

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