Percepivano il sussidio Inps, ma non vivevano più in Italia da tempo: sei denunce

Uno dei soggetti segnalati è risultato essere ritornato in Tunisia, suo paese d’origine, e, nel periodo gennaio 2018 – maggio 2020, ha indebitamente percepito la somma di 14.000 euro, mentre dichiarava di continuare a risiedere ad Ancona

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Ancona hanno scoperto una truffa all’Inps da quasi trentacinquemila euro perpetrata da sei soggetti di origine extracomunitaria formalmente residenti nella provincia.

Pur essendo tornati da tempo a vivere nei rispettivi Paesi di origine, queste persone continuavano a percepire l’assegno sociale spettante agli ultra sessantasettenni residenti e domiciliati in Italia.

Tale assegno è una forma di sostegno al reddito corrisposto dall’Inps ai cittadini italiani, comunitari (con iscrizione all’anagrafe comunale), extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo), rifugiati politici e apolidi (titolari dei rispettivi titoli di soggiorno) che siano in possesso di determinati requisiti, ossia: abbiano compiuto 67 anni, siano residenti effettivamente e abitualmente in Italia, abbiano soggiornato legalmente in via continuativa per almeno dieci anni nel territorio nazionale, si trovino in condizioni economiche disagiate.

Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Ancona e della Tenenza di Senigallia, hanno consentito d’individuare i sei cittadini stranieri, poi risultati essere fittiziamente residenti sul territorio nazionale, nei comuni di Ancona, Senigallia e Trecastelli, che non hanno comunicato il loro effettivo luogo di dimora, continuando a percepire il sostegno finanziario erogato dall’Inps.

I responsabili degli illeciti, che sono risultati essere di fatto domiciliati in Albania, Ucraina, Marocco, Tunisia e Argentina, sono stati, pertanto, denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato nonché segnalati all’Istituto di Previdenza sociale per la revoca immediata del beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite.

Il caso più rilevante ha riguardato uno dei soggetti segnalati che è risultato essere ritornato in Tunisia, suo paese d’origine, e che, nel periodo gennaio 2018 – maggio 2020, ha indebitamente percepito la somma di 14.000 euro, mentre dichiarava di continuare a risiedere ad Ancona.