Pesaro – Multe regole anti-Covid? Le ha pagate uno solo su 13

In totale da marzo a ora sono state elevate 2.094 multe per un totale di 837.600 euro ma sono stati incassati solo 63.600 euro

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Quasi 900mila euro di multe, 837.600 per l’esattezza, ma sono stati incassati solo 63.600 euro. Ha pagato non più di una persona sanzionata su tredici, e quasi tutti lo hanno fatto durante la prima ondata di marzo e aprile, mentre ora stando ai dati in pochi si preoccupano dell’incombenza. Mentre il ministero dell’Interno sta preparando una nuova circolare da inviare ai prefetti con le indicazioni per prevenire gli assembramenti e intensificare gli accertamenti, con controlli più rigorosi e un pugno di ferro sulle multe da elevare a chi non rispetterà le regole in vista delle festività natalizie, fa discutere il caso che arriva dalla città di Pesaro, nelle Marche: pochissimi cittadini hanno pagato le sanzioni dovute alle norme anti covid.

Le multe covid che nessuno paga

In totale da marzo a ora sono state elevate 2.094 multe per un totale di 837.600 euro ma sono stati incassati solo 63.600 euro. Ha pagato uno su tredici, spiega il Resto del Carlino: “I periodi vanno divisi in due momenti: marzo-giugno e settembre-novembre. Nel primo tempo della pandemia sono state denunciate 383 persone, ma poi il penale è stato trasformato in sanzione amministrativa. Hanno pagato il dovuto in 95, quelli che hanno fatto ricorso sono stati 28 mentre in 260 non hanno né pagato né si sono appellati al prefetto, come da regolamento, per chiedere l’annullamento della sanzione”.

Insomma, la maggior parte delle persone sanzionate se ne disinteressa. E va ancora peggio in questa seconda ondata: su 1.711 multe elevate, solo 64 cittadini hanno pagato, altri 218 hanno presentato ricorso al prefetto mentre ben 1.429 se ne sono disinteressati, evitando anche di chiedere l’annullamento della sanzione (dovuta quasi sempre all’assenza di autocertificazione necessaria per motivare uno spostamento).

Cosa succede a chi non paga e non fa ricorso?

Cosa succede in questi casi? La Prefettura dovrebbe avviare un’attività di recupero crediti riguardante migliaia di persone: a ciascun cittadino multato andrebbe notificata un’ingiunzione di pagamento per il recupero di quei 400 euro più sanzione e interessi.  Se il pagamento avviene entro cinque giorni, la cifra scende del 30% e diventa di 280 euro. Ma ormai è tardi per avere questo “sconto”.