Porto Recanati Gli ammutinati del Burchio

246

di Angelo Gattafoni
C’erano una volta i cosacchi che, dopo la conquista dell’Italia all’ideologia comunista, avrebbero abbeverato i cavalli nella fontana di Piazza S. Pietro.

A distanza di tanti anni i russi non sono più comunisti e sono arrivati a Porto Recanati per conquistarla alla causa degli affari con il mattone o, meglio, con tonnellate di cemento su di un vasto territorio: “il Burchio”. Il centrodestra l’aveva reso edificatorio proprio per loro, prima di essere spodestato dal centrosinistra e dal nuovo sindaco Sabrina Montali. Durante la vittoriosa campagna elettorale la candidata a sindaco poi eletta ed il Pd, che ne ha sostenuto la candidatura, non avevano risparmiato bordate pesanti contro l’operazione prevedendo, in caso di vittoria, l’azzeramento del Burchio. Ma le teste d’uovo del Pd decidono ora che sarebbe troppo facile, logico, normale e coerente mantenere la posizione intransigente che pur aveva contribuito alla vittoria.

Decidono quindi, a quanto sembra, la conferma della realizzazione del resort prima contestato, mettendo in atto una strategia così sottile e raffinata che nessuno l’ha capita. Né l’hanno capita Sindaco e Giunta che sono “nuovi”, senza l’esperienza di chi, dopo anni ed anni di apparato, vede certo meglio e più lontano di persone per bene, per carità, ma convinte che la coerenza ed il rispetto avvocatesco delle regole possano valere anche in politica. Insomma chi, prestato alla politica, magari è capace di vincere, poi, però, deve essere docile nell’assecondare chi della politica fa la sua professione e non si lascia fuorviare da smanie moralistiche o di trasparenza nelle decisioni.

Sindaco e Giunta, in realtà, ritengono di interpretare la politica vera, fatta di onestà, trasparenza e coerenza e sono proprio i comportamenti scomposti e sgangherati dei sostenitori vecchi e nuovi del Burchio a confermare che sono sulla buona strada. Da una parte c’è una russa ottuagenaria che dice di essere procuratrice generale degli investitori e che si fa tutelare legalmente, come ho letto sulla stampa, da un avvocato, che è assessore del Comune di Macerata in “quota” Rifondazione comunista, confermando che la lupa russa perde il pelo ma non il vizio e, tanto per tranquillità, si procura però anche un parere di un illustre cattedratico che prevede sfracelli per il Comune se bloccasse l’operazione. Gli investitori sono pronti a tutto per l’affare e c’è sempre da aspettarsi qualche colpo basso.

Non ti aspetteresti, però, il colpo terra terra del pd che, addirittura, si procura due o tre pareri di illustri luminari – mancavano solo la maga Clara e Frate indovino – che, parimenti, prevedono gli stessi sfracelli per il Comune se annulla il Burchio. Il Pd che fa fare dotti pareri a specchiati docenti per giustificare scelte politiche del partito?? E con quali soldi?? Gli iscritti lo sanno che dovranno sborsare migliaia di euro?? Neanche il Pd di Civitanova è mai arrivato a tanto!!

E’ una conferma che i rapporti sono ormai tesissimi e rasentano il rischio di una rottura dalle conseguenze imprevedibili ed, infatti, i toni delle dichiarazioni sono da ultima spiaggia. A proposito, il resort dovrebbe sorgere abbastanza lontano dal mare tanto che, per giustificarne l’ubicazione, gli investitori insistono molto sul fatto che il villaggio turistico avrà un carattere esclusivo, con ambienti lussuosi destinati ad una clientela di alto livello; come l’Hotel 5 stelle che per giustificare la vista sul mare dichiarata dovrà avere almeno 55 piani. A quell’altezza, poi, non dovrebbe arrivare neanche il lezzo dei vicini depuratori e, del resto, anche se ci fosse qualche cattivo sentore, non ci sarebbe problema per i vip ospitati che, di solito, hanno la puzza al naso.