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Pronti i primi 3,4 milioni, si parte con la ciclovia adriatica

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michael

MARCHE – Si parte con la ciclovia adriatica, dall’Ascolano al Pesarese, per la quale sono già disponibili 3,4 milioni del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).

Poi si continuerà con il collegamento interregionale sul fiume Tronto “Marche – Abruzzo”, per il quale è in corso di rimodulazione il piano finanziario Fesr per liberare 1,35 milioni di cofinanziamento marchigiano (50% dei 2,7 milioni necessari).

Prende forma la rete ciclabile regionale che, a regime, interconnetterà i percorsi ciclabili urbani, l’asse adriatico, i parchi delle Marche (strategia nazionale delle aree interne, appennino basso pesarese e anconetano, con proseguimento del percorso interregionale Alta via dei parchi dell’Emilia Romagna), direttrici fluviali trasversali (Foglia, Metauro, Cesano, Misa, Esino, Musone, Potenza, Chienti, Tenna, Ete Vivo, Aso, Tronto), percorsi ciclabili tematici (turismo, spiritualità, cultura: Romea, Lauretana, Salaria e ciclovia Cònero-Argentario), tracciati ciclabili lungo gli assi ferroviari dismessi o paralleli ai tracciati esistenti.

La Giunta regionale, nel corso dell’ultima seduta del 2016, ha approvato priorità e criteri per emanare i primi bandi sostenuti con i fondi della nuova programmazione europea destinati a implementare il sistema di trasporto su base cicloviaria. I bandi saranno riservati ai Comuni interessati a completare e interconnettere le piste ciclabili che costeggiano la riviera adriatica. A rimodulazione avvenuta, una parte delle risorse Fesr servirà a concretizzare il protocollo d’intesa tra le Regioni Marche e Abruzzo, le Province di Ascoli Piceno e Teramo, i Comuni di San Benedetto del Tronto e Martinsicuro per la ciclopedonale sul Tronto. “Abbiamo mosso un passo fondamentale verso un progetto ambizioso, ma alla portata di mano per le Marche – afferma la vice presidente Anna Casini – Intanto giochiamo subito le risorse del Por Fesr 2014-2020 per la mobilità sostenibile, in attesa che lo Stato destini le proprie opportunità con la strategia delle aree interne e con la legge di stabilità 2015 che, per la prima volta, ha destinato 91 milioni alla mobilità ciclistica. A disposizione ci saranno anche le risorse regionali previste dai progetti dei vari settori che valorizzano la mobilità dolce per ridurre l’inquinamento e per promuovere il territorio”.

Diversi e articolati saranno gli strumenti che la Regione attiverà per realizzare un sistema che favorisca la mobilità ciclistica come infrastruttura strategica per lo sviluppo sostenibile e turistico delle Marche, per promuovere città più salubri e vivibili. Tra i primi obiettivi individuati, in grado di dare concretezza agli investimenti possibili, si punta a incrementare la rete ciclabile esistente, privilegiando il completamento dell’asse adriatico e la connessione con i tratti delle regioni confinanti. “Il tratto lungo la costa adriatica è quello che morfologicamente meglio si presta allo sviluppo della mobilità ciclistica, configurandosi come un’unica città diffusa, a seguito dell’urbanizzazione degli anni ’70 – afferma l’assessore Casini – Il flusso turistico stagionale porta con se problematiche legate all’incremento dell’inquinamento acustico e atmosferico dovuto al considerevole aumento del traffico veicolare che può essere contrastato con modalità sostenibili di mobilità, da affiancare ai tradizionali metodi di trasporto, con effetti benefici sulla salute dell’ambiente e dei cittadini”.

Secondo l’Ars (Agenzia sanitaria regionale) Marche – dati 2015 – circa il 12,4% dei marchigiani usa la bicicletta per spostamenti abituali almeno una volta al mese (14,3% in Italia), in media per 3,7 giorni a settimana (3,8 in Italia) e per 34 minuti al giorno (35 minuti in Italia). Aver utilizzato la bici anziché l’automobile, ha evitato complessivamente l’emissione di 31.600 tonnellate di CO2 in un anno, pari alle emissioni prodotte, in media, da circa 10.000 veicoli. Grazie agli effetti positivi dell’attività fisica praticata, si stima siano stati evitati 37 decessi all’anno (con una riduzione della mortalità pari al 13% rispetto agli attesi). Un aumento al 20% della popolazione che usa la bici (per mezzora al giorno, per quattro giorni alla settimana) eviterebbe ogni anno ulteriori 20 decessi e 16.400 tonnellate di CO2 emesse.

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