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Quali sono i dati reali del gioco d’azzardo in Italia e quanti i ludopatici?

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michael

ECONOMIA – Il gioco d'azzardo assomiglia molto ad una scatola cinese. Ci sono i dati che tutti conoscono (quelli che potremmo definire volgarmente “scatola grande”) e ci sono quelli più nascosti, che rimangono ignoti.

Da questo punto di vista, intriga una recente ricerca di settore, che mette in evidenza i numeri reali sul flusso di gioco in Italia.

Gli ultimi numeri diffusi sul gambling parlano di una raccolta annua di 95 miliardi nel 2016. L'istituto ha fatto, però, notare, che questi dati riguardano “sia il giocato e che il rigiocato. Quest'ultimo, però, viene alimentato dalle vincite.” Non è, cioè, una spesa che va ad intaccare il portafogli degli italiani, bensì è generato dalle stesse case da gioco terrestri e online.  La spesa reale degli italiani, ovvero i soldi che escono dalle loro tasche, per tutte le tipologie di giochi è in realtà di 19 miliardi. Di questi, poco più della metà (9 miliardi), vengono spesi in slot machine e Videolottery . Come si può notare, si tratta di una differenza sostanziale di 76 miliardi di euro che incide anche nella spesa pro capite che ogni cittadino spende per il gambling. Per ottenere il dato reale, l'istituto ha diviso la cifra sopra riportata per il numero di potenziali utenti, ossia circa 46 milioni di cittadini italiani maggiorenni più 4 milioni di residenti stranieri maggiorenni.

Alla fine, si è ottenuto un risultato ben diverso da quello che viene sbandierato dai media: 196 euro annui a testa contro i 1583 euro di cui si parla.

Questa ricerca, se da un lato mitiga i risvolti economici del gioco d'azzardo sulle finanze degli italiani, dall'altro sottolinea il meccanismo perverso che il gambling svolge, perché reinvestire i soldi vinti, invece di accontentarsi, implica non essere in grado di uscire dal meccanismo ludico in cui si è entrati.

Tra le regioni più contraddittorie nel rapporto con il gambling vi sono le Marche. Qui, la spesa totale annua non arriva ai 2 miliardi, piazzandola in dodicesima posizione nella graduatoria nazionale.

Considerando, però, quella pro capite si va incontro ad una sorpresa: i marchigiani, infatti, spendono a testa 359 euro per il gambling, dato che piazza la regione al sesto posto nella classifica nazionale. Se si considera che la spesa media pro capite è di 339 euro, si può notare il paradosso.  Con questi dati, vengono messi in riga regioni come Piemonte, Toscana e Veneto, evidenziando una situazione tutt'altro che sotto controllo.

Per combattere il fenomeno ludopatico, il 31 gennaio di quest'anno è stato approvata la “nuova disciplina regionale per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network.” Tra le disposizioni del provvedimento, vi sono una serie articolata di interventi nel campo della prevenzione e recupero dei pazienti affetti da gap e per la riduzione dell’offerta e della domanda di gioco.  Entro il 31 dicembre 2019 verrà, inoltre, introdotto il cosiddetto “distanziometro” dai luoghi sensibili.  Inoltre, è attribuita ai comuni la possibilità di limitare gli orari di apertura degli esercizi commerciali. E’ anche disposto il divieto assoluto di pubblicità sull’apertura ed esercizio delle sale da gioco.

L'emanazione di tale legge, evidenzia come il fenomeno dell'azzardo non venga sottovalutato e, al contrario, si cerchi di contenerlo.

Nel 2016, il 54% della popolazione tra i 18 e i 74 anni ha giocato almeno una volta d'azzardo. Il vero problema è capire quanto il gambling incida nella vita degli italiani.  Da questo punto di vista vi è un vuoto informativo preoccupante che dovrebbe far riflettere.  Attualmente, lo Stato non ha idea del numero preciso di ludopatici esistano sul nostro territorio.  C'è una sorta di “buco nero” che non si riesce ad eludere anche perché, in contemporanea con lo sviluppo di slot machine e VLT è esploso anche il il gioco online che coinvolge sempre più anche i minori.

L'Istituto Milton Freedman ha messo in evidenza una lacuna informativa grave che va colmata al più presto perché, da qualunque parte li si guardi, le cifre del gambling rimangono preoccupanti.

michael

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