L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 21 ottobre 2019

"Vi racconto l'anima della mia scuola pubblica"

Ho frequentato le scuole pubbliche e alcuni dei professori che ho avuto sono stati fondamentali per la mia formazione umana. Un primo importante ricordo risale alla prima media ed è legato alla strage di Capaci, 23 maggio 1992. Il lunedì seguente all'attentato, come da orario, la mia classe ed io ci trasferiamo nell'aula di educazione artistica per l'ultima lezione della giornata. Ci sistemiamo sui tavoli da lavoro ma il professore ci invita a mettere via matite e pennelli e ci dice di ascoltare. Quella che seguì non fu una tradizionale lezione come da programma: fu una grande lezione di vita, per la quale ancora oggi lo ringrazio. Con una foga e una passione incomparabili ci mise di fronte alla verità, ci spiegò l'accaduto, facendoci sentire la violenza del mondo fuori da quell'aula, ci chiamò tutti in causa, nessuno escluso, perché noi saremmo stati il futuro di quel presente devastato dall'omertà e per questo dovevamo essere consapevoli. Fu la prima volta che sentii la parola “ omertà”; a casa cercai la definizione sul dizionario e la riportai sul quaderno dedicato alle parole nuove. È stata la prima volta che ho avuto paura, la prima volta che mi sono sentita adulta.

Un altro ricordo dello stesso periodo è legato alla mia professoressa di matematica: forse non lo sa e non lo saprà mai, ma è anche grazie a lei se ho fatto dello scrivere una ragione di vita. É stata lei a farmi conoscere Simone de Beauvoir, la scrittrice francese che è tuttora un mio ideale modello di riferimento ( non di emulazione, beninteso). Se non ci avesse mai parlato in classe delle “ Memorie di una ragazza perbene”, recensendolo con entusiasmo e trasporto, sacrificando la sua ora di lezione altrimenti destinata alle equazioni, forse non avrei mai avuto lo stimolo a leggere anche io quel libro e a leggere poi tutti gli altri della de Beauvoir (che vado ancora cercando maniacalmente per tutti i mercatini dell'usato, non si sa mai spunta qualche edizione originale Gallimard) e non avrei scoperto e fantasticato sul favoloso mondo della Parigi esistenzialista, così lontano dalla mia Civitanova marinara. O forse l'avrei incontrata comunque nel mio percorso, ma aver letto quei libri nella fase culminante della mia adolescenza, ha sicuramente in parte determinato la persona che sono oggi.

L'altro mio ideale “ maestro di vita”, Pier Paolo Pasolini, l'ho incontrato invece al liceo grazie al mio professore di storia e filosofia, un uomo sopra le righe, a tratti fumettistico, pienamente realizzato nella professione di insegnante. E' stato sotto la sua guida che mi sono avventurata nella lettura del Pasolini cronista e poeta, che da sola forse non avrei compreso o apprezzato appieno. La mia copia degli “ Scritti corsari” conserva le sottolineature e le note a margine lasciate dalle nostre matite mentre preparavo la mia tesina di maturità; su Pasolini, ovviamente. Questi sono solo alcuni ricordi del mio percorso scolastico, faticoso ma intenso: ho incontrato insegnanti che mi hanno spiegato le cose del mondo, e non inculcato passivamente dei principi; ho conosciuto tra i banchi quelli che sono i miei più cari amici. La scuola pubblica ha permesso ai miei genitori, entrambi operai, di darmi un'istruzione adeguata e di mandarmi al liceo classico, cosa che è costata loro tanti sacrifici. Ma senza l'istruzione pubblica forse questo non sarebbe stato possibile e forse io non avrei avuto le possibilità che ho invece avuto. E'per questo che le devo tanto.

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