L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 15 luglio 2019

Idv Marche. "Election Day come rimedio ai costi del maltempo. Non si possono bruciare 350 ML di euro"

“Sono dieci anni che non arrivano finanziamenti per mettere in sicurezza le aste fluviali e con i tagli al 67% del governo, già la regione ha fatto tanto stanziando 74 milioni che erano destinati ad altro”. L’on. David Favìa, coordinatore Idv Marche prende le parti dell’assessore all’ambiente, Sandro Donati, spiegando che i partiti dell’opposizione dovrebbero smetterla di attaccare con polemiche sterili e guardare invece ai risultati che parlano da soli. “La tenuta delle aste fluviali ha evitato una tragedia ben peggiore limitando i danni e credo che questi signori dovrebbero pensare, come noi, a proporre rimedi invece di alzare polveroni. Polveroni che non sono utili alla popolazione colpita dal maltempo, alla quale sono vicino, rinnovando le mie condoglianze alle famiglie delle vittime causate dall’alluvione. Vorrei ricordare anche che il gruppo dell’Idv è vicino alla provincia di Fermo e si farà carico delle sue istanze”. E tra i rimedi, c’è l’election day, da sempre tra le priorità dell’Italia dei valori. “La mozione proposta in Regione – spiega Paola Giorgi, vicepresidente assemblea legislativa delle Marche – è il segnale forte e chiaro che questa iniziativa per noi è di fondamentale importanza. Non si possono bruciare 350 milioni di euro in un momento di crisi come questo. E non solo per le Marche, alle quali potrebbe essere dirottata parte dei soldi, ma per tutte le regioni colpite da questa calamità”.

E proprio di calamità si dovrebbe parlare secondo l’on. Favìa che ricorda come, dopo l’intervento dell’Idv per sollecitare il governo a dichiarare lo stato di emergenza, il partito ora stia facendo il possibile perché si arrivi anche al secondo provvedimento. “Lo stato di calamità – spiega l’on.Favìa – se riconosciuto, come ci auguriamo, porterebbe allo sblocco dei finanziamenti per l’agricoltura e per le infrastrutture”. Un passo di fondamentale importanza, quindi, se si pensa agli ingenti danni subiti dalle Marche. Per i collegamenti basti pensare al ponte di Colbuccaro di Corridonia che ha riportato gravi lesioni strutturali. “Chiediamo l’accorpamento delle consultazioni referendarie e delle amministrative nell’unico giorno del 29 maggio – spiega l’on. Favìa – per cercare di tamponare, almeno in parte il danno regionale che al momento, tra agricoltura e tutto il resto, ammonta a circa 950 milioni di euro. Ci preoccupa seriamente, inoltre, che da stime provvisorie, riusciremo ad ottenere dal governo solo 200 o 300 milioni. A tutto questo bisogna aggiungere la ‘tassa sulle disgrazie’ contenuta nel milleproroghe e così chiamata perché prevede, in caso di calamità, che le regioni provvedano da sé come possono prima di attingere al fondo di solidarietà nazionale della protezione civile. Questo per i nostri cittadini significherebbe un aumento del carburante di 5 centesimi al litro. Non si può tollerare, per noi dell’Idv, che al danno patrimoniale e psicologico, si unisca la beffa di una tassa ingiusta. Il governo non può permettersi di infierire e mettere le mani nelle tasche di cittadini che hanno perso tutto o che si devono comunque risollevare. Approvo e sostengo le iniziative delle banche che stanno in parte finanziando i danni, ma purtroppo non basta. Per questo martedì alla Camera, discuteremo una nostra mozione per chiedere al ministro dell’Interno Maroni l’election day”.

Alla domanda se l’Idv avrebbe comunque sostenuto l’accorpamento se non gli fossero stati tanto a cuore i referendum in questione, l’on. Favìa risponde che “questo partito si basa su principi costituzionali e siamo quindi fortemente convinti che il governo, a prescindere dal contenuto dei quesiti, dovrebbe sempre incoraggiare il raggiungimento del quorum e non scoraggiarlo. Detto questo, credo anche che dovrebbe essere abolito il quorum perché sarebbe più corretto che potesse decidere chi partecipa e non chi sta a casa”. E per sottolineare che anche a livello regionale ci si sta muovendo concretamente, la Giorgi ci tiene a precisare che l’Idv sta già raccogliendo firme per sottoscrivere la letta del presidente Spacca a favore dell’election day.

“Ci auguriamo – dice l’assessore all’ambiente Sandro Donati – che le Marche ottengano il giusto riconoscimento dei danni come avvenuto in Veneto. Un’emergenza del genere, del resto, non si verificava da 40 anni. E anche nel ’92 l’acqua, pur essendo la metà, provocò un’alluvione disastrosa”. “Quello su cui dobbiamo lavorare – dice il responsabile degli enti locali, Dante Merlonghi – è la prevenzione. Attività che va fatta con serietà e nel tempo perché 48 ore di pioggia non possono piegare una regione come le Marche. Non si può tamponare solo quando si verifica la crisi”. Il consigliere Idv Luca Acacia Scarpetti, d’accordo sulla prevenzione, conclude precisando che l’Idv, intanto, ha presentato una mozione per individuare ulteriori rimedi e strade percorribili per rimediare a un’emergenza che non è solo fluviale, ma anche geomorfologica.

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