L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 18 novembre 2019

Riordino Province. Ucchielli: "Lavoriamo per una soluzione condivisa"

Il conto alla rovescia per il riordino delle province è cominciato. L'articolo 17 del DL n° 95 convertito in Legge a inizio agosto, prevede che entro il 24 ottobre le Regioni inoltrino al Governo la proposta di ridisegno e subito dopo, con atto legislativo, avremo una nuova toponomastica provinciale. La nuova geografia interesserà anche le Marche, con il riassetto delle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. “ Pur concordando sulla necessità di far quadrare i conti pubblici, di conseguenza ridurre i costi della Pubblica Amministrazione come previsto dalla spending-review, credo che la riforma del sistema delle Province doveva essere inserita in un quadro generale di riordino che interessasse tutti i livelli dello Stato – spiega il segretario regionale del Pd Palmiro Ucchielli. “ Il Pd – ricorda - è l’unico partito che non voleva l’abolizione delle province ma il loro dimezzamento mantenendo l’elezione diretta dei consigli. E’ evidente – precisa il segretario – che ci siano funzioni, dalla tutela dell’ambiente all’edilizia scolastica, dalle politiche per il lavoro alla formazione professionale, dalla manutenzione delle strade al trasporto locale, che non possono essere gestite né dalla regione perché deve svolgere funzioni di legislazione e programmazione, né tanto meno dai comuni.

 

Per evitare, quindi, che la nuova mappa territoriale vada ad incidere sui servizi offerti ai cittadini, Ucchielli suggerisce la costruzione di una proposta condivisa con le altre forze politiche e sindacali, gli enti locali interessati e i rispettivi territori. Prova anche a formulare un'ipotesi, citando l’esempio della provincia co-capoluogo di Pesaro-Urbino. “ Qualora ci siano margini – immagina Ucchielli - è possibile pensare ad una maxi provincia con tre città co-capoluogo, perché c’è anche un problema di uffici che non possono essere chiusi tutti e di servizi.” Una soluzione, quella di tre co-capoluoghi, attuabile secondo l’attuale testo del decreto che prevede la possibilità di accordi tra i comuni.

L'auspicio per il segretario regionale è che il dibattito ed il confronto delle prossime settimane non si arrocchi sulla difesa campanilistica ma prevalga il buon senso nell’interesse di tutti.

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