L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

lunedì, 18 novembre 2019

Fermo "muore", Macerata esulta. L'Assemblea Marche dice si a 4 Province

Passa con 19 voti a favore la proposta di deliberazione che prevede quattro Province sul territorio marchigiano (firmatari Comi, Sciapichetti e Giannini). Diciassette i pareri contrari, un'astensione. Respinto l'emendamento della Romagnoli per le cinque Province.

La proposta di riordino delle Province - ora la palla passa al Governo Monti che a quanto pare non sembra così propenso a rilasciare deroghe alle Regioni - prevede un assetto a 4: Pesaro Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno-Fermo. In altre parole, l'unica provincia ad essere cancellata sarà quella di Fermo. Provincia, va ricordato, ultima nata dopo tanti anni di lavoro.

REQUISITI MINISTERO La deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012 ha fissato i requisiti minimi demo - territoriali necessari per il mantenimento di ogni singola Provincia: una superficie non inferiore a 2.500 Km2 e una popolazione residente pari a 350.000 abitanti. Fanno eccezione quelle in cui sono ubicati capoluoghi di regione; quelle confinanti soltanto con province di altre regioni e con province destinate a trasformarsi in città metropolitane; quelle di Trento e Bolzano. La situazione delle Province nelle Marche, in base ai dati Istat relativi al censimento del 2011: Pesaro - 2564,21 Km2, 363.003 abitanti; Ancona – 1.940,16 Km2, 475.038 abitanti;Macerata – 2.773,75 Km2, 319.181 abitanti; Ascoli Piceno – 1.228,23 Km2, 209.887 abitanti; Fermo – 859,50 Km2 , 175.047 abitanti.

GOVERNATORE GIAN MARIO SPACCA “Ci troviamo in presenza di un procedimento di riordino che è parte di un percorso legislativo di carattere partecipativo. Abbiamo lasciato tutti liberi di decidere perché questo non è un atto amministrativo”, ha proseguito, non mancando di sottolineare che “la contraddizione sta nel fatto che il Governo si lascia andare ad annunci molto discutibili, dichiarando che non saranno prese in considerazione le deliberazioni dei diversi Consigli”. Ed ancora: “Subito dopo questa fase, dovremo avviare una riflessione più generale su come affrontare la specificità dei ruoli sul territorio. Solo così non vanificheremo il grande lavoro fin qui portato avanti per la crescita della nostra Regione.”

CONSIGLIERE FRANCESCO COMI (PD) Esprime soddisfazione Francesco Comi, primo firmatario della proposta di deliberazione: "La riorganizzazione delle province non poteva non partire dalle istanze emerse dai territori, che il Cal rappresenta. La nostra proposta è la più equilibrata perché opera una semplificazione (da cinque a quattro) e tiene conto delle caratteristiche sociali, economiche, demagogiche, del tessuto produttivo e infrastrutturale della nostra Regione", dichiara Comi. "Certo è che la maggioranza non ha dimostrato oggi in Aula la compattezza necessaria. In una materia così delicata non doveva mancare una sintesi e un coerente richiamo all'unità: si rende necessario un chiarimento interno", conclude Francesco Comi.

Anche il Capogruppo Pd Mirco Ricci esprime la sua soddisfazione, dichiarando che "il Parlamento deve capire che l'ipotesi del Cal (proposta a quattro) parte dal basso, dalla volontà dei sindaci, e per questo deve essere tenuta nella dovuta considerazione".

CONSIGLIERE ANGELO SCIAPICHETTI (PD)“Ha prevalso il buon senso. È stata rispettata la volontà del Cal, delle forze sociali, economiche e culturali che si erano espressi per il ritorno alle quattro Province storiche. Adesso la partita si sposta a Roma e spetta al Governo e al Parlamento recepire la proposta di riordino avanzata dalla Regione Marche, mentre ad Ancona non è più rinviabile una verifica all'interno della maggiornaza di governo”.

CONSIGLIERE ERMINIO MARINELLI (PDL) "È stata una discussione lunga sette ore che poteva risolversi solo con un risultato trasversale. Il lavoro dei consiglieri maceratesi è stato enorme. Mi dispiace per la Provincia di Fermo ma è una realtà che purtroppo non è mai 'decollata'. Come le Marche, quasi tutte le Regioni italiane proporranno al Governo dei riordini in deroga ai criteri del decreto e, non può essere altrimenti, se la legge, come in questo caso, agisce orizzontalmente senza tenere conto dei territori. Mi auguro quindi che questa non sia la vittoria di Pirro e che l'esecutivo Monti non si dimostri ancora una volta un Governo di tecnici 'dittatori' dove le riforme sono delle riformicchie che non entrano mai nel merito delle questioni".

ANTONIO PETTINARI PRESIDENTE PROVINCIA MACERATA “La decisione adottata oggi dal Consiglio regionale delle Marche circa il riordino territoriale delle province è da ritenersi la migliore possibile. Essa è la più razionale, sia per quanto riguarda la finalità contenuta nella legge dell’estate scorsa, sia per la governabilità e la programmazione dei servizi sul territorio, specie in questo momento in cui le risorse sono sempre più esigue. Il Consiglio regionale – ha proseguito Pettinari – ha giustamente riconosciuto l’ipotesi formulata dal CAL come la migliore organizzazione possibile per le Marche. Essa, infatti, tiene conto sia delle differenze territoriali, sia delle affinità presenti all’interno dei singoli quattro ambiti proposti. Le quattro circoscrizioni provinciali, oltre ad avere una omogeneità storicamente consolidata, rappresentano anche ambiti ottimali di organizzazione dei servizi su area vasta come la stessa Regione Marche ha programmato sin dalla sua istituzione. La formulazione suggerita dal CAL ed oggi fatta propria dall’Assemblea regionale – ha concluso Pettinari – non è frutto di un’astratta immaginazione, ma si basa su un’organizzazione territoriale che affonda le proprie radici già nell’Italia post-unitaria e che ha permesso alle Marche di diventare una regione virtuosa in ambito sociale, culturale ed economico”.

IL DIBATTITO Per Busilacchi (Pd) era necessario intervenire prima, evitando di “mortificare” alcuni territori. “Attualmente – ha proseguito – la proposta meno negativa è quella a quattro. Se non dovesse passare mi riservo di optare per altre scelte”. Valutazione negativa delle Province nel loro complesso per Acquaroli (Pdl), ma nella circostanza attuale la scelta nella direzione delle quattro entità. “In questa aula assistiamo ad una sorta di derby, tante posizioni trasversali, che sono, però, legittimamente portatrici delle istanze dei diversi territori”: si esprime così la Presidente della Commissione affari costituzionali, che ricorda il grande sforzo della Regione per affrontare il momento di difficoltà, la crisi economica che incombe sul Paese e evidenzia la necessità di avviare una riflessione a tutto campo sulle reali esigenze degli stessi territori. La Ortenzi ha sottoscritto la proposta di deliberazione che prevede le megaprovince Marche Nord e Marche Sud. Camela (Unione di centro) non condivide il percorso effettuato dal Cal per arrivare alla sintesi finale votata a maggioranza e l’assessore Eusebi (Idv) ribadisce la posizione del suo partito, che è contrario a tutte le proposte avanzate: “Il Governo non riorganizza, non risparmia, toglie semplicemente il controllo democratico dei cittadini su questi enti”. Secondo Perazzoli (Pd) si parla solo delle Province, ma nessuno spende una parola sulla futura organizzazione dello Stato. “Tutti i territori sono importanti – ha proseguito – ma alcuni, a volte, sono tenuti in minor considerazione di altri”. Il consigliere ha ritirato la sua firma dalla proposta a due, pur dichiarandosi la propria contrarietà sull’ipotesi a quattro. Ultimi interventi di Binci (Verdi), Foschi (Pdl), che evidenzia la grande confusione su tutta la questione del riordino e chiede una pausa di riflessione, e dell'assessore Marconi (firmatario della seconda delibderazione con la proposta a quattro), che parla di evidente squilibrio se si andasse a creare una grande Provincia con Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno. Per Francesco Massi (Pdl), relatore di minoranza, quello delle Province “è un grande pastrocchio” voluto dal Governo, con regole scritte da “persone incompetenti”. Lo stesso Massi ha contestato la Giunta per non aver scelto di presentare ricorso e si è detto certo che il territorio marchigiano può ancora tentare di ottenere le quattro Province, nonostante i paletti posti dal Governo.  Per Bugaro (Pdl) ormai i giochi sono fatti e non esistono strade da percorrere per modificare le scelte del Governo: “Il mio voto andrà alla proposta che prevede tre ambiti territoriali, che è sostanzialmente quella prevista a livello centrale”. Secondo Bucciarelli non si può “usare l’accetta” e pensare di “riorganizzare il Paese in base a due semplici criteri”, mentre Maura Malaspina (Ud) chiede coerenza e si dice contraria all’ipotesi a quattro". Franca Romagnoli ritiene che, nonostante le maglie della legge appaiano strette, è ancora possibile arrivare ad una risoluzione unitaria: “Se si dovesse optare per l’ipotesi del Cal, sarò costretta a presentare un emendamento per ritornare alle 5 Province. La nascita di quella di Fermo, almeno, è arrivata al termine di un lungo percorso democratico che, in questo caso, non mi sembra ci sia stato". La Romagnoli ha contestato alla Giunta una “mancata assunzione di responsabilità” e ha concluso indicando nella proposta a tre quella più accettabile ("l'ultima deriva"), dichiarandosi pronta a ritirare quella sottoscritta con altri consiglieri per le due mega province Marche Sud e Marche Nord. Secondo Comi (Pd) la riorganizzazione riguarda tutto il territorio regionale e proprio partendo da questa considerazione “il modello organizzativo non può essere limitato solo ad alcune zone”. L’ipotesi a quattro proposta dal Cal, sempre secondo Comi, è sicuramente la più credibile, così come per il consigliere Sciapichetti (ambedue hanno sottoscritto la stessa proposta di deliberazione) che ha raccomandato di usare “il buon senso”. “Siamo qui per dare un messaggio molto preciso – evidenzia l’assessore Paolo Petrini - per dire come intendiamo affrontare il futuro. Ormai quattro livelli di governo sono inaccettabili e il momento attuale ci impone di accelerare una riorganizzazione indispensabile”. Per Petrini quella delle quattro Province è “una proposta vintage”, la scelta a tre, invece, “è di cambiamento”. Un riordino sistemico e l’ottimizzazione delle risorse, secondo Giancarli (Pd), sono imprescindibili. Ed aggiunge: “ Se l’Assemblea andasse a far propria l’ipotesi del Cal, ma il Governo non dovesse accettarla, sarà d’obbligo lavorare per la massima valorizzazione delle peculiarità dei tre ambiti che si andranno a formare”. L’assessore Giannini sostiene che l’ipotesi del Cal, emersa dal dibattito tra diversi amministratori, è quella che garantisce “un maggiore equilibrio”. Per Silvetti (Futuro e Libertà) - che ha sottoscritto la deliberazione per due grandi ambiti territoriali - quella delle quattro Province, invece, è il “male peggiore”. Per Pieroni (Psi) occorre essere uniti per dimostrare ai cittadini che, comunque, “le Province continuano a esistere nonostante i cambiamenti che andranno a concretizzarsi”. “Disegnare i nuovi confini provinciali con le forbici ed il righello è antistorico”: questo il parere di Zaffini (lega Nord), che contesta le decisioni assunte dal Governo e appoggia l’ipotesi a quattro. Secondo Mirco Ricci (Pd) “il Parlamento deve capire che l’ipotesi del Cal, parte dal basso, dalla volontà dei sindaci e per questo deve essere tenuta nella dovuta considerazione”; il consigliere Natali (Pdl) invita a seguire “la logica del territorio” e non “gli ordini di scuderia dei partiti”. Perentorio Zinni (Pdl): “Quello del Governo è un fiume in piena che travolgerà tutto. Le Province, poi le Regioni, a seguire i parlamentari. La politica deve offrire soluzioni prima che accada l’irreparabile. Il dibattito odierno è ormai sterile.” La proposta a quattro non incontra il parere favorevole della Ciriaci (che ha sottoscritto la deliberazione con la proposta a tre) ed un richiamo all’unità, anche sulla votazione finale, arriva da Carloni (Pdl). Marangoni (Popolo e Territorio) ha illustrati la sua ipotesi di “rinuncia” delle Province sul territorio delle Marche
Nel dibattito ha preso la parola anche il consigliere Trenta (Pdl).

I più letti

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più clicca qui Per saperne di piu'

ACCETTA
© Quotidiano online L'Indiscreto - P.I. 01737070431 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 595 - Iscrizione al Roc (Registro Operatori della Comunicazione) Direttore Responsabile: Paola Verolini Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale é coperto da Licenza Creative Commons.