L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 23 ottobre 2019

Riordino Ersu. Organizzazioni studentesche marchigiane: "Basta parlare di Diritto allo Studio senza gli studenti"

In merito al riordino degli ERSU, dalle organizzazioni studentesche marchigiane riceviamo e pubblichiamo: "E' stata riavviata stamattina dalla Commissione Affari istituzionali della Regione Marche la discussione sulla proposta di legge n.27 del 2010 inerente il riordino degli Ersu (Enti regionali per il diritto allo studio). Le organizzazioni studentesche delle Marche sentono la necessità di esprimere a riguardo le proprie posizioni, e denunciare le gravi limitazioni alla rappresentanza studentesca negli ersu locali e al diritto allo studio più in generale contenute nella proposta di legge. Le organizzazioni studentesche vogliono esprimere in questa fase di dibattito le proprie posizioni comuni in merito al riordino degli ERSU marchigiani. Per quanto concerne la gestione degli ERSU ci preme sottolineare in prima istanza che il Diritto alla Studio rimane, a prescindere dalla forma organizzativa, prerogativa della Regione e che la Giunta non può, in questa fase di tagli, sottrarsi alle proprie responsabilità. Sono di nomina politica gli organi dirigenti degli enti regionali per il DSU e vorremmo chiarire un volta per tutte che se nel corso dell’ultimo decennio la gestione locale degli ERSU ha generato delle disfunzioni e lasciato dei buchi di bilancio è compito della Regione produrre un ricambio di tutta la classe dirigente degli ente. Non possono essere le studentesse e gli studenti a subire le conseguenze di una cattiva gestione. Sul tema della rappresentanza constatiamo una certa mancanza di chiarezza. Tutto il dibattito si è concentrato sulla rappresentanza territoriale, ma è mancata una discussione sul ruolo dell’Università e soprattutto degli studenti. Da parte nostra ribadiamo la necessità di mantenere una rappresentanza studentesca nei CdA (con diritto di voto), e lo stesso dicasi per la rappresentanza dell’Università. È impensabile che un ente pubblico la cui ragione sociale è la tutela del diritto allo studio escluda dagli organi decisionali i propri naturali referenti. Se risulta apprezzabile l’idea di nuovi spazi di partecipazione attraverso la Consulta regionale degli studenti (peraltro criticabile nella sua formulazione), senza la garanzia di rappresentanza nei CdA locali diverrebbe inutile qualsiasi forma di consultazione a livello regionale. Riteniamo inoltre che il dibattito sul riordino degli ERSU andrebbe rivisto alla luce di quello che è il compito degli enti per il Diritto allo Studio. Non si può parlare degli ERSU trattando il tema solo in termini di gestione aziendale! È forse arrivato il momento per le Marche di discutere sui livelli essenziali delle prestazioni, e costruire sulla base di questi e delle peculiarità locali un nuovo modello di Diritto allo Studio. ‘Standardizzazione del servizio’ per noi significa che, stabiliti e raggiunti i requisiti minimi essenziali, la Regione si impegna ad innalzare la qualità e il numero dei servizi nei territori, e non a produrre una ‘razionalizzazione al ribasso’. In chiusura ribadiamo la volontà di tutto il movimento studentesco regionale di mantenere alta l’attenzione sul Diritto allo Studio. Non cambiano di fatto le nostre rivendicazioni essenziali che sono quelle legate alla copertura totale delle borse di studio per tutti gli idonei della Regione Marche, all’edilizia universitaria e alla qualità dei servizi, opponendo un netto rifiuto all’esternalizzazione degli stessi. Basta parlare di Diritto allo Studio senza gli studenti!

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