L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

domenica, 20 ottobre 2019

Direttiva decoro urbano, gli ambulanti rischiano espulsione dalle piazze

Da poco scongiurato il rischio di perdere il posto nei mercati con la rigida applicazione della Direttiva Bolkestein (grazie all’impegno delle associazioni e delle Regioni, Marche in testa), gli ambulanti ora rischiano di essere espulsi da tutte le piazze , con l’applicazione delle cosiddetta Direttiva “decoro urbano”, emanata dal Ministero per i beni e le attività culturali. La Direttiva, infatti, impartisce disposizioni alle Direzioni regionali ed alle Sovrintendenze tese a vietare attività commerciali ed artigianali su aree pubbliche e installazioni di dehors nelle vicinanze di beni artistici e monumentali. Ciò non dovrebbe preoccupare, in quanto già l’occupazione di suolo pubblico è autorizzata in base a regolamenti comunali emanati anche con il parere delle Sovrintendenze.

"Quello che preoccupa - spiega Confesercenti Marche - è lo spirito della Direttiva, che, non solo accomuna le attività regolarmente autorizzate a quelle abusive, ma si ispira quasi ad un “dagli all’untore” verso attività storiche esse stesse e di servizio ai cittadini ed ai turisti. Non solo, ma il divieto viene esteso alle “pubbliche piazze, vie, strade ed altri spazi aperti di interesse artistico e storico” e cioè la cui esecuzione risalga ad oltre settanta anni : praticamente tutte le piazze e le strade dei nostri centri storici e dei borghi.

"Davvero le nostre città ed i nostri paesi devono diventare deserti di attività e di vita? Come mai invece le città europee continuano ad avere dehors proprio nei loro cuori storici? Che succede al Governo Monti? Tutti si aspettano gli interventi per lo sviluppo ed invece emana un provvedimento che ucciderà piccole attività che ormai, come direbbe un’espressione popolare, “tirano fiato coi denti”? Naturalmente condividiamo l’idea che il nostro patrimonio artistico e monumentale vada tutelato. Riteniamo, anzi, che spesso quello che per l’Italia è la espressione della nostra storia, civiltà e genio, viene trascurato . Pensiamo, quindi, che sarebbe molto più utile, a tutela del nostro patrimonio storico ed artistico, dismettere beni pubblici di scarso valore ed utilizzare le risorse per restaurare il patrimonio di pregio, spesso abbandonato al degrado. L’implicazione di una eventuale applicazione rigida ed unilaterale della Direttiva Ornaghi ci preoccupa per le implicazioni sulle tante attività di commercio su aree pubbliche , bar e ristoranti. Abbiamo dunque inviato alla Direzione regionale per i beni culturali, alle Sovrintendenze delle Marche ed all’ANCI Marche una lettera per chiedere di esaminare subito la problematica relativa alle Piazze e di coinvolgerci nell’applicazione della Direttiva nella nostra Regione".

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