L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

venerdì, 19 luglio 2019

Giornata della memoria, Spacca: "Raccogliere l’eredità del racconto"

“Sono trascorsi 68 anni da quando l’orrore dei campi di sterminio nazisti è stato disvelato al mondo". "In questi 68 anni sono state le parole e gli sguardi dei sopravvissuti a raccontarci quanto profonda possa essere la brutalità dell’uomo, quali tragedie e sofferenze l’intelletto posto al servizio del male possa generare. Nei decenni molti di loro, purtroppo, se ne sono andati, altri ci lasceranno negli anni a venire. La scomparsa dei testimoni diretti e il tempo - ha fatto sapere il Governatore delle Marche Spacca - non devono però diventare una barriera tra il nostro passato, per quanto duro, e il nostro futuro. E’ compito delle istituzioni e dei singoli raccogliere l’eredità del racconto. Dobbiamo, tutti, fungere da cinghia di trasmissione della memoria per le nuove generazioni. Con la parola ma soprattutto con le azioni. Oggi, domani e per sempre”.

Le riflessioni del Presidente dell'Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi. “ E’ nostro dovere ricordare la Shoah e tutti coloro che, pur appartenenti a culture e religioni differenti e militando in schieramenti diversi, a rischio della propria vita, si sono opposti nei modi più disparati a un immane massacro che ha provocato la morte di sei milioni di ebrei. Questo giorno deve rappresentare l'occasione per riflettere e per promuovere, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni, la cultura della conoscenza e del ricordo per non dimenticare il passato e con esso la nostra storia e i valori fondanti della nostra democrazia. La memoria non è solo un minuto di silenzio.“ Questa la riflessione del Presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, Vittoriano Solazzi, in occasione della Giornata della memoria 2013 che sarà celebrata dal Consiglio regionale in apertura della seduta martedì 29 gennaio prossimo. Sarà ospite dell’incontro il Presidente della Comunità ebraica di Ancona, Bruno Coen. “Ricordare la Shoah - prosegue Solazzi - non rappresenta un rito ma un impegno, una condanna sempre attuale di ogni forma di violenza, di razzismo, d’intolleranza, che anche oggi - in molte parti del mondo - riemerge quasi a negare il sacrificio di quanti hanno lottato per la libertà e i diritti umani, nella consapevolezza che cittadini liberi e pensanti sono il migliore antidoto contro il ritorno dei fantasmi del passato. Questo dobbiamo aver presente quando assistiamo ad atti di violenza, alla mancanza di rispetto degli altri, del diverso, alle azioni che discriminano per ragione di razza, di genere o di credo religioso. Ciò purtroppo non è il passato, ma è il segno distintivo di ogni regime antidemocratico, della mancanza di libertà che si nasconde dietro la negazione dei diritti, anche dei più elementari. Il rispetto delle libertà individuali e collettive non deve mai essere dato per scontato, ma piuttosto alimentato con impegno e comportamenti coerenti.”

Pellegrinaggio

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