L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

mercoledì, 17 luglio 2019

27 gennaio, Giornata della Memoria... per non dimenticare

Esattamente 10 anni fa lo Stato italiano istituiva per legge il 27 Gennaio come “Giorno della Memoria ”,in ricordo di quel lontano 1945, giorno di liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz. Sono passati 66 anni da quando i carri armati sovietici portarono a conoscenza del mondo l’orrore perpetrato dai nazisti ai danni della popolazione ebraica, ma non solo. Omosessuali, oppositori politici, malati mentali e disabili finirono uno ad uno nei tristemente celeberrimi forni crematori dopo essere stati sapientemente gasati con il Cyclon B, gas letale usato in fantomatiche docce rivelatesi l’ultimo passaggio in vita per milioni di persone. I tedeschi nazisti, seppero coprire bene i loro crimini e alle voci che si levavano da prigionieri fuggiti in relazione alle condizioni del campo non si era voluto mai dare ascolto. Fino a chè con i loro occhi, i militari russi scoprirono l’inimmaginabile orrore di scheletri viventi a cui era stata tolta anche l’anima, ancor prima che il cibo e l’acqua.

Ammassamenti umani di ossa si aprirono alle prospettive dei liberatori, cataste di corpi in fiamme nell’intento di far scomparire ogni traccia di ciò che era stato. “ Son morto, con altri cento; son morto che ero bambino. Passato per un camino e adesso sono nel vento ” recitava una famosa strofa di Auschwitz, cantata dai Nomadi e da Guccini. Proprio i bambini hanno rappresentato l’emblema della crudeltà nazista, sottoposti a crudeli esperimenti dal Dottore della Morte, “ Josef Mengele ” e che in migliaia salutarono il campo passando attraverso il forno crematorio, quindi trucidati. La follia nazista si abbattè sul mondo intero, con la popolazione ebraica decimata in milioni di esseri umani e accompagnata nella tragedia da altrettanti “ ospiti ” del campo che avevano la colpa di essere ostici al regime o semplicemente inutili perché vecchi o malati.

Per Auschwitz passarono migliaia di italiani anche, diretti al martirio dai diversi campi dislocati sul territorio nazionale: Carpi- Fossoli, Risiera di San Sabba, Bolzano. Il campo della morte fu così bagnato anche dal sangue italiano, cui oggi il Presidente della repubblica Napoletano ha reso omaggio. Nella nostra Regione diverse iniziative si sono susseguite a Cingoli e Macerata e un pò tutte le città, affinché l’orrore nazista non si ripeta mai più e sia scongiurato in futuro un qualsiasi avvicinamento anche ideologico a tali crimini contro l’umanità.

Noi stessi giornalisti de L’ Indiscreto abbiamo il dovere di ricordare, perché tra quei morti anche giornalisti non compiacenti trovarono il loro posto. Uccidere un giornalista non significa declassare qualsiasi altro essere umano, ma solamente ricordare che insieme a lui muore la libertà fondamentale di dire la propria opinione, senza passare per una camera a gas.

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