L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

domenica, 21 luglio 2019

"Niente soldi per i danni da cinghiale"

MARCHE - Dei 200 mila euro di danni causati dai cinghiali nel 2012 ne verrà pagata la metà

, e lo stesso accadrà quest’anno, mentre gli agricoltori devono ancora vedere parte dei soldi del 2011. E’ la denuncia della Coldiretti Ancona dopo l’ennesimo caso "di presa in giro delle aziende agricole del territorio, sempre più in balia delle incursioni dei cinghiali".

Nella riunione svoltasi a Fabriano i rappresentanti della Coldiretti hanno bocciato il bilancio di previsione dell’Ambito territoriale di Caccia (Atc 1), l’ente incaricato dalla Regione Marche di gestire il problema degli animali selvatici, riducendone il numero e pagando i danni causati alle produzioni agricole. “Un bilancio presentato dopo cinque mesi e che prevede dotazioni finanziarie che non si sa se arriveranno – denuncia il presidente di Coldiretti Ancona, Emanuele Befanucci -, come del resto accaduto negli anni scorsi. Questa situazione non è più accettabile, anche perché i risarcimenti non coprono che una parte dell’effettiva perdita di raccolto e, conseguentemente, delle relative quote di mercato”.

Le Atc, secondo Coldiretti, devono decidere una volta per tutte se svolgere il ruolo che è stato loro assegnato, cioè contenere il numero dei cinghiali assicurando l’equilibrio tra presenza dei selvatici, ambiente e attività economiche. Se non ce la fanno, tanto vale rimettere le deleghe. Tra incidenti stradali e danni nei campi, i cinghiali costano ai cittadini marchigiani 4,5 milioni di euro all’anno. Ai 2,4 milioni di euro di danni provocati nelle campagne si aggiungono quelli registrati nelle aree protette e nelle oasi, con il conto stimato che arriva a 3 milioni. Senza considerare la perdita di quote di mercato. Una soluzione potrebbe essere quella di dare la possibilità agli agricoltori di cacciare i cinghiali all’interno delle proprie aziende ma al momento la legge non lo prevede. Vanno poi considerati gli incidenti stradali. Nonostante l’ultimo regolamento regionale in materia abbia reso più difficile avere un indennizzo (peraltro pagato solo per il 50 per cento del danno), il bilancio parla di 1,5 milioni di euro. E questa somma non tiene conto degli schianti effettivamente provocati da animali selvatici ma ora non riconosciuti.

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