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lunedì, 14 ottobre 2019

Apnea notturna, è italiano il nuovo dispositivo salvavita

In Italia 1.582.000 persone soffrono di Apnea Notturna senza saperlo e spesso l'unico sintomo, che passa inosservato, è un forte russamento.

Questa patologia è ancora più diffusa nei pazienti portatori di pacemaker, aumenta il rischio di mortalità, di sviluppo di comorbidità cardiovascolari e la particolare sonnolenza diurna che ne deriva è la causa del 30% degli incidenti stradali. Per combattere contro questa tipologia, è arrivato "Cuore & Sleep Apnea",  il nuovo guardiano notturno salvavita che oltre a normalizzare il ritmo cardiaco consente di monitorare l'andamento del sonno e di rilevare le anomalie respiratorie.

Ulteriori dettagli sull'argomento arrivano dal Professor Alessandro Capucci - Professore di Cardiologia presso l'Università Politecnica delle Marche - Ancona, Direttore della Clinica di Cardiologia e della Scuola di Specialità in Malattie dell'apparato cardiovascolare.

1. Che cos’è l’apnea notturna? La sindrome dell’apnea notturna o Sleep Apnea Syndrome (SAS) è una condizione per la quale si verificano, per ogni ora di sonno, almeno 5-10 episodi di apnea (cessazione totale del flusso respiratorio) e/o di ipopnea (riduzione rilevante del flusso respiratorio) della durata di almeno 10 secondi.

2. Quali sono i sintomi dell’apnea notturna? I sintomi più comuni sono: Roncopatia abituale (tutte le notti) e persistente (da almeno 6 mesi), Pause re-spiratorie nel sonno riferite dal partner, Risvegli con sensazione di soffocamento, Eccessiva sonnolenza diurna, BMI (indice di massa corporea) > 29 (persone con sovrappeso di 2° grado - obese), Circonferenza del collo > 43 cm (uomini) o 41 cm (donne), Dismorfismi cranio-facciali ed anomalie oro-faringee (tutte quelle situazioni anatomiche che determinano una riduzione del calibro delle prime vie aeree).

3. Come si diagnostica? Il medico si avvale innanzitutto dei sintomi e segni riferiti dal paziente. In particolare, verifica la presenza di: russare notturno abituale da almeno 6 mesi, pause respiratorie durante il sonno (riferite dal partner), risvegli con senso di soffocamento, sonnolenza diurna. Una volta posto il sospetto diagnostico, il medico può decidere di sottoporre il paziente a misurazioni strumentali di vari parametri per tutta la durata di una notte.

4. C’è una relazione tra la Sleep Apnea e le comorbidità cardiovascolari? La Sleep Apnea è associata ad un aumentato rischio di complicanze cardiovascolari, quali ictus, ipertensione, scompenso cardiaco e aritmie cardiache. I pazienti portatori di pacemaker hanno la probabilità uno su due di avere una Sleep Apnea, in caso di forme più severe si arriva a uno su quattro. La presenza di Sleep Apnea aumenta di 4-5 volte la mortalità per cause cardiovascolari e generiche. La vita media di pazienti affetti da Sleep Apnea di grado severo può essere anche di 20 anni più breve rispetto alla popolazione generale.

5. A chi bisogna rivolgersi? Quali sono gli specialisti coinvolti nella gestione della malattia? La patologia è multidisciplinare: neurologi, pneumologi e otorinolaringoiatri sono perfettamente in grado di gestire la patologia. Esiste una rete di Centri del sonno, e in particolare ne esiste una di tipo multidisciplinare, la rete dell’Associazione Italiana di Medicina del Sonno, i cui Centri sono elencati nella mappa del sito dell’AIMS (www.sonnomed.it). Anche i Centri Pneumologici sono tutti censiti dall’Associazione Italiana degli Pneumologi Ospedalieri (AIPO) (www.aiponet.it) e gli stessi otorinolaringoiatri sono in grado di fare la valutazione iniziale delle persone che hanno questo tipo di problemi.

6. È una malattia molto diffusa? In Italia è sottostimata? In Italia il 4% della popolazione maschile e il 2% della popolazione femminile, circa 2 milioni di persone, sof-frono di un’importante alterazione della struttura del sonno indotta dalle apnee. Si stima che circa il 93% delle donne e l’82% degli uomini affetti da disturbi respiratori notturni di grado moderato/severo non ne siano diagnosticati. La Sleep Apnea è una patologia altamente sotto-diagnosticata: nella maggioranza dei pazienti (fino all’80%) il disturbo non viene mai diagnosticato né trattato. La sindrome può restare celata a lungo sia perché i disturbi respiratori si verificano di notte, sia perché essa, proprio per i sintomi che pre-senta, viene erroneamente confusa con altre patologie.

7. Che impatto ha la malattia sulla vita quotidiana dei pazienti? La Sleep Apnea ha una ripercussione sulla qualità della vita, in particolare una sonnolenza rilevante durante il giorno: si stima che il 30% degli incidenti stradali sia dovuto a episodi di sonnolenza da Sleep Apnea. Solitamente, al risveglio, questi pazienti si rendono conto che il sonno non è stato riposante, si sentono poco lucidi, cala l’attenzione, hanno una capacità di concentrazione ridotta e una minore memoria a breve termine.

8. Quali sono al momento le terapie? In generale il trattamento comprende: CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) che consiste in una maschera che si applica su naso e bocca, collegata a un generatore che forza l’aria attraverso il naso e la bocca, in tal modo si ottiene che le vie aeree non collassino durante il sonno, andando a ostruire il passaggio dell’aria; Terapia chirurgica che è diversa a seconda del livello e del tipo di ostruzione delle prime vie aeree: può consistere nella correzione del setto nasale deviato, nell’asportazione di tonsille ipertrofiche, in interventi a livello della parte posteriore del palato o sulla mandibola. Data l’alta prevalenza di SAS nei pazienti con dispositivi cardiaci, l’impianto di un pacemaker che disponga della funzione SAM (Sleeping Apnea Monitoring) può essere molto utile per rilevare e quindi trattare correttamente la sindrome da apnea notturna.

9. Come funziona Reply 200? REPLY 200, oltre a svolgere il compito di sorvegliare il ritmo cardiaco del paziente ed attivare la stimolazio-ne necessaria in caso di ritmo bradicardico – funzione principale di un qualsiasi pacemaker – è anche in grado di rilevare l’ampiezza e la frequenza degli atti respiratori del paziente, misurando un parametro elettrico legato alla quantità d’aria presente nei polmoni. In caso di Sleep Apnea, nel corso della notte il pacemaker sorveglia continuamente l’attività respiratoria e restituisce un indice diagnostico del disturbo respiratorio. L’acquisizione automatica di dati relativi alla Sleep Apnea e alle Aritmie Cardiache può permettere di definire meglio il profilo del paziente e le terapie più appropriate.

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