L'Indiscreto Il Quotidiano Delle Marche

sabato, 20 luglio 2019

Alcol, sesso e gioco d’azzardo. Le Marche meta del turismo terapeutico

MARCHE - “Nella straordinaria gamma di turismi che la nostra regione è in grado di offrire il turismo sanitario può rappresentare un nuovo e importante veicolo di promozione”.

Così il Presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi ha commentato l'attenzione internazionale che sta riscuotendo il Centro di cura San Nicola di Arcevia, i cui risultati del primo anno di attività sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa al quale hanno preso parte, oltre al fondatore Vincenzo Aliotta, i consiglieri regionali Enzo Giancarli e Gianluca Busilacchi. Punto di riferimento di eccellenza per la post cura delle dipendenze, in questo centro ricavato in una casa colonica immersa nel verde arrivano pazienti da tutta Italia e dall'Europa. “Una struttura di eccellenza che è in grado di offrire nella nostra regione risposte efficaci a fenomeni preoccupanti va sostenuta e promossa – ha proseguito Solazzi – Nella nostra società stiamo vivendo il paradosso di essere connessi con tutti, ma sempre più soli. Questa disperazione può sfociare in comportamenti che si trasformano in vere e proprie dipendenze”.

Alcol, sostanze psicoattive, gioco d'azzardo, nuove tecnologie, sesso, cibo. Il tunnel delle dipendenze negli ultimi anni assomiglia sempre di più ad un labirinto e il numero di persone che scivola in queste “malattie dell'anima”, come le definisce il dottor Aliotta, è in crescita. Nella clinica di Piticchio di Arcevia la scelta innovativa è stata quella di affiancare ad una equipe multidisciplinare bilingue, “venti persone tutte al di sotto dei 35 anni” precisa Aliotta, un contesto paesaggistico e ambientale sinonimo di pace e benessere.

Prima in Italia ad aver avviato un progetto di turismo terapeutico, dopo una collaborazione con la Gran Bretagna, la clinica in questi giorni ha siglato una convenzione triennale con la più importante catena ospedaliera privata dei Paesi Bassi, prevedendo l'ospitalità di tre pazienti ogni mese. “La struttura è operativa dalla fine di gennaio e ad oggi sono stati trattati quarantacinque pazienti italiani e quattro inglesi” - spiega il sociologo. Un numero, quello dei pazienti stranieri, destinato a crescere dopo l'entrata in vigore della Direttiva UE sulla libera circolazione. “Questa norma attiva un filone di movimento importante – conclude Aliotta - L'Olanda e altri Paesi si stanno organizzando. Siamo stati invitati a Londra ad una convention mondiale, stiamo allacciando relazioni con professionisti del Regno Unito e a breve realizzeremo un sito internet in lingua russa”. Il Centro post cura San Nicola, in lista per attivare una convenzione anche con il sistema sanitario pubblico, accoglie i pazienti che escono da un primo percorso di disintossicazione e propone un percorso di riabilitazione di sessanta giorni applicando il metodo Minnesota dei dodici passi.

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